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Punto Nullo Notizie brevi dal Mondo su tematiche ambientali e simili...

In questa sezione si cercherà di tenere aggiornati i flash di agenzia (giornalistica) sulle ultime notizie dal Mondo e dall'Italia. Si tratta di estratti e brevi comunicati e quindi per avere degli approfondimenti si rimanda ai siti originali delle notizie riportate.

Ovviamente, gli argomenti riportati e sottoelencati sono inerenti alla Geologia, Paleontologia, Climatologia, ambiente, animali, ecc.: insomma, temi riguardanti le tematiche di questo sito. Possono esserci anche notizie un po "strane" (intese come anomalie) e/o riguardanti altre discipline scientifiche ma con riflessi su quella Geologica.

Buone letture

 


 

1997, Tre grandi «laghi» d’acqua super- salata scoperti nelle profondità del Mediterraneo (con aggiornamenti)

Scoperte Geologiche
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 05-21-2009 at 3:49 PM
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Da “Il Corriere della Sera” domenica 2 febbraio 1997

di LUIGI BIGNAMI

Nelle profondità del Mar Mediterraneo, ad oltre tremila metri di profondità, sono stati scoperti tre grandi «laghi» super-salati, cioè tre grandi bolle d’acqua molto più salata e con temperatura diversa da quella circostante. I tre «laghi», le cui acque non si mescolano con quelle circostanti a causa della diversa densità, sono situati a sudovest dell’Isola di Creta e sono stati battezzati Atlante, Urania e Discovery.

Urania ha una forma a ferro di cavallo ed è lungo circa sei chilometri. Lo spessore medio delle sue acque si aggira sugli 80 metri, con punte anche di 200 metri. La superficie del «lago» si trova a 3.462 metri al di sotto del livello del mare. Forma e dimensioni degli altri due è ancora da definire con precisione a causa dei ripidi fianchi di alcune colline circostanti, che hanno impedito agli ecoscandagli di avere risposte chiare. Per la salinità è stato scoperto che Urania ha un contenuto pari a 120 grammi per litro (g/I) ben superiore rispetto a quella del Mediterraneo, che è di circa 22 g/l. Nel  Discovery invece, la salinità varia con la profondità andando da 55 g/l a 140 g/l. Per tutti e tre i «laghi» è stata calcolata con precisione la temperatura delle loro acque. Quella di Urania risulta essere di 16,7°C, cioè esattamente 2,4°C più elevata rispetto alle acque circostanti. Fino a pochi metri dal letto del «lago» l’incremento della temperatura è debole, poi sale improvvisamente a 18°C, e in alcuni punti addirittura a 28,4°C. Questo fatto sta ad indicare che l’acqua del fondo deve provenire da fessure presenti nei sali e nelle rocce profonde almeno cinquecento metri. L’acqua di Atlante invece si presenta con una temperatura (mediamente di 140C) più chiaramente stratificata. Durante la crociera scientifica che ha scandagliato 3.600 chilometri quadrati di Mediterraneo, oltre a questi tre «laghi», ne sono stati identificati altri potenziali che ricoprirebbero una superficie di circa 34 chilometri quadrati. Ciò potrebbe voler dire che in tutto il Mediterraneo esisterebbero «laghi» salati per una superficie totale pari a mille chilometri quadrati.

Ma come si formarono i «laghi» super-salati al di sotto delle acque del Mediterraneo? In realtà il letto del Mediterraneo non è piatto, ma presenta una notevole variazione nella sua morfologia. A sud-ovest di Creta, l’area dove i tre laghi sono stati individuati, vi è un altipiano che si è impostato al di sopra di una catena montuosa formatasi a causa della spinta della placca africana verso nord-ovest. Qui, come anche in altre parti del Mediterraneo, durante il «piano» geologico (per piano si intende una fase particolare di un periodo geologico) chiamato Messiniano (sei milioni di anni fa), gran parte delle acque evaporarono. Questa situazione venne causata, molto probabilmente, dalla chiusura dello stretto di Gibilterra, che impedì alle acque dell’Oceano Atlantico di entrare nel Mediterraneo. Lo scarso apporto d’acqua da parte dei fiumi non riuscì a compensare la quantità d’acqua che evaporava e così gran parte del mare scomparve, lasciando depositare sul fondo  decine e decine di metri di sali. Alla riapertura dello stretto di Gibilterra, quando enormi cascate riportarono acqua oceanica all’interno del bacino del Mediterraneo, una parte dei sali venne disciolta. In alcune aree, come quella di Creta per esempio, condizioni particolari nella morfologia del letto del mare impedirono il totale rimescolamento delle acque, così che sul fondo si formarono sacche di dimensioni varie di acque molto più salmastre rispetto a quelle circostanti: cioè si formarono dei laghi super-salati.

Le ricerche sono state eseguite nell’ambito del Progetto Medriff (Mediterranean Ridgge Fluid Flow), al progetto ha partecipato anche il CNR italiano.


Scoperta la vita nell'inaccessibile lago sottomarino Urania
Nel Mediterraneo, a 3.5000 metri di profondità alcuni batteri vivono in condizioni «extraterrestri»
ROMA - Scoperte forme di vita nel lago sottomarino Urania, uno dei luoghi più inaccessibili della Terra, a oltre 3.500 metri di profondità nel Mediterraneo, dove non c'è luce nè ossigeno.
Le condizioni a quel livello sono paragonabili a quelli della Terra primordiale e ad ambienti extraterrestri, come quello di Europa, uno dei satelliti del pianeta Giove, o di Marte.
SCOPERTA ITALIANA - La scoperta arriva da un gruppo di ricercatori guidato dall'Università degli Studi di Milano ed è in pubblicazione questa settimana su Pnas, la rivista scientifica americana Proceedings of the National Academy of Sciences of the Usa. La ricerca, pubblicata con il titolo «Sulfur cycling and methanogenesis primarily drive microbial colonization of the highly sulfidic Urania deep hypersaline basin», rivela infatti i processi metabolici che sostengono una stupefacente oasi di vita microbica nel lago Urania, uno degli ambienti più estremi e inospitali del pianeta Terra. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Milano, guidati da Daniele Daffonchio e Sara Borin del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche della Facoltà di Agraria, in collaborazione con nove altri gruppi di ricerca italiani ed europei.
IPERSALINITÀ - «Urania -spiegano i ricercatori- è uno dei bacini anossici ipersalini situati nel Mar Mediterraneo orientale ad una profondità superiore ai 3.500 metri. Questi laghi hanno concentrazione saline fino a dieci volte più alta di quelle dell'acqua marina sovrastante. Profondità e ipersalinità sono, però, solo due dei fattori che concorrono a rendere Urania uno degli ambienti più estremi del pianeta». «Altri fattori di stress - continuano i ricercatori - sono l'assenza di luce ed ossigeno, e in particolare per il Lago Urania, dato che lo differenzia dagli altri laghi sottomarini, la presenza di elevate concentrazioni di metano e idrogeno solforato. Il bacino Urania è tra gli ambienti marini noti più ricchi in quest'ultimo composto, che qui supera abbondantemente la soglia di tossicità per molti organismi, incluso l'uomo.
COMUNITÀ DI MICROORGANISMI - Nel loro studio, i ricercatori hanno descritto l'esistenza di una complessa comunità di microrganismi lungo la colonna d'acqua del lago Urania, particolarmente concentrati e stratificati nel sottile strato che separa le zone ipersaline dalla normale acqua marina sovrastante. «In questo strato, di soli 2 metri rispetto ad una colonna d'acqua di più di 3.500 metri, -sottolineano gli scienziati- si genera una differenza di salinità e di nutrienti in grado di sostenere particolari attività metaboliche». «I fattori che regolano la produttività di questo ecosistema estremo -aggiungono- sono risultati legati a metabolismi energetici tipicamente microbici, basati su reazioni di riduzione ed ossidazione delle specie chimiche dello zolfo e sulla produzione di metano, unitamente allo sfruttamento della "dark energy", una forma di energia chimica indipendente dalla luce e dai processi fotosintetici». Secondo i ricercatori, infine, «la scoperta dei processi metabolici e dei microrganismi che sostengono i cicli degli elementi e della vita nel lago sottomarino Urania fornisce un solido punto di partenza per formulare ipotesi sulla vita primordiale sul nostro pianeta o su altri corpi celesti. Inoltre, le capacità metaboliche dei microrganismi adattati a vivere nel lago Urania costituiscono una risorsa biotecnologica con potenziali applicazioni in molte attivitá antropiche».
20 maggio 2009 link articolo

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