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2006, autunno: La "storia genetica" della Via Lattea (con aggiornamenti)

AstroFisica
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 04-23-2009 at 4:31 PM
Astronomia [varie notizie] >> AstroFisica

14.09.2006
La parte centrale della Via Lattea si è formata non solo molto velocemente ma anche in modo indipendente dal resto della galassia. È questa la conclusione di uno studio pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” a firma di Manuela Zoccali del Dipartimento di astrofisica della Pontificia Universidad Catolica de Chile e di ricercatori dell’ Observatoire de Paris-Meudon, dell’Università di Padova e dell’Osservatorio astronomico di Padova.
“Per la prima volta – ha commentato la Zoccali – abbiamo chiaramente stabilito una 'differenza genetica’ tra il disco e il nucleo della galassia. Da questa circostanza è stato possibile ipotizzare che il nucleo si sia formato più rapidamente del disco, probabilmente in meno di un miliardo di anni e quando l’universo era ancora molto giovane.”
La composizione chimica delle stelle porta la firma del processo di arricchimento subito dalla materia interstellare prima che questa andasse a costituire le stelle stesse. Per questo è possibile stabilire un “legame genetico” tra differenti gruppi stellari. In particolare, è significativa l’abbondanza relativa di ossigeno e ferro: l’ossigeno è prodotto principalmente nell’esplosione di stelle massicce a breve vita (le cosiddette supernove di tipo II), mentre il ferro si forma nelle supernove di tipo Ia, che impiegano molto più tempo per svilupparsi. Nello studio è stata analizzata la composizione chimica di 50 stelle giganti in quattro differenti aree del cielo utilizzando lo spettrografo FLAMES/UVES del Very Large Telescope dell’ESO per ottenere spettri ad alta risoluzione. Secondo i risultati, il disco è composto da stelle di tutte le età, mentre il nucleo contiene vecchie stelle che risalgono al periodo in cui si è formata la galassia, più di 10 miliardi di anni fa.

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La Via Lattea? Lampone e rum e molecole terrestri nella polvere
La nuvola Sagittarius B2 contiene l'etile formiato, responsabile del gusto tipico di quel frutto.
L'esperto: "Scoperta che avvicina alla panspermia, teoria secondo cui la vita non è nata sulla Terra"

LA VIA LATTEA sa di lampone e profuma di rum. Un po' come ne "La fabbrica di cioccolato" di Roald Dhal, dove anche le pietre sanno di cannella, la polvere di stelle che fluttua dello spazio ha sapore e odore, per di più familiari. L'insolita scoperta è il frutto di anni di lavoro di un gruppo di astronomi del Max Planck Institute per la Radioastronomia di Bonn, che hanno portato il loro maxi telescopio su un'enorme palla di polvere e gas stellare, nella speranza di intercettare le molecole complesse capaci di dare origine alla vita. Scoprire degli amminoacidi nello spazio interstellare sarebbe stato per loro un po' come trovare il Sacro Graal, ma l'ultima ricerca li ha condotti a sorpresa su una strada diversa. I residui della nuvola di polvere Sagittarius B2, al centro della nostra galassia, contenevano infatti una sostanza chiamata etile formiato, chimicamente responsabile del gusto al lampone. In pratica gli scienziati sono risaliti dalla composizione della sostanza al suo sapore, stabilendo che la Via Lattea, se solo potessimo sfiorare un po' della sua polvere con un dito e assaggiarla, alle nostre papille gustative ricorderebbe il lampone. "Occorrono molte altre molecole per ottenere questo gusto particolare - spiega l'astronomo Arnaud Belloche, del Max Planck Institute - ma l'etile formiato è una delle componenti fondamentali". E non è finita qui: i manuali di chimica spiegano che questa sostanza non solo sa di lampone ma profuma di rum. Gli astronomi hanno utilizzato in Spagna un radiotelescopio IRAM (Institut de Radio Astronomie Millimetrique) per analizzare le radiazioni elettromagnetiche emesse da una zona particolarmente densa del Sagittarius B2, che circondava una stella appena nata. Dalla radiazione proveniente, il team tedesco ha riscontrato le caratteristiche di emissione tipiche dell'etile formiato, un composto organico fatto di carbonio, ossigeno e idrogeno, che sono gli stessi elementi che servono per fare gli amminoacidi. Nella stessa nuvola è stata intercettata anche la presenza di propil cianuro, una sostanza letale, e le due molecole sono le più grandi finora mai trovate nello spazio.
"E' abbastanza usuale trovare tracce di emissione radio da molecole organiche - spiega Alberto Buzzoni, professore associato presso l'Istituto Nazionale di Astrofisica dell'università di Bologna - il problema semmai è riuscire a capire di che composto si tratta, tra le migliaia possibili. Molti di questi, compreso l'etile formiato, sono parenti degli zuccheri e, nel caso specifico, dell'alcol etilico. Da qui il paragone con il rum e il gusto al lampone". Il dottor Belloche e il suo collega Robin Garrod della Cornell University di New York hanno raccolto e studiato circa quattromila diversi segnali provenienti dalla nuvola di polvere e gas, ma finora ne hanno analizzati solo la metà. "Per il momento abbiamo identificato 50 molecole nel corso della nostra ricerca, e due di queste non erano mai state individuate prima". I risultati dello studio sono stati presentati nel corso della Settimana Europea dell'Astronomia e della Scienza Spaziale all'università di Hertfordshire e verranno pubblicati sul prossimo numero di Astronomy & Astrophysics, la maggiore rivista di astronomia professionale europea. Buzzone conferma che la rilevanza della notizia sta nella possibile connessione con la ricerca degli aminoacidi nello spazio interstellare. Gli aminoacidi sono i costituenti di base delle molecole organiche della vita (specialmente del DNA) e questa scoperta va proprio in tale direzione. "Da notare - conclude l'esperto - che gli aminoacidi in materiale extra-terrestre sono stati trovati già negli anni '70, facendo l'analisi di meteoriti caduti sulla Terra". Questo studio è coerente l'idea della Panspermia, secondo la quale la vita sulla Terra non è nata qui ma è "germinata" da fuori. La teoria è stata introdotta da Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe negli anni '60 e da allora è stata spesso osteggiata dalla scienza ufficiale, più vicina alle posizioni cattoliche "ortodosse".
(22 aprile 2009) link articolo


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