In questa sezione si cercherà di tenere aggiornati i flash di agenzia (giornalistica) sulle ultime notizie dal Mondo e dall'Italia. Si tratta di estratti e brevi comunicati e quindi per avere degli approfondimenti si rimanda ai siti originali delle notizie riportate.
Ovviamente, gli argomenti riportati e sottoelencati sono inerenti alla Geologia, Paleontologia, Climatologia, ambiente, animali, ecc.: insomma, temi riguardanti le tematiche di questo sito. Possono esserci anche notizie un po "strane" (intese come anomalie) e/o riguardanti altre discipline scientifiche ma con riflessi su quella Geologica.
Buone letture 
22.05.2006 I ricercatori della Harbor Branch Oceanographic Institution sfrutteranno un “sommergibile tascabile” per esplorare per la prima volta una barriera corallina di profondità, da poco scoperta grazie a nuove tecnologie di rilevamento sonar. La barriera corallina, situata fra le coste orientali della Florida e le Bahamas, si trova a una profondità variabile fra i 600 e i 900 metri. La spedizione, che è organizzata dalla Divisione di biomedicina marina di quell’ente di ricerca, mira innanzitutto a identificare nuovi organismi, possibili produttori di composti potenzialmente utili in campo medico. Amy Wright, che coordina la ricerca, ha infatti dichiarato: "In altre barriere coralline di profondità, come quella esistente fra Miami e Bimini, abbiamo già scoperto un’incredibile e sorprendente biodiversità e alcuni composti potenzialmente utili”. La spedizione, che inizia oggi, si protrarrà fino al 9 giugno. Il sommergibile utilizzato, particolarmente maneggevole, è il Johnson-Sea-Link II ed è in grado di operare fino a mille metri di profondità, ospitando all’interno della sua cabina sferica in materiale acrilico un equipaggio di due persone. Grazie a una serie di bracci e apparati aspiratori, da bordo è possibile non solo riprendere immagini e filmati, ma anche prelevare campioni degli organismi e delle rocce degli abissi. © 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.
2007 Una speranza per i coralli Si stima che l’uomo abbia già distrutto il 30 per cento dei coralli del mondo, e il cambiamento climatico sta ora causando un ulteriore danno Sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” Le barriere coralline minacciate dal degrado ambientale possono essere salvate grazie alle riserve marine: è quanto sostiene un gruppo di ricerca dell’Università di Exeter. Le riserve si sono infatti rivelate efficaci nel proteggere la vita marina dallo sfruttamento delle risorse ittiche, ma è la prima volta, come affermano gli autori dell’articolo apparso sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences”, che vengono documentati gli effetti positivi di recupero anche sulla barriera corallina che soffre degli effetti del cambiamento climatico e dell’eccessiva pesca. Finanziata dal Natural Environment Research Council (NERC) del Regno Unito e dalla National Oceanic & Atmospheric Administration (NOAA) degli Stati Uniti la ricerca si è svolta presso Exuma Cays Land and Sea Park delle Isole Bahamas. Con i suoi 442 chilometri quadrati di superficie, questa riserva marina acquatica e terrestre è una delle più efficaci di tutti i Caraibi. In particolare, in questa ultima ricerca è stato possibile riscontrare come sia raddoppiato il numero di coralli giovani in aree in cui i pesci nativi, come i pesci pappagallo, sono stati protetti dalla cattura. I coralli giovani sono essenziale per sostituire quelli morti a causa delle tempeste, delle malattie o per altre cause. La riserva consente a questi organismi di sopravvivere in condizioni eccezionali, poiché l’infestazione da parte delle alghe viene controllata dall’enorme popolazione di pesci pappagallo che si nutrono di queste alghe. “Le barriere coralline – ha spiegato Peter Mumby, che ha guidato la ricerca – sono ecosistemi unici che possono offrire l’habitat ideale a migliaia di pesci e altre specie marine. Si stima che l’uomo abbia già distrutto il 30 per cento dei coralli del mondo, e il cambiamento climatico sta ora causando un ulteriore danno. I nostri risultati mostrano la necessità di mantenere alti livelli di popolazione dei pesci pappagallo al fine di offrire al corallo una speranza di recupero.” (fc) (15 maggio 2007) © 1999 - 2007 Le Scienze S.p.A.
yeah. good text! mm. funny )) By Sconosciuto on 12-15-2009 at 5:22 PM
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