In questa sezione sono stati raccolti tutti gli articoli inerenti frane e dissesto Idrogeologico raccolti su giornali, internet, ecc. con l'intento di fornire una panoramica aggiornata su tale questione. Sono presenti, inoltre, anche brevi comunicati flash provenienti dalle agenzie giornalistiche. Buone Letture
Da Il Corriere della Sera del 25/11/2002
GENOVA — II Nord-Ovest dell'Italia martellato dal maltempo con piogge, frane, allagamenti, una persona morta nella provincia di Genova, la ferrovia Genova - La Spezia interrotta, un canoista disperso nel fiume Trebbia. Il Centro Italia battuto dallo scirocco, che indirettamente ha causato la morte di un appassionato di tavola a vela sul litorale laziale. E ' stata una domenica maledetta, quella di ieri, sul piano meteorologico. Le situazioni più a rischio si sono registrate in Liguria, soprattutto nel Tigullio e in Lombardia, dove è stato predisposto lo stato di preallarme in 9 province. LA PIOGGIA - In Liguria è cominciata sabato sera e non si è fermata per tutta la domenica. La Protezione civile dal giorno prima aveva dichiarato lo stato di allerta 1 per la provincia. Genova e la Riviera sono ad alto rischio alluvione. Alle due di notte, nel quartiere di Marassi, un macigno è caduto da un muragliene su di un'auto parcheggiata e l'ha distrutta. Per la pioggia torrenziale strade e scantinati hanno cominciato ad allagarsi, i torrenti a ingrossarsi. Nel quartiere Foce, in centro, alcuni negozi si sono ritrovati con un metro d'acqua. Fino a oggi la Protezione civile ha dichiarato l'allerta 2, la più grave. IL LEVANTE. Alle 12.30, un muro di contenimento è crollato sulla ferrovia Genova-Roma, fra Rapallo e Zoagli. La linea è rimasta interrotta nei due sensi. Un interci-ty in arrivo da Genova si è fermato giusto in tempo per non essere travolto. Un binario sarà riaperto sta-mani, l'altro entro mezzanotte. Sull'autostrada A12 Genova-Livorno una frana ha invaso parte della carreggiata in direzione della Toscana, fra Rapallo e Chiavari. In Riviera, Santa Margherita è finita sotto mezzo metro d'acqua, a Zoagli si è aperta una voragine. Ma la zona più colpita è stata la Val Fontanabuona, nell'entroterra di Chiavari, con decine di frane, numerose frazioni isolate, scantinati allagati. Particolarmente colpiti i Comune di Leivi e San Colombano Certenoli. A Chiavari il centro si è ritrovato in un metro d'acqua, alcuni quartieri sono rimasti senza luce. Il sindaco chiederà lo stato di calamità naturale. Le scuole oggi rimarranno chiuse in tutta la valle e, a mezzogiorno, si terrà un vertice al Comune di Chiavali con il governatore ligure Sandro Biasotti e gli amministratori locali. LA TRAGEDIA. Ido Biancardi, 65 anni, abitava in un palazzo lungo il torrente Rupinaro, a Chiavari. Un muro di cemento separava l'alveo dai garages condominiali. Poco prima delle 14, un vicino è andato ad avvertirlo che il torrente era in piena, c'era il rischio di uno straripamento. Ido è sceso nel box, ha tirato fuori l'auto e l'ha portata al sicuro. Poi, è sceso a chiudere la saracinesca. In quel momento, l'argine del Rupinaro ha ceduto, per l'uomo è stata la fine: è stato travolto e ucciso. L'ITALIA. Lo Stato di preallarme è stato disposto dalla Protezione civile della Lombardia per le Province di Varese, Como, Lecco, Sondrio, Bergamo, Brescia e Milano, alle quali si aggiungono, da mezzogiorno di oggi, quelle di Pa-via e Lodi. Nel Piacentino è considerato disperso un canoista, Andrea Gualtieri, 26 anni, di Formigara (Cremona): era nel fiume Trebbia, fra Ottone e Marsaglia, a circa 70 chilometri da Piacenza, quando è stato sommerso dalle acque. Sul litorale romano, invece, è stato vittima del vento Michele Magno, 42 anni, di Ostia: appassionato di kite-surf, è uscito in mare con la sua tavola a vela per approfittare del forte scirocco. Ma, poco prima delle 14, mentre volava sulle onde davanti allo stabilimento “Marinella”, Magno è stato proiettato in alto da una raffica e poi trasportato per 300 metri verso la riva: il poveretto si è schiantato sulla spiaggia. Trasportato all'ospedale “Grassi” di Ostia, è morto. Stefano Secondino
L'INTERVISTA
“Per risanare il territorio servono risorse immense”. II presidente della Regione, Biasotti: “Colpiti proprio dove eravamo già intervenuti”
Liguria, alluvione infinita? Nel settembre 1992 Genova ebbe 2 morti. Nel settembre '98 una tremenda alluvione si abbatte sulla Liguria e devastò San Remo. Nell’ottobre-novembre 2000 i morti furono 3 e 1.500 le persone evacuate. Presidente Biasotti, che cosa si prova a governare una regione alluvionata? “Be' stavolta c'è stata anche una notevole dose di fatalità contro di noi, sia per quanto riguarda l'alluvione sia la vittima”, risponde Sandro Biasotti, 54 anni, presidente della Regione Liguria dal 1999 (Polo delle Libertà). Si spiega Biasotti: “Dopo il disastro del 2000, che provocò danni per 3 mila miliardi, in lire (di cui 1.000 rimborsatici dal governo), le zone che abbiamo curato di più sono state proprio quelle colpite dall'emergenza di queste ore: Rapallo, Santa Margherita e Chiayari, che da sola ha ricevuto 10 miliardi. Quanto alla vittima, il vicesindaco di Chiavari mi ha detto che il poveretto è stato travolto nel tentativo di portar fuori l'auto dal garage”. Proprio come aveva suggerito di fare la Protezione civile che aveva dato lo stato di allerta. “Ma la Protezione civile aveva lanciato l'allarme da sabato serafino a lunedì sera (oggi, ndr). Quindi sarebbe stato più prudente, detto col senno di poi, spostare subito la vettura”. Perché la Liguria è così fragile? Se non è l'acqua a devastarla, c'è il fuoco che divampa nei boschi. “La conformazione oroidrografica del territorio ligure è particolare, forse unica in Italia: le montagne finiscono direttamente in mare, i bacini sono ridotti, la pendenza media dei versanti è forte, i corsi d'acqua scorrono brevi e veloci dalle montagne al mare, con un'erosione tremenda, legata anche al fatto che i boschi (la Liguria è una delle regioni più boscose) sono abbandonati. La diffusa situazione di dissesto idrogeologico e di instabilità dei versanti è accentuata, infatti, anche dal progressivo abbandono della coltivazione agricola e dal conseguente verificarsi di ripetuti incendi boschivi. Ecco, perciò, che quando le precipitazioni sono intense e concentrate, si innescano ingenti movimenti di masse d'acqua. Con quel che ne consegue”. E i processi di urbanizzazione? “L'uomo per decenni ha costruito, e ostruito, in modo scellerato, occupando argini e foci. E in momenti come questo ci rendiamo conto della mancanza di pianificazione urbanistica del passato e della insufficiente capacità di smaltimento della rete di deflusso delle acque piovane. Non è un caso che le vittime siano sempre residenti vicino ai corsi d'acqua”. Che fare? “Ci vorrebbero risorse immense per risistemare il territorio. Con quelle a disposizione facciamo quello che possiamo, e non è poco, nella difesa del suolo e nella sistemazione dei corsi d'acqua”. Costantino Muscau
LA SITUAZIONE Calano le precipitazioni nel resto dell'anno, invece in questa stagione continuano ad aumentare
Sempre più precipitazioni in autunno, colpa dell'Anticiclone e di un mare troppo caldo
Dopo la perturbazione che tra il 13 e il 18 novembre ha messo in ginocchio il Nord-Italia, quella giunta ieri probabilmente farà il bis: piogge su gran parte d'Italia fino a mercoledì; piogge forti, oggi, su Liguria, Prealpi Lombarde, Trentino e Venezie e, domani, ancora sulle Venezie; temporali, anche forti, da questa sera su Lazio, Sardegna e, domani, al Centro-Sud; fino a mercoledì, forte scirocco ovunque e acqua alta a Venezia. Tutto normale? Per rispondere occorre ricordare che l'autunno è da sempre la stagione più piovosa, tanto che, delle circa 160 alluvioni avvenute in Italia dal 1950 ad oggi, più della metà sono accadute appunto in autunno. Di queste ultime, poi, il 60 per cento sono concentrate sulle Prealpi Lombardo/Piemontesi e in Liguria. Ma negli anni '90 le piogge autunnali hanno quasi sempre superato la media del periodo 1960-1990 tanto che la piovosità è aumentata del 10-20 per cento al Nord e del 15-30 per cento al Centro-Sud. Un incremento sorprendente se si considera che negli ultimi decenni le piogge si sono ridotte in tutte le altre stagioni, tanto che, su base annuale, negli anni '90 ha piovuto di meno che nel precedente trentennio. Ciò, insieme al dissesto idrogeologico, rende conto dell'aumento delle alluvioni autunnali tanto che, delle cinque grandi alluvioni degli ulti- 1 mi 50 anni (Polesine '51, Firenze '66, Liguria '93, Piemonte '94, Piemonte/Val d'Aosta 2000), tre sono accadute negli ultimi 10 anni. Ma perché in autunno piove di più che nel passato e perché, quando piove, spesso diluvia? Dai nostri studi è emerso che il cambiamento del clima è collegato a un aumento delle depressioni atlantiche che raggiungono il Mediterraneo, come dimostra il fatto che negli anni '90 il valore medio autunnale della pressione sul settore Ovest di tale bacino e sulla Francia ha subito un calo sensibile, un effetto che si può giustificare solo, appunto, con un più frequente passaggio di basse pressioni atlantiche. La causa? L'Anticiclone delle Azzorre che, in autunno, resta su latitudini più basse che nel passato, consentendo così al ciclone dell'Islanda di scendere verso Sud, occupando l'area atlantica prossima aie coste francesi ma facilitando l'ingresso delle depressioni stesse verso il Mediterraneo. Tutto questo è testimoniato da un calo sensibile del valore medio della pressione atmosferica sull'Europa nord-occidentale e sul vicino Atlantico rispetto al decennio precedente, tanto che, negli ultimi 12 anni, ben 12 mesi autunnali su 24 hanno visto l'Anticiclone delle Azzorre insolitamente assente dalle latitudini medio-alte. Ma la maggiore piovosità autunnale ha anche un'altra causa. Infatti la temperatura media estiva dell'aria sull'Italia e sui mari è aumentata di quasi un grado, un effetto da imputarsi al surplus di calore, immagazzinato dal suolo per l'aumento dei gas serra. Ma nei mari il calore resta intrappolato per 2-3 mesi. Ecco perché in autunno negli anni '90 le acque del Mediterraneo si sono surriscaldate di quasi 0.5°Crispetto agli anni '80. Ma questo fa sì che le masse di aria fredda, che in autunno raggiungono i mari a Ovest della Penisola, trovino un mare più caldo di una volta, diventando così più umide e più instabili e trasformandosi così in perturbazioni più piovose e più violente che nel passato. Mario Giuliacci
I DATI Tre in dieci anni: Delle cinque più grandi alluvioni avvenute in 50 anni ben tre si sono verificate negli ultimi dieci anni: '93, '94 e 2000 Nel Nord-Ovest: Le tre alluvioni degli anni '90 si sono concentrate in Lombardia, Piemonte e in Liguria. Tutte tra settembre e novembre
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