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Punto Nullo Petrografia Applicata

1992, CROLLANO LE MURA DI URBINO

Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 06-05-2008 at 10:24 AM
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Repubblica — 11 giugno 1992
ROMA - Si sgretolano le mura della città di Federico da Montefeltro. Una crepa, una ferita che s' allarga nella pietra, una transenna che avvisa del pericolo. Poi, d'un tratto, quando il bastione cade, ci si ricorda che quella cinta che avvolge il cuore storico di Urbino è vecchia di cinquecento anni. E' bastata una pioggia più forte delle altre, e la fortificazione si è spezzata. Oltre dieci metri della cinta muraria della città, a poca distanza dai torricini, le due snelle torri simbolo del Palazzo Ducale, sono crollati ieri mattina, aprendo un largo cratere in via Matteotti, una delle principali vie d' accesso al nucleo antico, che adesso è stato sbarrato al traffico. Da tempo quel tratto di mura era stato puntellato in più punti, ma negli ultimi giorni erano stati segnalati un improvviso aumento di incrinature e un notevole rigonfiamento nella parte più alta della cinta. Fino alla "caduta annunciata" di ieri mattina. Ma potrebbe essere solo l'inizio. L' intero "anello" che circonda uno dei centri più famosi del Rinascimento, concepito dal signore di Montefeltro come una "città-palazzo", tutto da vivere e da godere secondo geometrie perfette e razionali ma disegnate a misura d' uomo, è ormai minacciato e minato profondamente dalle fondamenta. "La situazione è gravissima - ha annunciato il vice sindaco di Urbino Mario Fortini - e il comune non è in grado di farsi carico del problema dal punto di vista finanziario". "In molte parti delle mura di cinta c' è il rischio di frane - aggiunge ancora più preoccupato l'assessore all'urbanistica Massimo Galuzzi - ma nessuno sembra voler rispondere ai nostri appelli. Già ad aprile, nel corso del convegno che si è tenuto proprio qui, sul tema delle Città e le mura, avevamo chiesto l' aiuto del ministero dei Beni Culturale, e della comunità internazionale. Certo tutti sono concordi nel dire che si dovrebbero fare opere di fortificazione delle strutture esterne, ma poi non esistono i fondi neanche per fare il pronto intervento. Nell'89 avevamo presentato un primo progetto di risanamento per cui servivano 20 miliardi, ma non è arrivato un soldo. Adesso la situazione è peggiorata, di sicuro ci vogliono ancora più soldi a nessuno si fa avanti. I privati? No, sembra che non ci sia nessuno sponsor che abbia voglia di investire denaro su una semplice cinta muraria". "Eppure - ribadisce con foga l'assessore all'urbanistica - le mura di Lucca e di Ferrara sono state risanate. Perché Urbino deve essere abbandonata a se stessa?" La risposta del direttore generale dei Beni Culturali non si fa attendere. Ma è accorata, quasi quanto la domanda dell'assessore della città ducale. "Ho chiesto alla sovrintendenza delle Marche di fare subito un sopralluogo ad Urbino. Ma è chiaro - ammette Francesco Sisinni - con i pochi fondi ordinari di cui dispone il ministero si può fare poco o nulla. Le mura di Urbino sono fortemente degradate e servono investimenti massicci per risanarle. L'unica via è, ancora una volta, quella dell'intervento straordinario, come per Ferrara, Lucca o Sabbioneta, che avevano problemi simili. Si può pensare ad un finanziamento con il Fio (il Fondo di investimento e occupazione), ma la verità è che ci vorrebbe una vera e propria legge per le città murate, per non dover ricorrere ogni volta alla logica dell'emergenza. Per questo voglio sottolineare ancora che è tutta la politica dei Beni Culturali che deve cambiare. Non possiamo attendere come sempre il crollo, lo sfregio, per agire. Io spero - conclude Sisinni - che a dirigere questo ministero arrivi una persona competente che convinca il governo a destinare ai Beni Culturali fondi ordinari che permettano non di tamponare, ma di prevenire le emergenze". Insomma, visto che per risanare Urbino ci voglio dai venti ai trenta miliardi, sembra che l' unica via sia quella della legge ad hoc, che stanzi, in breve tempo, i fondi necessari. La questione è delicata. Le mura di una città antica devono essere restaurate esattamente come un monumento. E quindi con cura e senso "estetico". Con la differenza che un bastione di cinta presenta poi non facili problemi di statica, soprattutto in zone collinari come Urbino. Sulla nuova "ferita" della città ducale, il senatore del Pds, Giorgio Londei, che è anche sindaco di Urbino, ha rivolto un' interrogazione al presidente del consiglio Andreotti, ancora ministro ad interim dei Beni Culturali, "per conoscere quali immediati interventi intende predisporre per salvare una città conosciuta in tutto il mondo, anche tenendo conto dei progetti di risanamento da tempo predisposti dal comune". Il capogruppo Dc, Egidio Cecchini, ha detto che "oltre a denunciare l'emergenza e attendere gli eventi, ci si sarebbe dovuti attivare in modo concreto, sia facendo riferimento alle leggi speciali sia per la manutenzione minore, al normale bilancio comunale". Anche il Verde Giuseppe Consalvo ha chiamato in causa l'amministrazione civica "per non avere messo in atto tutte le iniziative che potevano per lo meno tamponare la situazione".

di MARIA NOVELLA DE LUCA

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