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2005: Gli uomini antichi alteravano il clima

PaleoClima
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 03-23-2006 at 1:01 PM
Articoli sul Clima >> PaleoClima

15.09.2005

Gli uomini antichi alteravano il clima: Nel primo millennio il metano atmosferico è cresciuto stabilmente

Gli uomini antichi alteravano il clima Nel primo millennio il metano atmosferico è cresciuto stabilmente Negli ultimi secoli le emissioni di gas serra sono salite a livelli da record, ma si sa ancora poco dell'atmosfera nel periodo pre-industriale. Una ricerca pubblicata sulla rivista "Science" suggerisce che gli esseri umani abbiano influenzato il clima del pianeta già prima della rivoluzione industriale. Secondo l'analisi dei gas intrappolati nel ghiaccio al di sotto dell'Antartide, durante il primo millennio d.C. i livelli di metano nell'atmosfera sono stabilmente cresciuti. La maggior parte del gas serra sarebbe provenuta da giganteschi incendi accesi dagli esseri umani allo scopo di ripulire i terreni per l'agricoltura e gli insediamenti. Secondo gli scienziati, però, anche i cambiamenti climatici naturali avrebbero contribuito alle emissioni. I ricercatori hanno analizzato il metano nelle bolle d\'aria intrappolate all'interno di campioni di ghiaccio antartico vecchi di 2000 anni. Le impronte chimiche degli isotopi stabili di carbonio forniscono una registrazione del metano nell'atmosfera lungo il corso della storia, e anche la sua provenienza. Sembra dunque che gran parte del gas sia dovuto alla combustione di biomassa - probabilmente legno ed erba - e non da altre fonti come i carburanti fossili o le emissioni naturali da paludi e torbiere. "L'umanità conosceva il fuoco da migliaia di anni, anche se la popolazione era ancora molto ridotta, e appiccava grandi incendi su base regolare", commenta Dominic Ferretti del National Institute of Water and Atmospheric Research Limited di Wellington, in Nuova Zelanda, principale ricercatore dello studio. "I nostri dati indicano che in tempi pre-industriali i livelli di metano proveniente da incendi erano molto più elevati di quanto si pensasse finora."

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In questa sezione si è cercato di raggruppare tutti gli articoli e/o pubblicazioni che possono avere delle attinenze alle problematiche legate allo studio ed alle scoperte sul clima. Ogni tanto mi sono capitate per le mani anche alcune notizie curiose (a dir poco) e quindi perché togliergli la dignità di farle "gironzolare" in rete?


Maggio 2006:

Vi segnalo questo link,

in esso potete trovare le ultime elaborazioni, curate dall'ESA, in ambito degli incendi planetari visibili in contemporanea per tutto il mondo ... c'è da mettersi le mani nei capelli!!!!


Agosto 2006

Ed ecco un link che merita per approfondire o capire la teoria del caos (o dell'effetto farfalla) ... molto importante per comprendere alcune teorie legate al clima:


Gennaio 2007:

Per vedere l'andamento delle temperature nel Nord Atlantico

Per vedere l'andamento delle temperature nel mar Artico


Ipotesi di Mercer

Uno dei primi eminenti geologi a sollevare l'allarme sulla possibilità che il riscaldamento globale potesse dare il via ad un collasso della coltre glaciale antartica fu J.H.. Mercer della Ohio State University. Il ragionamento dello studioso nasce dalla considerazione che lo spesso strato di ghiaccio che ricopre grati parte dell'Antartide occidentale poggia su un substrato roccioso molto al di sotto del livello del mare pertanto l'americano ipotizzò come implicitamente questa coltre di ghiacci fosse assai instabile. Pertanto se l'effetto serra dovesse riscaldare la regione polare antartica la calotta glaciale galleggiante che circonda l'Antartide occidentale inizierebbe a scomparire. Di conseguenza privata di questo contrafforte, la coltre continentale si disintegrerebbe rapidamente provocando l'inondazione delle zone costiere di tutto il mondo.
Il disastroso scenario dipinto da Mercer era in gran parte teorico, ma egli faceva rilevare come la calotta glaciale dell'Antartide occidentale potesse di fatto essersi fusa almeno una volta in passato. Tra circa 110.000 e 130.000 anni fa la Terra sperimentò una storia climatica eccezionalmente simile a ciò che si è verificato negli ultimi 20.000 anni, ovvero un riscaldamento relativamente brusco dopo i rigori di una glaciazione. Quell'antico riscaldamento potrebbe avere portato a condizioni un poco più calde delle attuali. Molti geologi ritengono che il livello del mare di allora fosse circa cinque metri più elevato di quanto sia oggi: proprio la differenza che verrebbe prodotta dalla fusione della coltre glaciale dell'Antartide occidentale.


Con poche eccezioni, gli scienziati ritengono di avere stabilito un valore attendibile per il tasso del recente sollevamento del livello marino: 2 mm all'anno. Ma la questione fondamentale che ancora deve essere risolta è: questa tendenza è destinata a rimanere costante o il sollevamento accelererà in risposta al riscaldamento climatico? Per risolvere questo problema, i geologi hanno cercato di ricostruire le fluttuazioni de! livello del mare nel passato, avvenute in risposta a cambiamenti climatici.
Fairbariks, per esempio, ha studiato una specie di corallo che cresce In prossimità della superficie marina, particolarmente nei Caraibi. Facendo profondi sondaggi nelle scogliere coralline di Barbados e individuando antichi campioni di questa specie, egli e i suoi colleghi hanno potuto seguire l'innalzamento del livello del mare a partire dalla fine dell'ultima glaciazione, quando enormi quantità d'acqua erano ancora intrappolate nelle calotte glaciali polari e gli oceani erano circa 120 metri più bassi di quanto non siano oggi.
Anche se la documentazione ricavata dai coralli mostra episodi corrispondenti a una crescita del livello del mare anche di 2-3 centimetri all'anno, Fairbanks fa notare che questi valori si riferiscono a una situazione assai differente da quella attuale. A quei tempi, da 10.000 a 20.000 anni fa, le grandi coltri di ghiaccio che avevano ricoperto buona parte del Nord America e dell'Europa erano nel pieno della fusione e gli oceani stavano ricevendo immani quantità d'acqua da questi continenti. La documentazione più recente relativa al livello del mare indica una progressiva diminuzione del tasso di crescita, con una sostanziale stagnazione negli ultimissimi millenni. Quindi l'attuale regime climatologico sembrerebbe tendere a livelli del mare relativamente stabili.


Ma Joln B. Anderson della Rice Umversity non è d'accordo
Questo ricercatore sostiene che negli ultimi 10.000 anni, vi sono stati almeno tre episodi di rapido incremento del livello del mare, ma essi sono invisibili nella documentazione fornita dai coralli (utilizzati in altre ricerche per trovare prove di innalzamenti e/o abbassamenti del livello medio marino).
Il più recente episodio di improvviso innalzamento del livello del mare che Anderson riconosce avviene intorno al 2000 a.C..

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