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2005: Per la prima volta hanno spinto le previsioni climatiche fino al 2300

Previsioni a lungo periodo
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 09-02-2008 at 2:47 PM
Modelli e previsioni future >> Previsioni a lungo periodo

Da Il Corriere della Sera OnLine
La simulazione del laboratorio Livermore, in California Anno 2300: la terra brucia Previsioni per i prossimi tre secoli con il computer più potente del mondo: un pianeta arso dall’effetto serra. In Italia 10 gradi in più
LOS ANGELES - Per la prima volta hanno spinto le previsioni climatiche fino al 2300 grazie a un nuovo modello di supercomputer. E ne sono rimasti inorriditi. Una catastrofe così non se la sarebbero mai immaginata, con vaste aree del mondo letteralmente arrostite dall’ effetto serra. Gli autori dell’esperimento virtuale, appena pubblicato sulle pagine del "Journal of Climate" dell’American Meteorological Society (1 novembre 2005), sono fisici dell’atmosfera del Lawrence Livermore National Laboratory, in California che si sono dotati recentemente del più potente calcolatore del computer BluGeneL, capace di 280 mila miliardi di operazioni al secondo o 280 teraflops, come dicono i tecnici.
CALOTTE POLARI SCOMPARSE - Applicando sofisticati modelli climatici,gl i scienziati americani hanno esteso le previsioni per i prossimi tre secoli. I primi risultati dicono che, se si dovessero usare tutti i combustibili fossili disponibili, la concentrazione di anidride carbonica atmosferica (CO2) passerebbe dall'attuale valore di 380 parti per milione (ppm) a 1423 ppm e la temperatura media globale aumenterebbe fino a 8°C, passando dagli attuali 16° a 24°. Poiché 8°C è un valore medio globale, l'aumento effettivo di temperatura nelle aree polari sarebbe di ben 20°C, con la conseguente distruzione totale delle calotte polari e con un innalzamento del livello del mare di circa 7 metri. Alle latitudini intermedie, e quindi anche dalle nostre parti, una decina di gradi di più sia d’inverno sia d’estate. A meno che un improvvisa instabilità del sistema climatico porti a conseguenze attualmente del tutto inimmaginabili, come per esempio una transizione dal caldo al freddo con l’innescarsi di una nuova glaciazione. Fenomeno, quest’ultimo, abilmente descritto dal film "L’alba del giorno dopo", in cui si ipotizza la scomparsa, a causa dell’effetto serra, della Corrente del Golfo e del suo effetto temperante sugli inverni del Nord Europa.

Franco Foresta Martin, 02 novembre 2005
Nell'emisfero settentrionale: I dieci anni più caldi
Rispetto alle stime precedenti, lo studio allunga di 300 anni, il periodo rispetto al quale l'ultimo decennio sarebbe stato inusualmente più caldo
Le temperature medie dell'emisfero settentrionale degli ultimi 10 anni sono sicuramente le più elevate da 1300 anni a questa parte e, se si includono anche alcuni dati più controversi, addirittura degli ultimi 1700 anni. Lo conferma una ricerca condotta presso lo Earth System Science Center della Pennsylvania State University pubblicata sull'ultimo numero dei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
"Alcuni hanno osservato che i dati ricavati dagli anelli di accrescimento degli alberi sono inaccettabili in questo tipo di studi", ha detto Michael Mann, che ha diretto al ricerca. "Ma anche se eliminiamo gli anelli degli alberi, abbiamo ora dati sufficienti per stabilire le temperature dell'emisfero settentrionale fin nel lontano passato." I dati "sostitutivi" provengono in particolare dai carotaggi nei fondali lacustri, nei ghiacciai e dallo studio dei coralli. "Oggi possiamo guardare a un database molto più esteso e con metodi molto più sofisticati che in precedenza." Rispetto alle stime passate, lo studio in particolare allunga di 300 anni, da 1000 a 1300, il periodo rispetto al quale l'ultimo decennio sarebbe stato inusualmente più caldo, anche senza tener conto dei dati dendrocronologici. Includendoli, per trovare un decennio più caldi di quello che stiamo vivendo bisogna invece risalire addirittura al 300 d.C.
"Le conclusioni non sono altrettanto definitive per l'emisfero meridionale, e quindi per il globo, nel suo complesso a causa delle eccessive incertezze che sorgono attorno ai dati, molto più sporadici, di cui disponiamo per l'emisfero Sud", ha concluso Mann. (gg)
(02 settembre 2008)© 1999 - 2008 Le Scienze S.p.A.


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