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Punto Nullo Sezione dedicata al Clima e dintorni...


2006: È la memoria dell'uomo la fonte principale per i climatologi (una nuova tecnica per vedere le differenze!)

Scoperte e Novità nel mondo del Clima
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 05-17-2012 at 11:40 AM
Articoli sul Clima >> Scoperte e Novità nel mondo del Clima

Memorie di famiglia per studiare l'ambiente

STATI UNITI – È una storia vecchia come il mondo: la nonna che racconta ai nipoti com'era la vita ai suoi tempi quando lì era tutta campagna. La singola storia individuale può raccontare molto della società e assume un'importanza universale quando si condividono queste conoscenze intime con gli estranei. Una lettera di uno zio aviatore e l'antico album di famiglia hanno da sempre colpito l'interesse degli storiografi, ma oggi coinvolgono anche studiosi di clima e ambiente.
LO STUDIO - Negli ultimi tre anni, due ricercatori della Boston University hanno intervistato gli abitanti del Massachussetts raccogliendo informazioni e ricordi d'infanzia. La ricerca, svolta da Richard Primack e Abraham Miller-Rushing, evidenzia i cambiamenti climatici che hanno interessato la costa statunitense nell'ultimo secolo e mezzo; le conseguenze più evidenti sono state il forte mutamento delle condizioni ambientali e un differente ritmo stagionale.
I RISULTATI – Alcuni diari personali testimoniano che, nel 1965, una particolare anatra denominata Carolina popolava gli stagni di Boston a partire dalla metà di aprile, mentre oggi quella stessa specie arriva in città già a febbraio. Un altro esempio riguarda gli alberi del cimitero: nel 1868 erano ancora senza foglie nel mese di maggio. Nell'ultimo secolo la temperatura media è salita di ben 2,5 gradi e sembra continuamente salire. I ricordi degli anziani e le memorie scritte tramandate per generazioni sono più importanti di qualsiasi simulazione virtuale perché raccontano il passato con gli occhi di chi l'ha vissuto.
NON TRASCURABILE – Lo scopo dell'analisi è quello di attirare l'attenzione dei governatori più scettici che evitano di affrontare il problema. « Il presidente non è ancora convinto del fatto che il cambiamento climatico sia una realtà e le politiche statunitensi lo dimostrano, ma con il film di Al Gore "An inconvenient Truth", l'uragano Katrina e i recenti maremoti stiamo entrando in un periodo in cui possiamo porre all'attenzione delle persone questo problema », ha dichiarato Primack alla rivista scientifica Nature. Presto le fotografie più significative, a confronto con l'ambiente attuale, saranno pubblicate sulla rivista nazionale di botanica.
Marina Rossi
10 agosto 2006, dal sito OnLine del Corriere della Sera


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In questa sezione si è cercato di raggruppare tutti gli articoli e/o pubblicazioni che possono avere delle attinenze alle problematiche legate allo studio ed alle scoperte sul clima. Ogni tanto mi sono capitate per le mani anche alcune notizie curiose (a dir poco) e quindi perché togliergli la dignità di farle "gironzolare" in rete?


Maggio 2006:

Vi segnalo questo link,

in esso potete trovare le ultime elaborazioni, curate dall'ESA, in ambito degli incendi planetari visibili in contemporanea per tutto il mondo ... c'è da mettersi le mani nei capelli!!!!


Agosto 2006

Ed ecco un link che merita per approfondire o capire la teoria del caos (o dell'effetto farfalla) ... molto importante per comprendere alcune teorie legate al clima:


Gennaio 2007:

Per vedere l'andamento delle temperature nel Nord Atlantico

Per vedere l'andamento delle temperature nel mar Artico


Ipotesi di Mercer

Uno dei primi eminenti geologi a sollevare l'allarme sulla possibilità che il riscaldamento globale potesse dare il via ad un collasso della coltre glaciale antartica fu J.H.. Mercer della Ohio State University. Il ragionamento dello studioso nasce dalla considerazione che lo spesso strato di ghiaccio che ricopre grati parte dell'Antartide occidentale poggia su un substrato roccioso molto al di sotto del livello del mare pertanto l'americano ipotizzò come implicitamente questa coltre di ghiacci fosse assai instabile. Pertanto se l'effetto serra dovesse riscaldare la regione polare antartica la calotta glaciale galleggiante che circonda l'Antartide occidentale inizierebbe a scomparire. Di conseguenza privata di questo contrafforte, la coltre continentale si disintegrerebbe rapidamente provocando l'inondazione delle zone costiere di tutto il mondo.
Il disastroso scenario dipinto da Mercer era in gran parte teorico, ma egli faceva rilevare come la calotta glaciale dell'Antartide occidentale potesse di fatto essersi fusa almeno una volta in passato. Tra circa 110.000 e 130.000 anni fa la Terra sperimentò una storia climatica eccezionalmente simile a ciò che si è verificato negli ultimi 20.000 anni, ovvero un riscaldamento relativamente brusco dopo i rigori di una glaciazione. Quell'antico riscaldamento potrebbe avere portato a condizioni un poco più calde delle attuali. Molti geologi ritengono che il livello del mare di allora fosse circa cinque metri più elevato di quanto sia oggi: proprio la differenza che verrebbe prodotta dalla fusione della coltre glaciale dell'Antartide occidentale.


Con poche eccezioni, gli scienziati ritengono di avere stabilito un valore attendibile per il tasso del recente sollevamento del livello marino: 2 mm all'anno. Ma la questione fondamentale che ancora deve essere risolta è: questa tendenza è destinata a rimanere costante o il sollevamento accelererà in risposta al riscaldamento climatico? Per risolvere questo problema, i geologi hanno cercato di ricostruire le fluttuazioni de! livello del mare nel passato, avvenute in risposta a cambiamenti climatici.
Fairbariks, per esempio, ha studiato una specie di corallo che cresce In prossimità della superficie marina, particolarmente nei Caraibi. Facendo profondi sondaggi nelle scogliere coralline di Barbados e individuando antichi campioni di questa specie, egli e i suoi colleghi hanno potuto seguire l'innalzamento del livello del mare a partire dalla fine dell'ultima glaciazione, quando enormi quantità d'acqua erano ancora intrappolate nelle calotte glaciali polari e gli oceani erano circa 120 metri più bassi di quanto non siano oggi.
Anche se la documentazione ricavata dai coralli mostra episodi corrispondenti a una crescita del livello del mare anche di 2-3 centimetri all'anno, Fairbanks fa notare che questi valori si riferiscono a una situazione assai differente da quella attuale. A quei tempi, da 10.000 a 20.000 anni fa, le grandi coltri di ghiaccio che avevano ricoperto buona parte del Nord America e dell'Europa erano nel pieno della fusione e gli oceani stavano ricevendo immani quantità d'acqua da questi continenti. La documentazione più recente relativa al livello del mare indica una progressiva diminuzione del tasso di crescita, con una sostanziale stagnazione negli ultimissimi millenni. Quindi l'attuale regime climatologico sembrerebbe tendere a livelli del mare relativamente stabili.


Ma Joln B. Anderson della Rice Umversity non è d'accordo
Questo ricercatore sostiene che negli ultimi 10.000 anni, vi sono stati almeno tre episodi di rapido incremento del livello del mare, ma essi sono invisibili nella documentazione fornita dai coralli (utilizzati in altre ricerche per trovare prove di innalzamenti e/o abbassamenti del livello medio marino).
Il più recente episodio di improvviso innalzamento del livello del mare che Anderson riconosce avviene intorno al 2000 a.C..

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