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Gli esperti si interrogano su quali avvertenze debbano indicare sulle scorie la cui pericolosa attività di emissione radioattiva resiste per molti millenni Una commissione di esperti è al lavoro negli Usa per un progetto di cui non vedrà mai i risultati: come comunicare con le civiltà che abiteranno il territorio americano tra 10.000 anni. Per i pronipoti dell'anno 12006 gli scienziati hanno un messaggio molto semplice - ''State alla larga da qui!'' - ma non sono sicuri se arriverà al destinatario e soprattutto se verrà compreso. Per studiare il messaggio non c'è fretta, visto che la discarica non sarà completa fino all'anno 2033 e da allora resterà per 100 anni sotto il controllo del governo, prima di venir abbandonata. Ma per quell'epoca occorrerà aver messo a punto messaggi comprensibili per le civiltà future. Un sarcofago creato a 800 metri di profondità collasserà su se stesso entro mille anni, sigillando le scorie. Ma il plutonio che vi si trova all'interno resterà pericoloso per decine di millenni a venire. Una commissione mista di futuristi, antropologi, linguisti ed esperti di varie discipline - racconta il Los Angeles Times - sta valutando quale sia il modo migliore per farsi capire da chi abiterà l'area in un lontano futuro, attingendo a esempi che vanno dai graffiti nelle caverne preistoriche ai geroglifici egiziani. Il messaggio da mandare è l'avvertimento a non scavare o trivellare in quella zona, ma non è chiaro se e come verrà recepito. Tra i vari scenari tracciati dagli studiosi, alcuni ipotizzano una Terra passata attraverso una qualche catastrofe globale, che ha cancellato la memoria delle civiltà passate (come la nostra) e forse dimenticato le lingue attuali. Per questo occorre un "cartello" di avvertimento che oltre a resistere nel tempo, sia anche leggibile. Una prima soluzione prevede di realizzare tutto intorno alla discarica una sorta di barriera del tipo da trincea, alta 30 metri, larga 10 e lunga complessivamente 3,2 chilometri, con una massa complessiva pari a cinque volte quella della maggiore tra le piramidi egiziane. Dentro e fuori il gigantesco recinto, verrebbero piazzati dei piloni di granito alti 7,5 metri l'uno e pesanti 105 tonnellate, con scritte in inglese, spagnolo, russo, francese, cinese, arabo e navajo (l'italiano non è stato preso in considerazione come possibile lingua del futuro). Se il segnale riuscirà ad attirare l'attenzione, la difficoltà successiva sarà spiegare che nella zona esiste un pericolo. Gli studiosi hanno valutato precedenti tentativi simili, come quello della placca che fu piazzata nel 1972 sulla sonda Pioneer prima di lanciarla nello spazio. La placca, realizzata con il contributo dell'astronomo Carl Sagan, mostra immagini di un uomo e una donna, uno schema del Sistema Solare e altre informazioni sulla civiltà della Terra. Ma il messaggio, in quel caso, era pensato per extraterrestri, ''mentre dobbiamo presumere - ha detto Jon Lomberg, che lo disegnò insieme a Sagan - che in quell'area in futuro ci saranno umani, a meno che non siano invece dei cyborg''. Le idee che circolano al momento prevedono, tra l'altro, di creare dei dischi di metallo, ceramica e plastica, da seppellire nella zona, sui quali imprimere immagini che cerchino di trasmettere messaggi di pericolo, come una sorta di stele di Rosetta dell'era nucleare. La speranza degli addetti ai lavori è che alla fine siano trovate soluzioni migliori di quella utilizzata, poco lontano dalla discarica, per indicare il luogo di un test nucleare del 1961. Due placche di cemento che ricordano il test sono state utilizzate per anni per far pratica di tiro a segno e un terzo segnale è del tutto sparito. Vi era scritto, in inglese: ''Questo luogo resterà pericoloso per 24.000 anni".
16 maggio 2006
http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2006/05_Maggio/15/nucleare-scorie.shtml Da Newton OnLine
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