In astronomia, un flare (termine inglese per fuoco d'artificio) o brillamento è una violenta eruzione di materia che esplode dalla fotosfera di una stella, con un'energia equivalente a varie decine di milioni di bombe atomiche. I flare del Sole emettono fasci di vento solare molto energetico, la cui radiazione può rappresentare un pericolo per le navi spaziali al di fuori della magnetosfera terrestre, e che interferisce con le comunicazioni radio sulla Terra. I flare sono spesso associati alle macchie solari. I flare solari furono osservati per la prima volta nel 1859 dall'astronomo britannico Richard Carrington. Sono anche stati osservati su varie altre stelle in tempi moderni. La frequenza dei flare solari varia: da molti al giorno quando il Sole è particolarmente "attivo" a circa uno alla settimana quando invece è "quieto". I flare solari impiegano molte ore o anche giorni per "caricarsi", ma il flare vero e proprio impiega pochi minuti per rilasciare la sua energia. Le onde d'urto risultanti viaggiano lateralmente attraverso la fotosfera e verso l'alto attraverso la cromosfera e la corona, a velocità dell'ordine di 5.000.000 di chilometri all'ora. I flare solari sono classificati come A, B, C, M o X a seconda della loro luminosità nei raggi X vicino alla Terra, misurata in Watt/m2. Ogni classe è dieci volte più potente di quella precedente, con X (la più grande) pari a 10-4 W/m2. Ogni classe è divisa linearmente da 1 a 9, quindi un flare X2 è quattro volte più potente di un flare M5. L'attività solare si trova normalmente compresa tra le classi A e C. I flare C hanno pochi effetti sulla Terra, mentre i più potenti M e X possono causare danni. A volte i flare superano il valore massimo (X9): il 16 agosto 1999 e il 2 aprile 2001 vennero misurati dei flare X20, ma essi furono superati dal flare del 4 novembre 2003, che fu stimato a X45 ed è il più potente flare mai registrato. La regione di macchie solari 486 (mostrata in figura) era la più turbolenta mai osservata. Una macchia solare è una regione della superficie del Sole (la fotosfera) che è distinta da una temperatura minore dell'ambiente circostante, e da forte attività magnetica. Anche se in realtà le macchie solari sono estremamente luminose, perché hanno una temperatura di circa 5000 kelvin, il contrasto con le regioni circostanti, ancora più luminose grazie ad una temperatura di 6000 kelvin le rende chiaramente visibili come macchie scure. Se fossero osservabili isolatamente sarebbero più luminose di una lampada ad incandescenza. Il numero di macchie che appaiono sulla superficie del Sole è stato misurato a partire dal 1700, e stimato all'indietro fino al 1500. La tendenza è quella di un numero in aumento, e i valori più grandi sono stati registrati negli ultimi 50 anni. I numero di macchie solari è correlato con l'intensità della radiazione solare. Durante il Minimo di Maunder esse quasi scomparirono, e la Terra nello stesso periodo si raffreddò in modo consistente. La correlazione tra i due eventi è oggetto di discussioni nella comunità scientifica. La regione attiva 9393, ripresa dallo strumento MDI a bordo della sonda SOHO, conteneva il più grande gruppo di macchie osservato nel ciclo solare attuale. Il 30 marzo 2001 l'area di questo gruppo di macchie solari era pari a 13 volte la superficie della Terra. È stata la sorgente di numerosi flare, incluso uno dei più forti mai registrati, il 2 aprile 2001. Una macchia solare è causata da intensi campi magnetici che affiorano dall'interno del Sole, ed appare scura solo perché in forte contrasto con le regioni circostanti, rispetto alle quali è leggermente più fredda.
I primi probabili riferimenti alle macchie solari sono quelli degli astronomi cinesi del primo millennio d.C., che probabilmente potevano vedere i gruppi di macchie più grandi quando lo splendore del sole era diminuito dalla polvere sollevata dai vari deserti dell'Asia centrale. Furono osservate telescopicamente per la prima volta nel 1610 dagli astronomi frisiani Johannes e David Fabricius, che pubblicarono una loro descrizione nel giugno del 1611. In questa data Galileo stava già mostrando le macchie solari agli astronomi a Roma e Cristoph Scheiner aveva probabilmente osservato le macchie per due o tre mesi. La polemica tra Galileo e Scheiner per la prima osservazione, quando nessuno dei due sapeva del lavoro dei Fabricius, fu quindi tanto inutile quanto acida. Le macchie solari ebbero una qualche importanza nel dibattito sulla natura del sistema solare. Mostravano che il Sole ruotava su se stesso, e il fatto che apparivano e scomparivano dimostrava che il Sole subiva dei cambiamenti, contravvenendo agli insegnamenti di Aristotele. I dettagli del loro moto apparente non potevano essere spiegati tranne che nel sistema eliocentrico di Copernico. Le ricerche sulle macchie solari segnarono il passo per la maggior parte del XVII e l'inizio del XVIII secolo, perché a causa del Minimo di Maunder quasi nessuna macchia solare fu visibile per molti anni. Ma dopo la ripresa dell'attività solare, Heinrich Schwabe poté riportare nel 1843 un cambiamento periodico nel numero delle macchie solari, che sarebbe poi stato chiamato il ciclo undecennale dell'attività solare. Un flare estremamente potente fu emesso verso la Terra l'1 settembre 1859. Interruppe i servizi telegrafici e causò aurore boreali visibili molto a sud, fino alle Hawaii e a Roma, e in modo simile nell'emisfero sud. Il flare più luminoso osservato dai satelliti è avvenuto il 4 novembre 2003, ed ha saturato gli strumenti per 11 minuti. La regione 486, responsabile del flare, ha prodotto un flusso di raggi X stimato a X28. Le osservazioni hanno mostrato che l'attività è continuata sulla faccia lontana del Sole, quando la sua rotazione ha nascosto la regione attiva alla nostra vista. Anche se i dettagli della formazione delle macchie solari sono ancora oggetto di ricerca, è abbastanza chiaro che esse sono la controparte visibile di tubi di flusso magnetico nella zona convettiva del Sole che vengono "arrotolati" dalla rotazione differenziale della stella. Se lo stress su questi tubi supera un certo limite, rimbalzano come elastici e "forano" la superficie solare. Nei punti in cui essi attraversano la superficie la convezione non può operare, il flusso di energia che arriva dall'interno del Sole si riduce, e la temperatura di conseguenza scende. L'effetto Wilson suggerisce che le macchie solari siano anche delle depressioni rispetto al resto della superficie. Le linee di campo magnetico dovrebbero respingersi l'un l'altra, facendo quindi disperdere rapidamente le macchie solari, ma la vita di una macchia è in media di appena due settimane, un periodo troppo breve. Osservazioni recenti condotte dalla sonda SOHO, utilizzando le onde sonore che viaggiano nella fotosfera solare per formare un'immagine dell'interno del Sole, hanno mostrato che sotto ogni macchia solare vi sono potenti correnti di materiale dirette verso l'interno del Sole, che formano dei vortici che concentrano le linee di campo magnetico. Di conseguenza le macchie sono delle tempeste auto-sostenentesi, simili in alcuni aspetti agli uragani terrestri. L'attività delle macchie segue un ciclo di circa 11 anni (il ciclo undecennale dell'attività solare). Ogni ciclo di undici anni comprende un massimo ed un minimo, che sono identificati contando il numero di macchie solari che appaiono in quell'anno. All'inizio del ciclo, le macchie tendono ad apparire a latitudini elevate, per poi muoversi verso l'equatore quando il ciclo si avvicina al massimo (questo comportamento è chiamato Legge di Spoerer). Oggi si conoscono molti periodi diversi nella variazione del numero di macchie, di cui quello di 11 anni è semplicemente il più evidente. Lo stesso periodo è osservato nella maggior parte delle altre espressioni di attività solare, ed è profondamente legato alle variazioni del campo magnetico solare. Non si sa se esistano periodi molto lunghi (di secoli o più), perché l'intervallo registrato dagli astronomi è troppo corto, ma se ne sospetta fortemente l'esistenza.
Generalmente i passaggi dal minimo al massimo avvengono tanto più velocemente quanto più quest'ultimo sarà alto. L'ultimo massimo si è verificato nel 2002, quindi il prossimo ricorrerà nel 2013.
Tratto da Wikipedia
- Ciclo di Schwabe 11 anni: E' il più conosciuto ed è legato al numero di macchie solari
- Ciclo di Hale 22 anni: Durante un ciclo di Hale vi è una inversione dei poli magnetici del Sole
- Ciclo di Gleissberg 88 anni: Si pensa che sia una amplificazione del ciclo di Schwabe
- Ciclo di Huess 200 anni
- Ciclo di Hallstatt 2300 anni
Le macchie solari
Se osservate il Sole con un telescopio o con un binocolo, noterete che la nostra stella presenta alcuni "punti scuri", detti macchie solari. Si tratta di aree che appaiono più scure rispetto alla fotosfera perché, rispetto a quest'ultima, hanno una temperatura inferiore. Le macchie solari infatti sono brillanti (intensità luminosa pari a circa il 32% della fotosfera, 80% nelle zone di penombra), ma per contrasto con le zone circostanti appaiono di colore nero. Hanno una temperatura di circa 4000°C, rispetto ai 5700°C della fotosfera. Sono di dimensioni variabili (da 7.000 a 50.000 Km di diametro) e talvolta sono visibili anche ad occhio nudo (sempre che, naturalmente, ci si protegga la vista con appositi filtri). Sono originate dall'intenso campo magnetico del Sole, che in alcuni punti impedisce la risalita dei gas e del calore dall'interno della stella, provocando così la formazione di regioni più fredde, e quindi più scure. Tali macchie sono direttamente connesse all'intensità della radiazione solare. Nell'epoca moderna, le macchie solari vengono misurate otticamente. Per epoche più lontane esistono metodi sufficientemente sicuri per la rilevazione dell'attività solare e delle sue macchie. Un primo dato è che, negli ultimi 70 anni, il Sole sta vivendo una fase di incredibile attività. Per ritrovare un simile livello di attività, bisogna andare indietro di 8000 anni.
A.E. Douglas pensò di andare a vedere se il ritmo di crescita degli alberi, e perciò la successione degli anelli dei tronchi, fosse legato al ciclo di attività solare. Dopo aver studiato per moltissimi anni una grandissima quantità di sezioni di tronchi d'albero, Douglas scoprì che i periodi di sviluppo più rapido avvenivano con un ritmo undecennale coincidente con quello dell'attività solare. Riuscì a ricostruire i cicli di condizioni più adatte alla crescita delle piante, risalendo indietro nel tempo per 3000 anni ed in particolare scoprì che nel periodo tra il 1645 ed il 1715 il ciclo undecennale era praticamente assente. Nel 1890 l'astronomo inglese E.W. Maunder (1851-1928), esaminando le annotazioni di antiche osservazioni, scoprì che fra il 1645 ed il 1715 non ci furono praticamente macchie, cosicché il ciclo solare era sospeso. Ricerche più recenti indicano che potrebbe essere stata assente anche la corona solare. Anche le aurore boreali mancarono; E. Halley notò di aver visto la sua prima aurora boreale solo nel 1716, dopo quarant'anni di osservazioni. Sembra, inoltre, che tra il 1400 ed il 1510 ci sia stato un altro periodo senza macchie solari. [Tratto da vari siti internet: http://www.aritrieste.it/macchie.htm, http://www.racine.ra.it/planet/testi/macchie.htm, http://astronomia.altervista.org/articoli/sole_macchie_solari.php]
Tratto da http://www.ngdc.noaa.gov/ngdc.html YEARLY MEAN SUNSPOT NUMBERS =============================================================================== Sunspot Sunspot Sunspot Sunspot Sunspot Year Number Year Number Year Number Year Number Year Number ------------------------------------------------------------------------------- 1700 5 1701 11 1761 85.9 M 1821 6.6 1881 54.3 1941 47.5 1702 16 1762 61.2 1822 4.0 1882 59.7 1942 30.6 1703 23 1763 45.1 1823 1.8 m 1883 63.7 M 1943 16.3 1704 36 1764 36.4 1824 8.5 1884 63.5 1944 9.6 m 1705 58 M 1765 20.9 1825 16.6 1885 52.2 1945 33.2
1706 29 1766 11.4 m 1826 36.3 1886 25.4 1946 92.6 1707 20 1767 37.8 1827 49.6 1887 13.1 1947 151.6 M 1708 10 1768 69.8 1828 64.2 1888 6.8 1948 136.3 1709 8 1769 106.1 M 1829 67.0 1889 6.3 m 1949 134.7 1710 3 1770 100.8 1830 70.9 M 1890 7.1 1950 83.9
1711 0 1771 81.6 1831 47.8 1891 35.6 1951 69.4 1712 0 m 1772 66.5 1832 27.5 1892 73.0 1952 31.5 1713 2 1773 34.8 1833 8.5 m 1893 85.1 M 1953 13.9 1714 11 1774 30.6 1834 13.2 1894 78.0 1954 4.4 m 1715 27 1775 7.0 m 1835 56.9 1895 64.0 1955 38.0
1716 47 1776 19.8 1836 121.5 1896 41.8 1956 141.7 1717 63 M 1777 92.5 1837 138.3 M 1897 26.2 1957 190.2 M 1718 60 1778 154.4 M 1838 103.2 1898 26.7 1958 184.8 1719 39 1779 125.9 1839 85.7 1899 12.1 1959 159.0 1720 28 1780 84.8 1840 64.6 1900 9.5 1960 112.3
1721 26 1781 68.1 1841 36.7 1901 2.7 m 1961 53.9 1722 22 1782 38.5 1842 24.2 1902 5.0 1962 37.6 1723 11 m 1783 22.8 1843 10.7 m 1903 24.4 1963 27.9 1724 21 1784 10.2 m 1844 15.0 1904 42.0 1964 10.2 m 1725 40 1785 24.1 1845 40.1 1905 63.5 M 1965 15.1
1726 78 1786 82.9 1846 61.5 1906 53.8 1966 47.0 1727 122 M 1787 132.0 M 1847 98.5 1907 62.0 1967 93.8 1728 103 1788 130.9 1848 124.7 M 1908 48.5 1968 105.9 M 1729 73 1789 118.1 1849 96.3 1909 43.9 1969 105.5 1730 47 1790 89.9 1850 66.6 1910 18.6 1970 104.5
1731 35 1791 66.6 1851 64.5 1911 5.7 1971 66.6 1732 11 1792 60.0 1852 54.1 1912 3.6 1972 68.9 1733 5 m 1793 46.9 1853 39.0 1913 1.4 m 1973 38.0 1734 16 1794 41.0 1854 20.6 1914 9.6 1974 34.5 1735 34 1795 21.3 1855 6.7 1915 47.4 1975 15.5
1736 70 1796 16.0 1856 4.3 m 1916 57.1 1976 12.6 m 1737 81 1797 6.4 1857 22.7 1917 103.9 M 1977 27.5 1738 111 M 1798 4.1 m 1858 54.8 1918 80.6 1978 92.5 1739 101 1799 6.8 1859 93.8 1919 63.6 1979 155.4 M 1740 73 1800 14.5 1860 95.8 M 1920 37.6 1980 154.6
1741 40 1801 34.0 1861 77.2 1921 26.1 1981 140.4 1742 20 1802 45.0 1862 59.1 1922 14.2 1982 115.9 1743 16 1803 43.1 1863 44.0 1923 5.8 m 1983 66.6 1744 5 m 1804 47.5 M 1864 47.0 1924 16.7 1984 45.9 1745 11 1805 42.2 1865 30.5 1925 44.3 1985 17.9
1746 22 1806 28.1 1866 16.3 1926 63.9 1986 13.4 m 1747 40 1807 10.1 1867 7.3 m 1927 69.0 1987 29.4 1748 60 1808 8.1 1868 37.6 1928 77.8 M 1988 100.2 1749 80.9 1809 2.5 1869 74.0 1929 64.9 1989 157.6 M 1750 83.4 M 1810 0.0 m 1870 139.0 M 1930 35.7 1990 142.6
1751 47.7 1811 1.4 1871 111.2 1931 21.2 1991 145.7 1752 47.8 1812 5.0 1872 101.6 1932 11.1 1992 94.3 1753 30.7 1813 12.2 1873 66.2 1933 5.7 m 1993 54.6 1754 12.2 1814 13.9 1874 44.7 1934 8.7 1994 29.9 1755 9.6 m 1815 35.4 1875 17.0 1935 36.1 1995 17.5
1756 10.2 1816 45.8 M 1876 11.3 1936 79.7 1996 8.6 m 1757 32.4 1817 41.1 1877 12.4 1937 114.4 M 1997 21.5 1758 47.6 1818 30.1 1878 3.4 m 1938 109.6 1998 64.3 1759 54.0 1819 23.9 1879 6.0 1939 88.8 1999 93.3 1760 62.9 1820 15.6 1880 32.3 1940 67.8 2000 119.6 M
2001 111.0 2006 15.2 2002 104.0 2003 63.7 2004 40.4 2005 29.8 ------------------------------------------------------------------------------- Each M marks a sunspot cycle maximum and each m a minimum. Through 1944 yearly means were calculated as the average of the 12 monthly means; since 1945 yearly means have been calculated as the average of the daily means
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| Un neutrino "mutante" scoperto al Gran SassoL'esperimento indica che i neutrini oscillerebbero fra due stati differenti, muonico e tauonico, e che contrariamente quanto supposto dal modello standard, avrebbero una massa |
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