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2006: Cala l'accumulo di metalli nei laghi americani

Inquinamento dei fiumi/torrenti
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 07-22-2008 at 4:08 PM
Articoli su Inquinamento (vari) >> Inquinamento dei fiumi/torrenti

15.06.2006
I laghi degli Stati Uniti stanno un po’ meglio. Alla fine degli anni settanta, contaminati soprattutto da enormi quantità di metalli, erano quasi assurti a simbolo del devastante effetto dell’inquinamento ambientale. Oggi uno studio appena pubblicato dalla Società statunitense di tossicologia ambientale che ha esaminato la presenza di sette metalli (piombo, cromo, cadmio, rame, mercurio, nichel e zinco) nei sedimenti dei laghi indica che la situazione è in via di miglioramento.
In testa nella classifica dei metalli che hanno smesso di accumularsi vi è il piombo, che ha subito una flessione media del 46%, seguito dal cromo (34% in meno). La flessione più bassa si è invece registrata per il mercurio e per lo zinco, che hanno visto una diminuzione di appena il 3%. Il dato appare maggiormente confortante alla luce del fatto che, nello stesso arco di tempo, la popolazione degli Stati Uniti è aumentata del 42%, la superficie urbana è incrementata del 90% e il numero di chilometri complessivamente percorsi dai veicoli è cresciuto del 150%.
Provvedimenti legislativi, come quello che ha eliminato il piombo dalla benzina, e innovazioni tecnologiche di processo sembrano dunque aver dato alcuni frutti.

© 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.


02.05.2005 Bonificare i corsi d'acqua
Negli Stati Uniti un fiume su tre è seriamente inquinato
I fiumi e i torrenti di tutto il mondo sono in pericolo: nei soli Stati Uniti, più di un terzo dei corsi d'acqua è ufficialmente inquinato o rovinato. Nella speranza di invertire il danno viene speso ogni anno più di un miliardo di dollari, e nell'ultimo decennio il numero di progetti di ripristino è cresciuto di sei volte. Ma anche se la bonifica dei fiumi sta diventando un business sempre più vantaggioso e in forte crescita, uno studio pubblicato sul numero del 29 aprile della rivista "Science" sostiene che gli Stati Uniti non possiedono ancora un sistema adeguato di gestione dei progetti. "Anche le informazioni più semplici, come l'elenco dei progetti di bonifica in corso, dove si trovano, chi se ne sta occupando, e quali saranno i risultati, non sono disponibili", afferma con preoccupazione Margaret Palmer, la biologa dell'Università del Maryland che ha condotto lo studio. "Il ripristino dei corsi d'acqua svolgerà un ruolo sempre maggiore nella gestione dell'ambiente e nelle politiche decisionali. I miglioramenti in questo campo necessitano di un'analisi rigorosa dei progetti di bonifica, ma per far questo servono informazioni sugli obiettivi e sui risultati".
Palmer e la collega Emily Bernhardt hanno guidato un team interdisciplinare di ricercatori nella compilazione del primo database di oltre 37.000 progetti di ripristino di fiumi e torrenti nel Nord America. Il risultato, battezzato National River Restoration Science Synthesis, comprende le operazioni in corso in tutti i 50 stati dell'Unione, ma si concentra su sette regioni geografiche in particolare. Gli scienziati hanno scoperto che solo il 10% dei progetti registrati nel database prevede qualche tipo di valutazione dei risultati. "Attualmente - spiega Bernhardt - è impossibile determinare se gli effetti benefici per l'ambiente desiderati sono stati raggiunti. Ci sarebbe bisogno di cominciare un vero monitoraggio".
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Eutrofizzazione dei laghi: non solo azoto
Il 54% dei laghi asiatici, il 53 % di quelli europei e il 48% di quelli nord-americani soffrono di eutrofizzazione da attività umane
Il controllo dei soli composti azotati presenti nei laghi non basta a salvarli dai fenomeni di eutrofizzazione, è infatti essenziale controllare anche i livelli di fosforo: è questa la conclusione di un lungo studio condotto da ricercatori dell'Università dell'Alberta e del Freshwater Institute, di cui sono pubblicati i risultati sull'ultimo numero dei  Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
Secondo il Survey of the State of the World's Lakes, un progetto promosso dall'International Lake Environment Committee, l'eutrofizzazione colpisce il 54% dei laghi asiatici, il 53% di quelli europei, il 48% di quelli nord-americani, il 41 di quelli sud-americani e il 28 per cento di quelli africani.
"Quello che abbiamo trovato va contro alcune pratiche messe ampiamente in atto nell'Unione Europea e sostenute da molti scienziati", dice David Schindler, uno dei coordinatori della ricerca. "Il controllo dell'azoto non migliora le condizioni dei laghi e a volte può concorrere ad aggravare la situazione e peggiorare il tutto."
Per ben 37 anni ricercatori hanno tenuto sotto osservazione il "Lago227", un laghetto della Experimental Lakes Area (ELA) in Ontario, Canada, per studiare il modo migliore per controllare i processi di eutrofizzazione dovuti alle attività umane variando ilivelli di azoto e fosforo presenti nello specchio d'acqua
Il drastico aumento dell'eutrofizzazione, ossia dell'aumento di sostanze nutrienti in un bacino idrico che spesso provoca intense fioriture algali, portando alla morte i pesci che vi abitano, è molto spesso dovuto all'attività umana e in particolare alle acque provenienti dalle attività agricole e dai liquami. (gg)
(22 luglio 2008), © 1999 - 2008 Le Scienze S.p.A.



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