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2005: Clima tropicale ed effetto serra

Scoperte e Novità nel mondo del Clima
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 01-22-2008 at 2:05 PM
Articoli sul Clima >> Scoperte e Novità nel mondo del Clima

18.10.2005: Clima tropicale ed effetto serra

Le oscillazioni dei livelli di biossido di carbonio hanno influenzato il clima del passato

Nuove informazioni sul clima del passato forniscono "forti prove" di un legame diretto fra il riscaldamento dei tropici e i livelli dei gas serra nell'atmosfera: lo sostengono alcuni scienziati dell'Università della California di Santa Barbara in uno studio pubblicato su "Science Express". L'attuale crescita delle temperature tropicali, dovuta al riscaldamento globale, avrà dunque un forte impatto sul clima del nostro pianeta e potrebbe intensificare la potenza di uragani distruttivi come Katrina e Rita. Il legame fra l'aumento dei gas serra atmosferici e le temperature è alla base della teoria del riscaldamento globale e può essere confermato dai modelli al computer o dalle osservazioni dirette. Un altro modo per studiare il fenomeno, però, è quello di ricorrere a osservazioni paleoclimatiche, ricostruendo cioè il clima del passato mediante archivi naturali. I geologi Martin Medina-Elizalde e David Lea hanno analizzato la composizione chimica di gusci e conchiglie di plancton fossile proveniente dalle profondità dell'Oceano Pacifico equatoriale. "La relazione fra il clima tropicale e i gas serra è particolarmente importante - spiega Lea - perché le regioni tropicali ricevono la maggior parte dell'energia solare e agiscono come un motore termico per il resto del pianeta". Le registrazioni moderne della temperatura superficiale delle acque tropicali indicano una crescita di circa un grado negli ultimi 50 anni, un trend consistente - secondo gli autori - con l'aumento di biossido di carbonio nell'atmosfera dovuto alla combustione del carburanti fossili. I dati paleoclimatici forniti dallo studio confermano l'attribuzione dell'andamento della temperatura tropicale all'incremento dei gas serra nell'atmosfera. I ricercatori scrivono che nel corso degli ultimi 1,3 milioni di anni, le temperature superficiali dell'Oceano Pacifico tropicale risultano correlate all'andamento dell'effetto serra atmosferico. Il maggior cambiamento climatico in questo intervallo di tempo, verificatosi circa 950.000 anni or sono (la transizione del medio Pleistocene) era stata in precedenza attribuita a cambiamenti negli schemi e nella frequenza delle piattaforme ghiacciate. Medina-Elizalde e Lea suggeriscono invece che la causa sia stata un cambiamento nella frequenza di oscillazione delle abbondanze di biossido di carbonio atmosferico, un'ipotesi che può essere verificata direttamente mediante il carotaggio nella copertura ghiacciata dell'Antartide. Se si dimostrerà corretta, questa teoria indicherebbe che le fluttuazioni dei gas serra, anche relativamente piccole e naturali, costituiscono la principale variabile che guida i cambiamenti climatici globali su scale temporali da 10.000 a un milione di anni.
© 1999 - 2005 Le Scienze S.p.A.

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In questa sezione si è cercato di raggruppare tutti gli articoli e/o pubblicazioni che possono avere delle attinenze alle problematiche legate allo studio ed alle scoperte sul clima. Ogni tanto mi sono capitate per le mani anche alcune notizie curiose (a dir poco) e quindi perché togliergli la dignità di farle "gironzolare" in rete?


Maggio 2006:

Vi segnalo questo link,

in esso potete trovare le ultime elaborazioni, curate dall'ESA, in ambito degli incendi planetari visibili in contemporanea per tutto il mondo ... c'è da mettersi le mani nei capelli!!!!


Agosto 2006

Ed ecco un link che merita per approfondire o capire la teoria del caos (o dell'effetto farfalla) ... molto importante per comprendere alcune teorie legate al clima:


Gennaio 2007:

Per vedere l'andamento delle temperature nel Nord Atlantico

Per vedere l'andamento delle temperature nel mar Artico


Ipotesi di Mercer

Uno dei primi eminenti geologi a sollevare l'allarme sulla possibilità che il riscaldamento globale potesse dare il via ad un collasso della coltre glaciale antartica fu J.H.. Mercer della Ohio State University. Il ragionamento dello studioso nasce dalla considerazione che lo spesso strato di ghiaccio che ricopre grati parte dell'Antartide occidentale poggia su un substrato roccioso molto al di sotto del livello del mare pertanto l'americano ipotizzò come implicitamente questa coltre di ghiacci fosse assai instabile. Pertanto se l'effetto serra dovesse riscaldare la regione polare antartica la calotta glaciale galleggiante che circonda l'Antartide occidentale inizierebbe a scomparire. Di conseguenza privata di questo contrafforte, la coltre continentale si disintegrerebbe rapidamente provocando l'inondazione delle zone costiere di tutto il mondo.
Il disastroso scenario dipinto da Mercer era in gran parte teorico, ma egli faceva rilevare come la calotta glaciale dell'Antartide occidentale potesse di fatto essersi fusa almeno una volta in passato. Tra circa 110.000 e 130.000 anni fa la Terra sperimentò una storia climatica eccezionalmente simile a ciò che si è verificato negli ultimi 20.000 anni, ovvero un riscaldamento relativamente brusco dopo i rigori di una glaciazione. Quell'antico riscaldamento potrebbe avere portato a condizioni un poco più calde delle attuali. Molti geologi ritengono che il livello del mare di allora fosse circa cinque metri più elevato di quanto sia oggi: proprio la differenza che verrebbe prodotta dalla fusione della coltre glaciale dell'Antartide occidentale.


Con poche eccezioni, gli scienziati ritengono di avere stabilito un valore attendibile per il tasso del recente sollevamento del livello marino: 2 mm all'anno. Ma la questione fondamentale che ancora deve essere risolta è: questa tendenza è destinata a rimanere costante o il sollevamento accelererà in risposta al riscaldamento climatico? Per risolvere questo problema, i geologi hanno cercato di ricostruire le fluttuazioni de! livello del mare nel passato, avvenute in risposta a cambiamenti climatici.
Fairbariks, per esempio, ha studiato una specie di corallo che cresce In prossimità della superficie marina, particolarmente nei Caraibi. Facendo profondi sondaggi nelle scogliere coralline di Barbados e individuando antichi campioni di questa specie, egli e i suoi colleghi hanno potuto seguire l'innalzamento del livello del mare a partire dalla fine dell'ultima glaciazione, quando enormi quantità d'acqua erano ancora intrappolate nelle calotte glaciali polari e gli oceani erano circa 120 metri più bassi di quanto non siano oggi.
Anche se la documentazione ricavata dai coralli mostra episodi corrispondenti a una crescita del livello del mare anche di 2-3 centimetri all'anno, Fairbanks fa notare che questi valori si riferiscono a una situazione assai differente da quella attuale. A quei tempi, da 10.000 a 20.000 anni fa, le grandi coltri di ghiaccio che avevano ricoperto buona parte del Nord America e dell'Europa erano nel pieno della fusione e gli oceani stavano ricevendo immani quantità d'acqua da questi continenti. La documentazione più recente relativa al livello del mare indica una progressiva diminuzione del tasso di crescita, con una sostanziale stagnazione negli ultimissimi millenni. Quindi l'attuale regime climatologico sembrerebbe tendere a livelli del mare relativamente stabili.


Ma Joln B. Anderson della Rice Umversity non è d'accordo
Questo ricercatore sostiene che negli ultimi 10.000 anni, vi sono stati almeno tre episodi di rapido incremento del livello del mare, ma essi sono invisibili nella documentazione fornita dai coralli (utilizzati in altre ricerche per trovare prove di innalzamenti e/o abbassamenti del livello medio marino).
Il più recente episodio di improvviso innalzamento del livello del mare che Anderson riconosce avviene intorno al 2000 a.C..

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