In questa sezione sono stati raccolti tutti gli articoli inerenti frane e dissesto Idrogeologico raccolti su giornali, internet, ecc. con l'intento di fornire una panoramica aggiornata su tale questione. Sono presenti, inoltre, anche brevi comunicati flash provenienti dalle agenzie giornalistiche. Buone Letture
Dal “Il Corriere della Sera” del 9/12/2001
DAL NOSTRO INVIATO
BONN - Il Ventunesimo secolo si preannuncia, per la maggior parte della popolazione mondiale, come l'età della scarsità di acqua ma anche come quella degli estremi idrologici, con vaste regioni del pianeta condannate, sempre più di frequente, a prolungati periodi di siccità, oppure a incontenibili alluvioni. Si tratta, allo stesso tempo, di una constatazione e di una previsione presentate da un gruppo di scienziati impegnati nello studio degli estremi climatico-idrologici alla Conferenza internazionale sull'acqua che si è conclusa ieri a Bonn. Nel drammatico rapporto sui «Water related disasters» (i disastri correlati all'acqua), Zbigniew Kundzewicz, responsabile del progetto, e i suoi numerosi collaboratori, sottolineano che sia la frequenza degli eventi estremi, sia le perdite di vite umane e di beni, sono in aumento. Oggi il bilancio è arrivato a diverse migliaia di morti e decine di miliardi di dollari ogni anno. Solo per limitarsi ai grandi eventi alluvionali, che sono più circoscritti nel tempo e i cui danni sono più facilmente valutabili, Gerard Berz, capo del gruppo Geoscienze di Monaco, ha calcolato la seguente progressione:
Ø 6 negli anni '50,
Ø 7 nei '60,
Ø 8 nei'70,
Ø 18 negli '80,
Ø 26 nei '90.
Non può essere casuale il fatto che proprio negli ultimi due decenni in cui si sono moltiplicate le evidenze del surriscaldamento globale, si registri un numero di eventi alluvionali più che doppio:(44) rispetto a quello dei tre decenni precedenti.
La croce Rossa Internazionale calcola che nel quarto di secolo 1971-95 ci sono stati 318.000 morti (di cui 200.000 solo nel Bangladesh), 81 milioni di senzatetto e una popolazione complessiva coinvolta dai disastri dl 1,5 miliardi di persone. L'aggravarsi dipende da un intreccio di fattori climatici, idrologici e socio-economici. La variabilità climatica c'è sempre stata, ma a quanto sembra sta accelerando per I'effetto serra indotto dall'uomo. L'aumento delle temperature medie fa aumentare la capacità di assorbimento dell'acqua da parte dell'atmosfera. I terreni di vaste regioni del mondo, da una parte sono soggetti a più intense evaporazione e siccità, dall'altra, quando finalmente arrivano le precipitazioni, le subiscono, sotto forma impulsiva e in quantità superiori alla media. Purtroppo queste condizioni si realizzano, prevalentemente, nelle aree del mondo occupate dai Paesi in via di sviluppo, dove la popolazione continua a crescere a ritmi insostenibili, la povertà è diffusa, la pressione demografica distrugge I’ambiente e le sue capacità di risposta agli estremi climatici, e le possibilità di difendersi dalla emergenze sono nulle. Le fasce equatoriali di Africa, Asia e Americhe sono quelle Più vulnerabili: gli stessi scienziati chiedono un potenziamento degli interventi internazionali senza i quali rimane solo la prospettiva delle carestie, degli esodi di massa, delle morti e delle distruzioni.
Siccità:
Africa
La siccità ricorrente investe quasi tutti gli stati africani a nord dell'equatore coinvolgendo circa 200 milioni di persone
Sud America
II Nord Est del Brasile è un'area soggetta a frequenti siccità che si ripetono fino a venti episodi per secolo
Asia
I Paesi più esposti alla siccità sono India, Afganistan, Pakistan e Iran
Australia
La siccità colpisce quasi tutti gli stati con tempi di ritorno medi di circa 18 anni
Alluvioni:
Africa
Mozambico, Sud Africa, Zambia, Zimbabwe, Botswana. Swaziland e Madagascar sono le aree più esposte all’incremento delle precipitazioni. Nel Mozambico nel 2000 e nel 2001, piogge torrenziali come non si registravano da due secoli hanno ucciso 700mila persone
Europa:
Aumentano le precipitazioni intense e il rischio di alluvioni
Centro America
Gli uragani diventano più intensi a causa della maggior energia presente nell'atmosfera surriscaIdata dall'effetto serra
Asia
Il Bangladesh è la regione della Terra più soggetta alle alluvioni
BONN
Sul «Pianeta Acqua» (così si 'dovrebbe chiamare la Terra, considerata la preponderanza di questo elemento naturale) l'acqua potabile si avvia a diventare sempre più scarsa. Già oggi 1,2 miliardi di persone che vivono, per lo più, nei Paesi in via di sviluppo non hanno accesso all'acqua potabile. Nel tentativo di sopravvivere, questi assetati cronici sono costretti a fare uso di acque non potabili, oppure a sottoporsi alle pesanti fatiche e spese indispensabili per rifornirsi periodicamente del fabbisogno minimo, col pesante carico di malattie e di povertà che questi adattamenti comportano. Nel 2050, quando alla popolazione mondiale si saranno aggiunti altri tre miliardi di bocche da sfamare e dissetare, quasi tutti Concentrati nelle regioni più povere della Terra, il numero degli assetati potrebbe raddoppiare. Per far fronte a questa emergenza la Conferenza internazionale sull'acqua di Bonn ha approvato l’obiettivo di sviluppo del nuovo millennio suggerito dalle Nazioni Unite, che consiste nel dimezzare, entro il 2015, il numero degli affamati e degli assetati. La stima degli investimenti per realizzare le infrastrutture necessarie al trasporto dell'acqua nelle regioni prive delle risorse, si aggira attorno a 180 miliardi di dollari all'anno, rispetto ai 70-80 attuali. Nel frattempo sarà indispensabile anche aumentare la quota di acque reflue adeguatamente trattate da impiegare in agricoltura; ridurre i fattori di inquinamento industriale e civile che mettono fuori uso le risorse di acqua sotterranea; razionalizzare gli usi dell'acqua potabile nei Paesi in cui questa è presente in abbondanza, eliminando gli inutili sprechi.
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