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Punto Nullo Notizie brevi dal Mondo su tematiche ambientali e simili...

In questa sezione si cercherà di tenere aggiornati i flash di agenzia (giornalistica) sulle ultime notizie dal Mondo e dall'Italia. Si tratta di estratti e brevi comunicati e quindi per avere degli approfondimenti si rimanda ai siti originali delle notizie riportate.

Ovviamente, gli argomenti riportati e sottoelencati sono inerenti alla Geologia, Paleontologia, Climatologia, ambiente, animali, ecc.: insomma, temi riguardanti le tematiche di questo sito. Possono esserci anche notizie un po "strane" (intese come anomalie) e/o riguardanti altre discipline scientifiche ma con riflessi su quella Geologica.

Buone letture

 


 

2006: Animali, imitatori per passione (non smettono mai di stupirci!)

Animali e comportamenti
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 03-03-2008 at 11:09 AM
News & simili dal Mondo >> Animali e comportamenti

Singolari tecniche di seduzione utilizzate da elefanti, delfini e orche
Dura la vita per i maschi di uccello lira superbo alla conquista di una compagna. Oltre alle danze rituali a beneficio del pubblico femminile, nel corso delle quali flettono e dispiegano in modo spettacolare le lunghe penne della coda, cantano una melodia estremamente complessa. Una cascata di trilli e gorgheggi che può essere intercalata da rumori di motoseghe e saldatrici, dal rombo di automobili, dall'abbaiare di cani e da allarmi antifurto. Un repertorio di tutto rispetto che rende questo volatile uno dei migliori imitatori del mondo animale. «Molti uccelli come i passeriformi, ordine che include anche gli uccelli lira, — spiega Alessandro Montemaggiori, ornitologo dell’istituto di Ecologia applicata dell’Università di Roma — sono in grado di riprodurre suoni e voci sentiti, grazie alla siringe, l’organo della fonazione, particolarmente evoluta rispetto ad altre specie. Per i pappagalli l'imitazione rappresenta un modo per rafforzare il rapporto sociale. In altre specie, è un modo invece per i maschi di abbellire il proprio canto, rendendolo così migliore e più seduttivo rispetto a quello di concorrenti. Le averle invece imitano i versi di vari uccelli per attrarre nelle vicinanze potenziali prede da attaccare».
ORCA SPECIALE — Luna è (stata) per la scienza un’orca davvero speciale. Orfana del suo gruppo, ha vissuto per qualche anno nelle acque canadesi di Nootka Sound, a ovest dell’isola di Vancouver. «Questo animale — racconta Andrew Foote dell’Università di Durham (Inghilterra) —, che è rimasto ucciso nel marzo di quest’anno in seguito a una collisione con una imbarcazione, ha interagito per diverso tempo con una colonia di leoni marini, imparando a imitare i loro versi. Un evento unico, mai riportato sinora per le orche». «Esiste tra orche, tursiopi e altri odontoceti una certa predisposizione all’imitazione vocale — spiega Giuseppe Notarbartolo di Sciara, esperto di cetacei —. Ad esempio orche provenienti dall’Islanda, messe insieme ad altre del Pacifico canadese, si sono adeguate, imitando il dialetto di queste ultime. Rimanendo isolata dal suo popolo, Luna ha riprodotto le vocalizzazioni dei primi mammiferi marini a disposizione, cioè i leoni di mare». In altri contesti, alcuni capodogli sono stati in grado di riprodurre i segnali sonori dei sommergibili, mentre i tursiopi hanno replicato suoni generati da computer.
UGOLE GIGANTI — Altri giganti, oltre alle orche e i capodogli, sono portati all’imitazione. Invece del classico barrito, gli elefanti possono emettere infatti suoni simili al rombo dei tir. Accade in Kenya, nel Parco nazionale dell’Amboseli, dove Joyce Poole, ricercatore dell’Amboseli Elephant Project, ha analizzato attentamente una serie di suoni singolari provenienti da un gruppo di pachidermi semiselvatici, che vivono a circa tre chilometri dall’autostrada Mombasa-Nairobi, frequentata da diversi camion. Scoprendo così che Mlaika, una femmina di dieci anni, è in grado di riprodurre i rumori del traffico, come anche altri suoi consimili. Calimero, invece, un elefante africano maschio che vive nello zoo di Basilea assieme a diversi esemplari asiatici, ha imparato alcuni richiami tipici di questi pachidermi, diversi da quelli emessi dai cugini del Continente Nero.
«L’evoluzione dell’imitazione vocale, nell’uomo, in alcuni uccelli, nei delfini e ora anche negli elefanti — afferma Poole — potrebbe essere il risultato della necessità di usare segnali acustici per mantenere legami specifici fra individui dello stesso gruppo. In questo modo ogni branco ha il suo "dialetto", così da potersi riconoscere».
Roberto Furlani
14 novembre 2006 dal sito online del Corriere della Sera

2006: Gli animali sono bugiardi ma lo fanno per necessità
I comportamenti fuorvianti aumentano le chance di sopravvivenza, ingannando il prossimo
Un vizio diffuso: dalle rane agli uccelli, dai pesci ai primati.
Una ricerca americana spiega il motivo

NEW YORK - Gli animali sono bugiardi proprio come l'uomo. Mentono un po' tutti, dalle rane ai crostacei, dagli uccelli ai pesci. Il motivo? Ancora una volta la sopravvivenza.
Un gruppo di ricercatori americani guidati dal dottor Jonathan Rowell, dell'università del Tennessee, ha pubblicato uno studio su The American Naturalist, citato dal New York Times, in cui si dà una spiegazione delle bugie, molto più diffuse di quanto non si potrebbe pensare. Un caso esemplare è quello delle rane. Il gracidìo è il modo in cui i maschi comunicano l'un l'altro le proprie dimensioni. Ad un richiamo profondo corrisponde un animale di grandi dimensioni. E' un suono semplice, ma da solo è in grado di allontanare dal territorio altri maschi che potrebbero insidiarlo. E qui loro si sono fatte furbe: così dietro un gracidìo baritonale può invece nascondersi una rana mingherlina, ma scaltra, tanto da evitare così in partenza una sfida che potrebbe esserle fatale. Lo stesso vale per le farfalle. Le specie velenose hanno macchie caratteristiche sulle ali, che sono state subito imitate anche da quelle che velenose non sono, e che in questo modo riescono ad impaurire i loro nemici. Un modo per evitare sfide pericolose e potenzialmente letali, ma anche per garantirsi vantaggi personali. Eppure le bugie animali hanno a lungo lasciato perplessi gli scienziati, visto che l'onestà risulta fondamentale fra gli animali: mantiene il livello di fiducia fra simili, utilissima per la loro sopravvivenza comunitaria. In diversi casi, però, è stato osservato che i comportamenti bugiardi abbondano. Tra gli uccelli, ad esempio, le averle hanno un richiamo tipico per avvertire i loro simili dell'arrivo di un predatore. Eppure non è raro che usino lo stesso allarme per allontanare da un abbondante pasto altri maschi della stessa specie e poterselo così godere tutto da soli.
Ora, lo studio di Rowell e colleghi fornisce un nuovo elemento per aiutare a svelare la complessità della comunicazione animale. Adottando un modello complesso, per la prima volta la ricerca introduce la variabile del pubblico. E' proprio qui, secondo gli scienziati, la chiave di svolta. Se l'onestà, infatti, prevale nel dialogo a due, quando si inseriscono altri soggetti in ascolto, aumentano i segnali contraddittori emessi dall'animale che sta "parlando". L'ipotesi dei ricercatori è che tale comportamento serva a depistare potenziali sfidanti, che potrebbero competere per il cibo o per la conquista della femmina. E che gli animali solitari siano meno inclini alle bugie di quelli che vivono in ambiti sociali più complessi. Molto più simili a noi, insomma, di quanto non pensassimo.
(26 dicembre 2006) dal sito di Repubblica


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