In questa sezione si cercherà, per quanto possibile, di dare una breve occhiata sulle teorie geologiche inerenti la formazione del mondo (e simili), che nel passato (a dire il vero poi neanche tanto), andavano per la maggiore. Si ricorda che sono tutte pagine in allestimento e potrebbero mancare i link (ove necessario) di correlazione ai siti da cui sono stati estratti alcuni passaggi, mentre in altri casi il libro di riferimento. Si cercherà di ovviare il prima possibile a questi piccoli problemini e contemporaneamente si cercherà di continuare ad inserire altro materiale...
Buona lettura........
Nozioni di base: schema (molto speditivo) su come è fatto il pianeta Terra
(per informazioni specifiche e articoli vi rimando a questa pagina)
Le discontinuità sismiche sono state utilizzate nelle divisioni interne della terra. Infatti è possibile osservare: nucleo interno, nucleo esterno, Area D, mantello profondo, regione di transizione, mantello superiore e crosta (oceanica e continentale). Le discontinuità laterali inoltre sono state distinte e tracciate con tomografia sismica.
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Nucleo interno: rappresenta circa 1.7% della massa della terra ed occupa una profondità di 5.150-6.370 chilometri (3.219 - 3.981 miglia). Il nucleo interno è solido ed non attaccato al mantello in quanto sospeso nel nucleo esterno fuso. Si crede che sia solidificato come conseguenza della pressione-congelamento che si presenta alla maggior parte dei liquidi quando la temperatura diminuisce o la pressione aumenta.
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Nucleo esterno: 30.8% della massa della terra ed occupa una profondità di 2.890-5.150 chilometri (1.806 - 3.219 miglia). Il nucleo esterno è caldo e liquido e genera dei movimenti convettivi che a loro volta formano delle correnti elettriche. Questo strato conduttivo unito alla rotazione della terra, genera un effetto dinamo che crea un sistema di correnti elettriche conosciute come "campo magnetico" della terra. Questo strato non è denso quanto il ferro fuso puro, ciò indica la presenza degli elementi più leggeri. Gli scienziati sospettano che circa 10% di questo livello sia composto da zolfo e/o ossigeno perché questi elementi sono abbondanti nell'universo e si dissolvono velocemente nel ferro fuso.
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D: 3% della massa della terra ed occupa una profondità di 2.700-2.890 chilometri (1.688 - 1.806 miglio). Questo livello è di circa 200 - 300 chilometri (125 - 188 miglia) e rappresenta circa 4% della massa del mantello/crosta. Anche se è identificata, spesso, come componente del mantello più basso, le discontinuità sismiche suggeriscono che lo strato D potrebbe differire chimicamente dal mantello più basso limitrofo ad esso: inoltre gli scienziati teorizzano che il materiale si formato nel nucleo, ma che a causa della densità differente non sia potuto affondare in esso e quindi abbia trovato collocazione in questa zona di transito nucleo/mantello.
Un approfondimento del 31.03.2004, tratto da © 1999 - 2005 Le Scienze S.p.A.
La composizione dello strato D'': La temperatura e la pressione originerebbero una particolare struttura molecolare
Nelle profondità della Terra, dove temperature e pressioni elevatissime creano cristalli e strutture molto diverse da quelle della superficie, uno strano strato ondulato separa il mantello e il nucleo terrestre. La composizione di questa regione, chiamata strato D'', è oggetto di studio sin dalla sua scoperta. Ora un team di scienziati dell'Università del Minnesota ritiene di aver risolto il mistero. La roccia solida del mantello incontra il nucleo esterno liquido a una profondità di tremila chilometri. Qui, le onde sismiche dei terremoti che viaggiano attraverso la Terra cambiano di colpo velocità e, talvolta, direzione. Questi improvvisi cambiamenti tracciano i confini dello strato D'', che sale e scende formando creste e valli. I ricercatori sospettavano già che lo strato riflettesse un cambiamento nella struttura cristallina della roccia, ma questo non spiegava l'improvvisa alterazione della velocità delle onde sismiche. Secondo lo studio di Jun Tsuchiya e Taku Tsuchiya, presentato il 23 marzo a un convegno dell'American Physical Society, lo strato sarebbe caratterizzato da un tipo di struttura cristallina del tutto nuovo. I ricercatori hanno usato un'incudine di diamante per schiacciare e riscaldare un granulo di perovskite, il minerale di calcio che domina nelle profondità della Terra. Hanno poi usato i raggi X per osservare cosa avveniva alla struttura molecolare del minerale in condizioni simili a quelle dello strato D''. La struttura osservata, battezzata dagli autori "post-perovskite", presenta un aspetto caratteristico a "sandwich" e i calcoli indicano che le onde sismiche la attraverserebbero a velocità differenti a seconda della loro direzione iniziale. Inoltre la post-perovskite si formerebbe a profondità diverse a seconda della temperatura.
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Mantello inferiore: 49.2% della massa della terra collocato ad una profondità di 650-2.890 chilometri (406 -1.806 miglia). Il mantello inferiore contiene 72.9% della massa della mantello/crosta e probabilmente si compone sopratutto di silicone, di magnesio e di ossigeno. Probabilmente, inoltre, contiene in una certa quantità anche ferro, calcio ed alluminio. Gli scienziati fanno queste deduzioni ammettendo la terra ha un'abbondanza e una proporzione simili degli elementi cosmici come trovato al sole ed i meteoriti primitivi. (ma saà verò che il processo formativo ha rispecchiato fedelmente tali elementi?).
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Regione di Transizione: 7.5% della massa della terra collocata ad una profondità di 400-650 chilometri (250-406 miglia). La regione di transizione detta anche "mesosfera" (mantello centrale), contiene 11.1% della massa della mantello/crosta ed è la fonte del magma basaltico. Inoltre contiene il calcio, l'alluminio ed granato, che è un minerale complesso del silicato. Questo strato è denso una volta freddo a causa del granato, mentre se caldo è capace di galleggiare (questi minerali, infatti, fondono facilmente per formare basalto che può allora salire verso gli strati superiori come un magma).
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Mantello Superiore: rappresenta il 10.3% della massa della terra ed è collocato ad una profondità di 10- 400 chilometri (6 - 250 miglia). Il mantello superiore contiene 15.3% della massa mantello/crosta. Frammenti di esso sono stati scavati per la nostra osservazione dalle basi corrose delle montagne e dalle eruzioni vulcaniche: Olivine (Mg, Fe) 2SiO4 e pyroxene (Mg, Fe) SiO3 sono i minerali primari ritrovati. Questi ed altri minerali sono refrattari e cristallini alle alte temperature. La parte del mantello superiore, denominato l'astenosfera, è parzialmente fusa.
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Crosta Oceanica: 0.099% della massa della terra ed occupa una profondità di 0-10 chilometri (0 - 6 miglia). La crosta oceanica contiene 0.147% della massa della mantello/crosta. La maggior parte della crosta terrestre è stata creata da attività vulcanica. Il sistema oceanico della crosta possiede una rete 40.000 chilometri (25.000 miglia) di vulcani, e genera nuova crosta oceanica con un tasso di 17 km3 all'anno, generando così il pavimento oceanico di basalto. L'Hawai e l'Islanda sono due esempi Hot Point.
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Crosta Continentale: 0.374% della massa della terra ed occupa una profondità di 0-50 chilometri (0 - 31 miglia). La crosta continentale contiene 0.554% della massa del mantello/crosta: è la parte esterna della terra composta essenzialmente da roccie cristalline. Questi sono minerali a bassa densità capaci di galleggiare sul mantello e dominati principalmente da quarzo (SiO2) e da feldspati. La crosta (sia oceanica che continentale) è la superficie della terra; e come tale, è la parte più fredda del nostro pianeta. Poiché le rocce fredde si deformano lentamente, ci riferiamo a queste coperture esterne rigide come il litosfera (strato roccioso forte).
Prendiamola da Lontano....
Nella Grecia classica fu trattato a lungo il fenomeno sismico con l'intento di attribuirgli una spiegazione razionale ed i filosofi greci, le cui osservazioni e interpretazioni furono ritenute valide fino a tempi molto recenti, individuavano nei quattro elementi la causa prima dei terremoti. Talete ad esempio immaginava che la Terra galleggiasse sull’acqua e quindi i terremoti non erano altro che il riflesso del moto ondoso.
Aristotele invece, concluse in modo definitivo la controversia sull’origine (nel mondo antico) dei terremoti affermando che gli improvvisi movimenti della Terra erano provocati da esalazioni secche racchiuse al suo interno che cercavano con violenza una via d’uscita. L’autorità del grande maestro di Stagira era tale che le sue affermazioni rimasero indiscusse per secoli e chi provava affermare qualche dubbio su tale teoria era istantaneamente bandito dalla comunità scientifica.
E che dire dello spietato attacco che un fisico della levatura di Kelvin fece ai geologi, nonché a Darwin, per confutare le prime stime dell’età del mondo?
Lord Kelvin, è stato un fisico classico e filosoficamente un conservatore. Infatti, se la prese con i biologi evoluzionisti, aprendo una controversia che durò molto di più di mezzo secolo. Nel 1861, in una corrispondenza con Phillips, disse subito che “i calcoli di Darwin (in merito al tempo di formazione della Terra), sono qualcosa di assurdo”. A partire dall’anno successivo cominciò a pubblicare una serie di articoli sempre più duri e dogmatici contro coloro che computavano l’età della terra in centinaia di milioni di anni. Il succo del ragionamento di Kelvin si basava sul convincimento che il Sole fosse una massa liquida incandescente che sta dissipando rapidamente la sua energia; e che l’origine del calore solare non potesse essere che gravitazionale, essendo da escludere come inadeguata quella chimica. Il punto di partenza di Kelvin è pertanto la formazione di una massa fusa, derivata dal collasso gravitazionale di una nebulosa. Se si conosce la massa globale del sistema (sistema ipotizzato all’inizio a riposo in tutte le sue parti) si può facilmente calcolare la quantità di calore che sarebbe stato generato come equivalente della energia meccanica delle collisioni avvenute in conseguenza del collasso gravitazionale. In base alla conoscenza del flusso di calore emanato oggi dal Sole e dell’energia disponibile all’inizio, si può risalire alla data di questo inizio. Da semplici leggi fisiche si può derivare il funzionamento dei grandi sistemi. L’assoluta supremazia delle “leggi fisiche note” su un qualunque altro ragionamento, portava appunto a bollare come assurde le ipotesi di Darwin e dei geologi. Calcoli matematici sulla presunta velocità di raffreddamento del Sole e della Terra, appoggiati più tardi anche da calcoli sull’effetto frenante delle maree sulla rotazione terrestre, inducevano Kelvin a postulare, senza possibilità di smentita, un’età della Terra con tutta probabilità inferiore ai 100 milioni di anni.
Successivamente, nella diatriba innescatosi con i geologi, Kelvin ne approfittò per ridurre ulteriormente le sue stime sull’età della Terra, arrivando a valori intorno a 20 milioni in totale. Il suo collega P.G. Tait, entrato in campo anche lui (1876), scese addirittura a 15 milioni di anni, al massimo.
- Lezione da trarre: i geologi devono spesso guardarsi dalle discipline classiche fin troppo ancorate ai loro modelli e dalle teorie vigenti nel secolo in cui vivono (tanto sono destinate a passare alla luce delle nuove scoperte!)
Un'altra teoria prevedeva che le catene montuose della Terra si fossero formate in seguito al suo raggrinzamento dovuto al raffreddamento del pianeta. Tale teoria è oggigiorno ripresa in merito al pianeta Mercurio per spiegare alcuni suoi "comportamenti". [vedi l'articolo in merito] Appena avrò un pò di tempo cercherò di esporre in modo più esaustivo questa vecchia teoria nata nei secoli scorsi.
Teorie del passato sulle Maree
Opinioni degli antichi sul fenomeno delle maree
Un altro fenomeno di grande importanza che ha dato largo campo a filosofare è il periodico innalzamento ed abbassamento delle acque del mare. I cinesi ammettevano che le maree fossero prodotte dal respiro della Terra, di cui i mari rappresentavano il sangue e la marea le pulsazioni. Nel bacino del Mediterraneo il fenomeno delle maree non attirò molto l'attenzione dei popoli classici a causa del lieve abbassamento ed innalzamento delle acque. Aristotele attribuiva il flusso e riflusso del mare, presso le colonne d'Ercole, alla conformazione della costa. Secondo lo storico Strabone, Posidonio avrebbe trattato con una certa competenza e abbastanza largamente delle maree. Cleomede, nel secolo di Augusto, afferma nella sua Cosmografia che la Luna produce le maree. Seleuco, trattando della rotazione della Terra, per quanto riferiscono Plutarco e Strobeo, immaginava "l'atmosfera terrestre estesa fino al di là della Luna e rotante insieme alla Terra nello spazio di un giorno; che il contrasto opposto dalla Luna a questa rotazione derivasse, secondo le sue idee, dalla resistenza opposta da quell'astro sia per la sua minore velocità di rivoluzione intorno al centro della Terra, sia per il suo moto perpendicolare all'equatore. Ciò doveva collimare assai bene colle osservazioni da lui fatte sul flusso e riflusso del mare eritreo, nel quale aveva scoperto ineguaglianze periodiche, connesse non solo con le fasi della Luna ma anche colla sua distanza dall'equatore, come ne assicura Strabone.
Teorie del passato sul SOLE
Una delle prime spiegazioni scientifiche sul Sole venne fornita dal filosofo Greco Anassagora, che lo immaginava come una grande sferea di metallo infiammato più grande del Peloponneso. Nei primi anni dell'era scientifica moderna, la sorgente dell'energia solare costituì una sfida importante. Lord Kelvin suggerì che il Sole era un corpo liquido in graduale raffreddamento che emetteva la sua riserva inerna di calore. L'emissione di energia venne spiegata da Kelvin e Hermann von Helmholtz attraverso la loro teoria detta Meccanismo di Kelvin-Helmholtz, ma in base a questa l'età stimata del Sole era di soli 20 milioni di anni (ancora!), molto inferiore ai diversi miliardi di anni suggeriti dagli studi geologici (bravi!!). Nel 1890 Joseph Lockyer, lo scopritore dell'elio nello spettro solare, propose una ipotesi meteoritica sulla formazione e sull'evoluzione del Sole Al centro del Sole, dove la densità è di 150 g/cm3 (vi rammento che sulla terra la densità in superficie è intorno a 2 ed aumenta con la profondità), le reazioni di fusione termonucleare convertono ogni secondo 700 milioni di tonnellate di idrogeno in elio, rilasciando un'energia pari a 386 miliardi di miliardi di megawatts. Questa energia è pari alla massa di 4 milioni di tonnellate (le altre 696 vengono convertite in elio), quindi il Sole si alleggerisce ogni secondo di 4 milioni di tonnellate di materia.
Tratto da:
http://it.wikipedia.org/wiki/Sole
link pagina sul Sole
E che dire sull'universo e la sua età? Ma il cosmo è giovane o vecchio?
Nel 1930 si pensava che l'Universo avesse 2 miliardi di anni. A pensarci, pare incredibile. Nel 1930 Einsteín aveva già annunciato da vent'anni la sua teoria sulla relatività, eppure si pensava ad un cosmo relativamente giovanissimo. E a dirlo fu un giovane genio californiano, Edwin Powell Hubble - che darà poi il suo nome al telescopio orbitante - basandosi sui dati allora eccezionali ricavati dalle osservazioni compiute dal Mount wilson. Furono i geologi a smentire i cosmologi: la Terra, dissero negli anni '40, ha almeno 4 miliardi e mezzo di anni. Dunque, l'Universo deve essere più antico. Dopo la guerra, la cosa fu chiara anche agli astronomi: il cosmo deve essere nato, con una grande esplosione- il Big Bang tra i 15 e i 20 miliardi di anni fa. Ma in tutti questi tentativi resta un dubbio, un problema irrisolto. Un problema che ha il nome del giovane (allora) genio californiano: la costante di Hubble. La costante misura in pratica la velocità con cui l'Universo si espande. Ora, detto molto rozzamente, se l'Universo si espande rapidamente, allora è giovane, se si espande lentamente, allora è vecchio. E' dalla costante che dipende l'età del cosmo. E di tutti gli strani oggetti che lo popolano. Bene, proprio per misurare La costante di Hubble, un gruppo di ricerca ha puntato il telescopio orbitante Hubble (che cosa significa, a volte, essere un genio...) verso lontane galassie per cercare delle stelle davvero speciali, le cepheidi, che permettono di calcolare esattamente la loro velocità di allontanamento. Così, Wendy Freeman ha puntato l'Hubble verso |'ammasso della Vergine e in particolare verso una sua bella galassia a spirale, la Messier 100. in due mesi, ha osservato 40.000 stelle e vi ha trovato una ventina di capheidi. nell'ottobre dell'anno scorso la sentenza viene resa pubblica: l'ammasso della Vergine si trova a 56 milioni di anni luce dalla Terra, la costante di Hubble quindi ha un valore di circa 80, da che si deduce che l'Universo ha tra gli 8 e i 12 miliardi di anni. Tac! in un sol colpo siamo ringiovaniti di 7 e passa miliardi di anni. Giovedì 31 agosto 1995
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Stranezze e Curiosità varie:
Carte geografiche: in passato non erano affatto orientate verso il nord magnetico!!
Infatti l'orientamento delle cartine verso nord non è sempre stato tale: gli antichi erano solito orientare le loro cartine verso oriente poiché vi era la locazione della città santa, Gerusalemme (è proprio per questo che si dice orientare cioè rivolgere verso oriente vd cartina a fianco).Nella maggior parte delle carte attuali il Nord è in alto, il Sud in basso, l'Est a destra e l'Ovest a sinistra di chi guarda la carta. Anche se, storicamente, abbiamo avuto carte orientate a EST (tutte quelle che privilegiavano il sorgere del Sole, se cristiane il Paradiso Terrestre, Gerusalemme luogo della Passione, ecc). oppure semplicemente perché il sorgere del sole era il punto più semplice da individuare nel corso della giornata), oppure verso Sud (specialmente arabe e cinesi), raramente orientate a Ovest (molte carte nautiche, specie portoghesi). Non mancano, soprattutto tra XV e XVI secolo, atlanti dove ogni singola pagina è orientata verso un punto cardinale diverso. La convenzione di standardizzare l’orientamento della cartografia occidentale verso Nord si consolida lentamente tra il Seicento ed il Settecento e viene consacrato nell’Ottocento.
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