Memorie di famiglia per studiare l'ambiente
STATI UNITI – È una storia vecchia come il mondo: la nonna che racconta ai nipoti com'era la vita ai suoi tempi quando lì era tutta campagna. La singola storia individuale può raccontare molto della società e assume un'importanza universale quando si condividono queste conoscenze intime con gli estranei. Una lettera di uno zio aviatore e l'antico album di famiglia hanno da sempre colpito l'interesse degli storiografi, ma oggi coinvolgono anche studiosi di clima e ambiente. LO STUDIO - Negli ultimi tre anni, due ricercatori della Boston University hanno intervistato gli abitanti del Massachussetts raccogliendo informazioni e ricordi d'infanzia. La ricerca, svolta da Richard Primack e Abraham Miller-Rushing, evidenzia i cambiamenti climatici che hanno interessato la costa statunitense nell'ultimo secolo e mezzo; le conseguenze più evidenti sono state il forte mutamento delle condizioni ambientali e un differente ritmo stagionale. I RISULTATI – Alcuni diari personali testimoniano che, nel 1965, una particolare anatra denominata Carolina popolava gli stagni di Boston a partire dalla metà di aprile, mentre oggi quella stessa specie arriva in città già a febbraio. Un altro esempio riguarda gli alberi del cimitero: nel 1868 erano ancora senza foglie nel mese di maggio. Nell'ultimo secolo la temperatura media è salita di ben 2,5 gradi e sembra continuamente salire. I ricordi degli anziani e le memorie scritte tramandate per generazioni sono più importanti di qualsiasi simulazione virtuale perché raccontano il passato con gli occhi di chi l'ha vissuto. NON TRASCURABILE – Lo scopo dell'analisi è quello di attirare l'attenzione dei governatori più scettici che evitano di affrontare il problema. « Il presidente non è ancora convinto del fatto che il cambiamento climatico sia una realtà e le politiche statunitensi lo dimostrano, ma con il film di Al Gore "An inconvenient Truth", l'uragano Katrina e i recenti maremoti stiamo entrando in un periodo in cui possiamo porre all'attenzione delle persone questo problema », ha dichiarato Primack alla rivista scientifica Nature. Presto le fotografie più significative, a confronto con l'ambiente attuale, saranno pubblicate sulla rivista nazionale di botanica.
Marina Rossi 10 agosto 2006, dal sito OnLine del Corriere della Sera
BackIn questa sezione si è cercato di raggruppare tutti gli articoli e/o pubblicazioni che possono avere delle attinenze alle problematiche legate allo studio ed alle scoperte sul clima. Ogni tanto mi sono capitate per le mani anche alcune notizie curiose (a dir poco) e quindi perché togliergli la dignità di farle "gironzolare" in rete?
Maggio 2006:
Vi segnalo questo link,
in esso potete trovare le ultime elaborazioni, curate dall'ESA, in ambito degli incendi planetari visibili in contemporanea per tutto il mondo ... c'è da mettersi le mani nei capelli!!!!
Agosto 2006
Ed ecco un link che merita per approfondire o capire la teoria del caos (o dell'effetto farfalla) ... molto importante per comprendere alcune teorie legate al clima:
Gennaio 2007:
Per vedere l'andamento delle temperature nel Nord Atlantico
Per vedere l'andamento delle temperature nel mar Artico
Ipotesi di Mercer
Uno dei primi eminenti geologi a sollevare l'allarme sulla possibilità che il riscaldamento globale potesse dare il via ad un collasso della coltre glaciale antartica fu J.H.. Mercer della Ohio State University. Il ragionamento dello studioso nasce dalla considerazione che lo spesso strato di ghiaccio che ricopre grati parte dell'Antartide occidentale poggia su un substrato roccioso molto al di sotto del livello del mare pertanto l'americano ipotizzò come implicitamente questa coltre di ghiacci fosse assai instabile. Pertanto se l'effetto serra dovesse riscaldare la regione polare antartica la calotta glaciale galleggiante che circonda l'Antartide occidentale inizierebbe a scomparire. Di conseguenza privata di questo contrafforte, la coltre continentale si disintegrerebbe rapidamente provocando l'inondazione delle zone costiere di tutto il mondo. Il disastroso scenario dipinto da Mercer era in gran parte teorico, ma egli faceva rilevare come la calotta glaciale dell'Antartide occidentale potesse di fatto essersi fusa almeno una volta in passato. Tra circa 110.000 e 130.000 anni fa la Terra sperimentò una storia climatica eccezionalmente simile a ciò che si è verificato negli ultimi 20.000 anni, ovvero un riscaldamento relativamente brusco dopo i rigori di una glaciazione. Quell'antico riscaldamento potrebbe avere portato a condizioni un poco più calde delle attuali. Molti geologi ritengono che il livello del mare di allora fosse circa cinque metri più elevato di quanto sia oggi: proprio la differenza che verrebbe prodotta dalla fusione della coltre glaciale dell'Antartide occidentale.
Con poche eccezioni, gli scienziati ritengono di avere stabilito un valore attendibile per il tasso del recente sollevamento del livello marino: 2 mm all'anno. Ma la questione fondamentale che ancora deve essere risolta è: questa tendenza è destinata a rimanere costante o il sollevamento accelererà in risposta al riscaldamento climatico? Per risolvere questo problema, i geologi hanno cercato di ricostruire le fluttuazioni de! livello del mare nel passato, avvenute in risposta a cambiamenti climatici. Fairbariks, per esempio, ha studiato una specie di corallo che cresce In prossimità della superficie marina, particolarmente nei Caraibi. Facendo profondi sondaggi nelle scogliere coralline di Barbados e individuando antichi campioni di questa specie, egli e i suoi colleghi hanno potuto seguire l'innalzamento del livello del mare a partire dalla fine dell'ultima glaciazione, quando enormi quantità d'acqua erano ancora intrappolate nelle calotte glaciali polari e gli oceani erano circa 120 metri più bassi di quanto non siano oggi. Anche se la documentazione ricavata dai coralli mostra episodi corrispondenti a una crescita del livello del mare anche di 2-3 centimetri all'anno, Fairbanks fa notare che questi valori si riferiscono a una situazione assai differente da quella attuale. A quei tempi, da 10.000 a 20.000 anni fa, le grandi coltri di ghiaccio che avevano ricoperto buona parte del Nord America e dell'Europa erano nel pieno della fusione e gli oceani stavano ricevendo immani quantità d'acqua da questi continenti. La documentazione più recente relativa al livello del mare indica una progressiva diminuzione del tasso di crescita, con una sostanziale stagnazione negli ultimissimi millenni. Quindi l'attuale regime climatologico sembrerebbe tendere a livelli del mare relativamente stabili.
Ma Joln B. Anderson della Rice Umversity non è d'accordo Questo ricercatore sostiene che negli ultimi 10.000 anni, vi sono stati almeno tre episodi di rapido incremento del livello del mare, ma essi sono invisibili nella documentazione fornita dai coralli (utilizzati in altre ricerche per trovare prove di innalzamenti e/o abbassamenti del livello medio marino). Il più recente episodio di improvviso innalzamento del livello del mare che Anderson riconosce avviene intorno al 2000 a.C..
|
| Scoperta la "centrale energetica" delle barriere corallineLe spugne crescono in profonde e oscure cavità al di sotto delle barriere, e il 90% della loro dieta è costituito da carbonio organico disciolto, che viene convertito in cellule cenocitiche utilizzabili da tutte le specie | | Clima e popolamento | | Uno scudo artificiale di aerosol per bloccare il global warmingPotrebbe essere uno strumento da affiancare al taglio delle emissioni, comunque necessario | | il buco nell'ozono si richiude: rischio global warmingNegli ultimi decenni l'assottigliamento dello strato di ozono sull'Antartide aveva compensato il riscaldamento dell'emisfero australe da gas serra: ma ora il fenomeno potrebbe cessare | | L'allarme idrico per l'Himalaya resta altissimoScuse ufficiali del presidente dell'Organismo scientifico vincitore del Nobel | | 2009 Ghiacciai inquinati come le città: fusione accelerata del 24% | | Risolto il "paradosso climatico" della TerraCiò che impedì un'era glaciale a quel tempo non fu l'alta concentrazione di CO2 in atmosfera ma il fatto che lo strato di nubi era molto più sottile di quanto sia oggi 3.8 miliardi di anni fa | | Individuato un gas naturale in grado di raffreddare il pianetaL’isoprene è un gas alla dottor Jekyll e Mister Hyde perché è in grado sia di riscaldare che di raffreddare la Terra | | Emisfero che vai, tempesta che trovi
Il riscaldamento globale influirà sulle tempeste in modo differente nei due emisferi: nel nostro si avranno tempeste più intense in inverno e più deboli e meno frequenti in estate | | On-off della circolazione Atlantica durante l'Era GlacialeI risultati documentano quanto possa essere dinamica e sensibile la circolazione oceanica | | Nella Fossa delle Marianne e il futuro del nostro climaUna piattaforma depositata in un canyon sul fondo dell'Oceano Pacifico dimostra che le fosse oceaniche fungono da ricettori di anidride carbonica. | | 2011 Usa: nuove tempeste di neve, voli ko | | Le cause della megasiccità del Paleolitico La stessa sorte toccò anche al lago Tana in Etiopia e al lago Van in Turchia. | | Un eccezionale episodio di riscaldamento globale avvenuto 56 milioni di anni fa
denominato massimo termico Paleocene–Eocene (PETM), provocò un aumento delle temperature marine superficiali di circa 5°C | | Come il freddo scacciò i vichinghi dalla Groenlandia | | Pozzi di carbonio: il contributo del verde di città | | 2011 Colpa di La Niña la siccità in Africa orientale | | 2011 Un pozzo artificiale per la CO2Secondo la prima ricerca che ha tentato di quantificarli, la diffusa preoccupazione per i rischi di morte per fuoriuscita della CO2 da siti di stoccaggio terrestri sarebbe eccessiva | | La maggiore precisione delle misurazioni ha consentito di stabilire che il suo livello era molto meno stabile di quanto ritenuto finora, poiché è oscillato di 4-6 metri nell’arco di 120.000 anni
| | 2011 Acqua: una risorsa abbondante ma sfruttata male | | 2012 Quando l'uomo trasformò in savana l'Africa centrale |
|