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2006: Comete nella stessa orbita di Giove (e altre notizie nelle vicinanze) |
![Giove]() |
| Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 05-16-2008 at 2:41 PM |
| Sistema Solare >> Giove |
02.02.2006Gli astronomi le chiamano scherzosamente palle di neve sporca e nel sistema solare si trovano soprattutto nella fascia di Kuiper, oltre l’orbita di Nettuno. Ma le comete possono anche trovarsi sulla stessa orbita di Giove, come hanno scoperto ora i ricercatori dell’Università di Berkeley e dell’Osservatorio di Parigi grazie all’occhio attento del telescopio Keck, situato nelle Isole Hawaii. Misurando la densità del sistema binario formato dall’asteroide Patroclo e dal suo compagno, si è potuto concludere che, con tutta probabilità, si tratta di ammassi di ghiaccio ricoperti da uno strato di polveri. Se questa ipotesi venisse confermata, potrebbe essere estesa a migliaia di asteroidi Troiani. Questo particolare gruppo di oggetti celesti che si trova sulla stessa orbita di Giove potrebbe così risalire, come la Fascia di Kuiper, a un’epoca molto remota, a circa 650 milioni di anni dalla formazione del sistema solare. Secondo quanto si legge sul resoconto della ricerca pubblicato sulla rivista "Nature", si tratterebbe in questo caso di un risultato a favore di una recente ipotesi sull’evoluzione delle orbite dei pianeti maggiori – Giove, Saturno, Urano e Nettuno – avanzata dal gruppo di Alessandro Morbidelli, astronomo teorico dell’Osservatorio della Costa Azzurra di Nizza, in Francia. Secondo tale ipotesi, poche centinaia di milioni di anni dopo la nascita del sistema solare i grandi pianeti gassosi orbitavano più vicini al Sole, immersi in una nube di miliardi di grandi asteroidi. Le complesse interazioni gravitazionali del sistema avrebbero fatto migrare verso l’esterno Giove e Saturno, fino a circa 3,9 miliardi di anni fa, quando gli asteroidi sarebbero stati proiettati nello spazio e molti di essi sarebbero rimasti a formare la Fascia di Kuiper.© 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.
02.07.2005 2005 Esplosione su una cometa La dimensione e la riflettività della chioma sono temporaneamente cresciute
La navicella spaziale Deep Impact della NASA ha osservato una breve ma gigantesca esplosione di ghiaccio o di altre particelle proveniente dalla cometa Tempel 1, che ha temporaneamente espanso le dimensioni e la riflettività della nube di polvere e gas (la chioma) che circonda il nucleo della cometa. L'esplosione è stata individuata il 22 giugno sotto forma di una notevole illuminazione della cometa. Si tratta del secondo di questi eventi osservati nelle ultime due settimane. Un'esplosione più piccola, infatti, era stata osservata il 14 giugno da Deep Impact, dal telescopio spaziale Hubble e da alcuni osservatori dalla Terra. "L'esplosione più recente - commenta l'astronomo Michael A'Hearn dell'Università del Maryland, principale investigatore della missione Deep Impact - è stata sei volte più grande di quella osservata il 14 giugno, ma il materiale espulso si è dissipato quasi completamente nel giro di mezza giornata". Secondo gli scienziati, i dati forniti dallo spettrometro della navicella hanno mostrato che durante l'evento la quantità di vapor acqueo nella chioma è raddoppiata, mentre la quantità di altri gas - compreso il biossido di carbonio - è cresciuta anche di più. Un filmato dell'esplosione sulla cometa è disponibile su internet presso il sito della missione Deep Impact. "Questo tipo di eventi potrebbe essere un fenomeno comune su molte comete, - spiega A'Hearn - ma è difficile da osservare in dettaglio perché di solito non è possibile avere a disposizione abbastanza tempo di osservazione dei telescopi. Se non avessimo avuto gli strumenti della navicella puntati in continuazione verso la cometa, forse anche noi ci saremmo persi questa esplosione". © 1999 - 2005 Le Scienze S.p.A.
Da il corriere della sera online, 11-04-2006 A maggio si avvicineranno alla Terra e saranno visibili Arriva la collana di perle cometaria: Il nucleo della cometa Schwassmann-Wachmann si rompe formando una catena di frammenti
Un vecchio astro con tanto di chioma e coda, nominalmente una cometa, ma con attitudini molto pirotecniche, si sta avvicinando alla Terra dopo avere compiuto il suo solito giro attorno al Sole in 15 anni. Si chiama Schwassmann-Wachmann, dal nome dei due astronomi tedeschi che l’hanno scoperta negli anni ’30. Ma dall’ultima volta che ci è venuta a trovare (ottobre 1989), qualcosa di inaspettato ha sconvolto il suo nucleo: eruzioni, getti di polveri e gas, poi una serie impressionante di rotture. Nel 1995, da una che era, se ne sono fatte tre, più piccole ma ben individuabili dai telescopi, contrassegnate con le lettere A, B e C. A fine marzo 2006 i frammenti visibili sono diventati 8. Ora, a mano a mano che la cometa si avvicina verso la Terra, si contano una ventina di pezzi, uno accanto all’altro, tanto che si parla di una «collana di perle» cometarie. L’aspetto più avvincente di questa mini catastrofe sta nel fatto che tra il 12 e il 14 maggio, quando la collana cometaria raggiungerà la sua minima distanza dalla Terra, circa 9,6 milioni di km, ossia venticinque volte la distanza della Luna, i frammenti più grandi saranno visibili a occhio nudo come una stella di terza magnitudine, attraverso le grandi costellazioni del Cigno e del Pegaso. Stando in una località non troppo infestata dalle luci artificiali e aiutandosi con un piccolo binocolo, sarà possibile distinguere la coda che si lascia dietro ciascun pezzo della cometa. FRAMMENTAZIONE - Perchè la Schwassmann-Wachmann ha subito la frammentazione a più riprese del suo nucleo? Le ipotesi sono due, spiegano gli astronomi del Near Earth Object Program della Nasa, che la stanno osservando assiduamente da anni. La più probabile consiste nell’apertura di crepe sulla superficie del suo nucleo (un impasto di roccia e ghiacci del diametro di appena una trentina di km) che fa penetrare più a fondo la radiazione solare, trasformando i ghiacci in vapore ad alta pressione, con effetto dirompente. Meno probabile, anche se non si può escludere, la possibilità che il nucleo cometario abbia impattato contro un asteroide, andando letteralmente a pezzi. PIOGGIA DI STELLE CADENTI - Se, di qui alle metà di maggio prossimo, la frammentazione dovesse andare avanti ed essere accompagnata anche dallo spargimento di polveri che arriveranno a lambire l’orbita della Terra, allora, prevedono gli astronomi americani, potremmo diventare testimoni di una innocua ma spettacolare pioggia di stelle cadenti. E’ già successo verso la fine dell’800, quando la cometa di Biela, dopo essersi divisa in vari frammenti, produsse ben tre spettacolari fuochi d’artificio celesti: negli anni 1872, 1885 e 1892, e cioè ogni volta che le sue polveri intersecavano l’orbita terrestre e penetravano nell’atmosfera incendiandosi. Intanto gli appassionati di astronomia che possiedono telescopi dotati di sensori fotografici digitali hanno cominciato a riprendere i vari pezzi della Schwassmann-Wachmann e stanno collaborando attivamente alla campagna di monitoraggio coordinata dalla NASA. Franco Foresta Martin, 11 aprile 2006
L'impressionante migrazione dei poli di Europa Il vasto oceano sotterraneo potrebbe anche ospitare forme di vita extra-terrestre, grazie al calore prodotto dalle forze mareali generate da Giove
I poli di Europa, il satellite di Giove, sarebbero migrati nel corso del tempo di quasi 90°, secondo quanto riferisce su "Nature" un gruppo di ricercatori della Carnegie Institution e dell'Università della California a Santa Cruz. Ciò suggerisce che su quel satellite dovrebbe esserci, al di sotto della crosta ghiacciata, un vasto oceano liquido che potrebbe anche ospitare, dicono i ricercatori, forme di vita extra-terrestre. I ricercatori hanno sfruttato le immagini riprese delle sonde Voyager, Galileo e New Horizons per mappare diverse grandi depressioni dalla forma ad arco che si estendono sulla superficie di Europa, il cui raggio, di circa 1500 chilometri, è di poco inferire a quello della nostra Luna. Confrontando la struttura delle depressioni con le fratture che sarebbero risultate dagli stress provocati dalla migrazione dell'asse di rotazione del satellite, i ricercatori hanno stabilito che l'asse si è effettivamente spostato di 80°. Il precedente asse di rotazione si troverebbe oggi a circa 10° dall'attuale equatore. Questo drastico cambiamento è verosimilmente dovuto alla formazione di spessi strati di ghiaccio ai poli. "Un corpo in rotazione è più stabile quando la sua massa è più lontana dal suo asse di rotazione", osserva Isamu Matsuyama, che ha partecipato allo studio. "Su Europa le variazioni nello spessore dello strato esterno hanno causato uno sbilanciamento delle masse, tale da riorientare l'asse di rotazione verso un nuovo stato stabile." Questo tipo di variazione rappresenta una reale migrazione dei poli, a differenza di quella solo apparente che è legata alla tettonica a placche. Lo studio conferma inoltre l'ipotesi, già formulata da tempo sulla base delle foto riprese dalle sonde che mostrano una superficie ghiacciata percorsa da numerose fratture, che al di sotto di essa vi sia un vasto oceano sotterraneo, che sarebbe mantenuto allo stato liquido dal calore generato dalle forze di marea generate dalla gravità di Giove. "Il notevole riorientamento di Europa necessario per spiegare le depressioni circolari implica che lo strato di ghiaccio esterno sia separato dal nucleo del satellite da uno strato liquido. Quindi il nostro studio fornisce un test indipendente per la presenza di uno strato liquido interno", spiega Matsuyama. La presenza di calore e di acqua rende possibile lo sviluppo di forme di vita, anche se l'oceano sotterraneo non riceve energia dal Sole. (gg) (14 maggio 2008)© 1999 - 2008 Le Scienze S.p.A.
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