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Punto Nullo Un pò di tecnologia... per e nel mondo! [News]

2006: Nuovo pacchetto turistico, hotel e visite guidate a 400 km dalla Terra (nuovi viaggi!) [aggiornato 02]

Tecnologia spaziale
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 06-29-2010 at 9:03 AM
Tecnologia applicata >> Tecnologia spaziale

Dal sito OnLine di La Repubblica
Con 27 milioni di euro, 16 giorni nella Stazione spaziale internazionale
di LUIGI BIGNAMI

ROMA - Difficile immaginare una vacanza più avventurosa, ma anche più costosa: 27 milioni di euro per 16 giorni nello spazio presso la ISS (Stazione Spaziale Internazionale), compreso - e qui sta la novità - una passeggiata spaziale di 90 minuti. Non è un annuncio che riguarda il futuro, ma una realtà di oggi. La offre la società austriaca Space Adventures, che ha già portato sulla stazione orbitante tre uomini che hanno pagato circa 16 milioni di euro per 10 giorni.
"Era una logica estensione di ciò che abbiamo proposto finora e al momento lo spazio non può offrire di più", ha spiegato Eric Anderson, presidente della Space Adventures. Secondo i piani il turista spaziale indosserà una tuta costruita dall'Agenzia Spaziale Russa, chiamata Orlan. La tuta permette di rimanere a volteggiare nello spazio per circa 6-8 ore ed è equipaggiata per poter essere del tutto svincolati dalla stazione spaziale. Oggi viene regolarmente utilizzata dai cosmonauti russi a bordo della ISS durante le loro passeggiate spaziali e non ha mai dato alcun problema. Il turista astronauta sarà accompagnato da un cosmonauta che partirà con lui da Baikonur e che lo guiderà durante i fantastici 90 minuti durante i quali potrà osservare contemporaneamente la Terra e il nero buio dello spazio profondo. Questo arco di tempo poi, è quello necessario per compiere un giro completo attorno alla Terra e al turista sarà dato modo di osservare un tramonto e un'alba. Il massimo delle emozioni.
Una simile impresa non si presta a grossi rischi? "No, perché il turista non si allontanerà più di tanto dal boccaporto e dunque potrà rientrare velocemente nel caso si verifichi un qualunque problema", spiega Anderson. Ma come si arriva ad essere turisti spaziali in grado di passeggiare nello spazio? "E' necessario un periodo di addestramento di 190 ore in più rispetto ai sei mesi per un "semplice" viaggio di andata e ritorno alla ISS", spiega Anderson.
In attesa di vedere chi se la sentirà di spendere tutti quei soldi per provare il massimo che oggi offre l'astronautica, il quarto turista spaziale si sta già preparando per un nuovo lancio verso la ISS: il giapponese Daisuke Enomoto partirà a settembre a bordo di una Soyuz.
Che il turismo spaziale faccia gola a molti lo dimostrano almeno altre tre iniziative. La prima riguarda il lancio perfettamente riuscito, lo scorso 12 luglio, di Genesis 1 da parte della società privata Bigelow. Genesis 1 è un prototipo di quello che dovrebbe diventare il primo hotel spaziale. Si tratta di un modulo gonfiabile (simile a quelli che la Nasa sta studiando per le missioni sulla Luna e su Marte) che ora orbita a 500 chilometri d'altezza attorno alla Terra. "Da qui al 2012 lanceremo altri 10 moduli di prova, poi sarà la volta di quello reale che darà modo ai turisti di trascorre le proprie vacanze nello spazio", spiega Eric Haakonstad, responsabile del progetto.
Ma per raggiungere l'hotel a molte stelle sarà necessaria una navetta. A questo potrebbe pensare la Virgin Galactic, la quale, in questi giorni, ha annunciato che inizierà i propri voli turistici oltre l'atmosfera a partire dal 2008. "Abbiamo già venduto 200 biglietti al costo di 158.000 euro", ha spiegato il presidente della società, Will Whitehorn. La Virgin sta costruendo 5 navette e 2 aerei che costituiranno la prima flotta di aerei razzo per lo spazio, che sarà completa entro il 2010. Gli aerei serviranno per portare il razzo a 15.000 metri, il quale, una volta liberatosi dell'aereo, salirà fino a 140 km dove i passeggeri potranno sperimentare l'assenza di gravità per circa 15 minuti. E per il 2015 la Virgin potrebbe avere a disposizione una navetta in grado di agganciarsi all'hotel spaziale.
La terza iniziativa è la richiesta da parte della società americana Blue Origin dell'autorizzazione al Faa (l'ente americano che concede i permessi di volo agli aerei) di costruire uno spazioporto in Texas. Servirà alle proprie navette per partire e atterrare in verticale. Come saranno questi shuttle è segreto assoluto. Si sa soltanto che i primi test inizieranno a fine anno e che i voli commerciali saranno possibili a partire dal 2010.
(25 luglio 2006)


Per turisti spaziali ora possibile anche una passeggiata tra le stelle
Oltre alla missione su una Soyuz già fatta da tre "privati", l'agenzia russa offre ora anche la possibilità di "passeggiare" all'esterno della ISS. Basta aggiungere altri 15 milioni di dollari ai 20 che costa il volo
A passeggio tra le stelle per entrare a far parte di un club esclusivo, quello delle 151 persone che hanno indossato una tuta da astronauta e sono uscite da un veicolo spaziale. Per chi sceglie di trascorrere le vacanze fuori dall'atmosfera terrestre, arriva il non plus ultra del turismo estremo: versando un sovrapprezzo di 15 milioni di dollari, da aggiungere ai 20 necessari per il volo, d'ora in poi sarà possibile uscire a fare "due passi" fuori dalla Stazione Spaziale Internazionale (Iss).
Space Adventures, la società con sede in Virginia che ha già mandato tre privati nello spazio, ha ora annunciato un accordo con l'Agenzia spaziale russa che prevede di offrire passeggiate a pagamento. I ricchi turisti interessati alla proposta dovranno sottoporsi a un addestramento speciale di un mese e risultare idonei da un punto di vista fisico e psicologico.
Oltre, naturalmente, ad avere il portafogli adeguato: la passeggiata è un extra da aggiungere al pacchetto da 20 milioni di dollari per una vacanza da 10 giorni sulla Stazione spaziale.
''Molti degli astronauti che ci fanno da consulenti - ha detto Eric Anderson, il presidente e amministratore delegato di Space Adventures - hanno fatto passeggiate spaziali durante la loro carriera e la loro esperienza aiuterà l'addestramento dei nostri clienti".
Anderson nel 2001 ha mandato nello spazio il primo astronauta privato, il miliardario americano Dennis Tito, seguito negli anni successivi da Mark Shuttleworth e Greg Olsen. L'imprenditore giapponese Daisuke Enomoto si sta dedicando all'addestramento per la prossima missione, che lo porterà sulla Stazione spaziale a settembre a bordo di una Soyuz russa.
L'agenzia spaziale russa è da tempo impegnata in programmi di commercializzazione dello spazio, che aiutano a tenere in piedi il programma di esplorazione di Mosca. Alexei Krasnov, direttore delle missioni umane, ha detto che un mese di addestramento può essere sufficiente per una passeggiata. La Nasa è meno entusiasta dei colleghi russi sull'ondata di dilettanti spaziali che vanno a visitare la Stazione orbitante e una portavoce dell'agenzia spaziale americana, Melissa Mathews, ha detto di non sapere niente dei progetti di passeggiate autorizzati dai russi.
Sono meno di 450 gli esseri umani che fino a oggi sono andati nello spazio e, tra loro, i "passeggiatori" sono un club ancora più esclusivo, costituito fino a ora da 151 membri. Le missioni all'esterno dei veicoli spaziali sono ritenute le operazioni più delicate, ma gli astronauti che collaborano con Anderson sono convinti che siano alla portata di tutti.
''Anche la nausea e il vomito, che talvolta posso pregiudicare una passeggiata spaziale - spiega Tom Jones, un ex astronauta che ha galleggiato nello spazio e ora lavora per Space Adventures - sono complicazioni che si superano dopo due o tre giorni di addestramento adeguato".
17 agosto 2006, dal Sito OnLine di Newton

Quali sono le malattie segrete degli astronauti
In orbita, anche un semplice raffreddore può diventare un problema, ma sia i medici che i diretti interessati cercano sempre di nascondere tali problemi di salute
Disturbi cardiaci, intossicazioni, infiammazioni, coliche, stress, ma anche mal di denti e colpi della strega: sono alcune delle 80 più frequenti malattie sofferte dagli astronauti in orbita. Malattie tenute segrete dai medici dei centri di controllo spaziale, ma anche dagli interessati, per questioni di orgoglio o per evitare ritorni anticipati della missione e il rischio di essere scartati per quelle successive.
A svelare i retroscena delle patologie spaziali sono ora alcuni protagonisti russi di quelle missioni, che in tre occasioni furono costrette al rientro per motivi di salute di un membro dell'equipaggio. Il primo capitò nel '75 nella stazione spaziale Salyut 5, dove uno degli astronauti, Vitalij Zholbov, subì gli effetti tossici di una fuga di combustibile, insieme a quelli psicologici di un black out elettrico.
''Cominciai ad avere mal di testa - ha raccontato al quotidiano Trud - a non avere più appetito, a soffrire d'insonnia, a perdere ogni capacità di lavorare''. Così per la prima volta nella storia spaziale russa una missione tornò a terra, dopo 49 giorni, contro i 60 previsti. Nove anni dopo toccò alla Salyut 7: ''dovevamo stare sei mesi, restammo solo 65 giorni a causa di una mia infiammazione che non passava più, nonostante i consigli dei medici", ha rivelato Vladimir Vasintin. Nell''87 fu il turno di Alexandr Laveikin, ingegnere di bordo della stazione Mir: ''ebbi alcuni problemi di cuore, e decisero di non rischiare''.
A volte, nelle condizioni estreme dello spazio, anche una sciocchezza può trasformarsi in qualcosa di serio: Ghennadi Strekalov, dopo una doccia, si ferì lievemente alla mano in corrispondenza di una cicatrice. La mano si arrossò e si gonfiò a dismisura, costringendolo ad un mese di cure in orbita, con tanto di iniezioni eseguite da un collega americano.
Ma c'è anche chi ha preferito tacere, come Anatolij Berezovoj: ''sapevo che una delle patologie possibili sono le coliche, ma non così forti da svenire. Avevamo già trascorso sei mesi in orbita, ne mancava ancora uno e non volevo che rientrassimo prima a causa mia, né correre il rischio di essere escluso dai voli successivi. Così prima di ogni collegamento con il centro di controllo mi facevo fare un'iniezione di antidolorifici dai colleghi e mi presentavo sorridente. I medici non ci credettero fino in fondo, perché mi chiesero di firmare un documento per attestare che mi sentivo bene''.
A celare ai medici un febbrone da cavallo fu anche un altro astronauta, che però preferisce mantenere l'anonimato, tanta era la segretezza che avvolgeva le condizioni di salute dei membri dell' equipaggio. ''I medici che ci seguivano - racconta - erano gli unici ad aver accesso ad una stanza medica blindatissima dalla quale il collegamento avveniva tramite un canale cifrato", dal centro di controllo di Koroliov, la cosiddetta ''città delle stelle''.
La segretezza veniva giustificata con la privacy degli astronauti, ma è evidente che nella corsa allo spazio tra le due grandi superpotenze, in epoca di guerra fredda, era d'obbligo non rivelare nulla delle missioni. Gli astronauti, comunque, erano e sono tuttora addestrati a livello medico-sanitario.
Anche un veterano dello spazio come Anatolij Soloviov, due anni della sua vita tra le stelle grazie a cinque missioni, ha confessato di aver avuto qualche problemino, sfatando la leggenda che lo indicava come l'''astronauta che non si rompe mai": ''solo un mal di denti, ma vi assicuro che nello spazio tutto si aggrava. Fui costretto a usare da solo trapano e pasta da dentisti per rifarmi una capsula".
Valerij Bogomolov, uno scienziato dell'istituto che si occupa dei problemi medico-biologici presso l'Accademia delle Scienze sottolinea che ''anche una inezia come un raffreddore può diventare un rischio nello spazio, dove in assenza di gravità il sistema immunitario diventa più vulnerabile, dove lo stress legato al lavoro è fortissimo, e i rumori dei macchinari arrivano a 95 decibel. Per non parlare dei microorganismi che, mutando, hanno acquistato nuove caratteristiche.
Sulla ISS attualmente ce ne sono oltre 70''. Ma Bogomolov rassicura i turisti spaziali: ''la brevità e le condizioni di questi tipi di viaggio non pongono grossi problemi". Un sospiro di sollievo per chi ha già comprato il biglietto al prezzo di 20 milioni di dollari.
02 gennaio 2006 dal sito online di Newton

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Ungrouped links

Qui si cercherà di seguire l'evoluzione della tecnologia applicata all'ambiente ed alla vita pratica di tutti i giorni. Inoltre, sono presenti anche informazioni legate alle ultime novità in ambito di ricerca sperimentale e legata all'attività di laboratori.

(e magari qualche piccola news generale su varie evoluzioni tecnologiche)





I 15 SITI CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO
(La classifica di "The Observer")

Sito

Fondatore

Anno di fondazione e nazione

Utenti o pw

Che cos'è

   1 - eBay.com

Pierre Omydair

1995 - Usa

168 milioni

Aste e acquisti online

   2 - wikipedia.com

Jimmy Wales

2001 - Usa

9 milioni visite/giorno

Enciclopedia aperta online

   3 - napster.com

Shawn Fanning

1999 - Usa

500 mila iscritti paganti

Musica: file sharing

   4 - youtube.com

C. Hurely, S. Chen J. Karim

2005 - Usa

100 milioni video/giorno

Video: file sharing

   5 - blogger.com

Evan Williams

1999 - Usa

18,5 milioni di utenti unici

Blog: sistema pubblicazione

   6 - friendsreunited.com

Steve e Julie Pankhurst

1999 - Gb

15 milioni di utenti

Mette in contatto compagni di scuola

   7 - drudgereport.com

Matt Drudge

1994 - Usa

8-10 milioni pw al giorno

News e gossip

   8 - myspace.com

T. Anderson, C. DeWolfe

2003 - Usa

100 milioni di utenti

Community

   9 - amazon.com

Jeff Bezos

1994 -Usa

35 milioni di clienti

Vendita online di libri, cd, dvd

   10 - slashdot.org

Rob Maida

1997 - Usa

5,5 milioni utenti/mese

Tecnologia e forum

   11 - salon.com

David Talbot

1995 - Usa

2,5/3,5 milioni utenti/mese

Rivista online

   12 - craiglist.com

Craig Newmark

1995 - Usa

4 miliardi pw/mese

Rete di community forum online

   13 - google.com

Larry Page, Sergey Brin

1998 - Usa

Un miliardo di ricerche al giorno

Motore di ricerca

   14 - yahoo.com

David Filo, Jerry Young

1994 - Usa

400 milioni ricerche al giorno

Motore di ricerca

   15 - easyjet

S. Haji-Ioannou

1995 - Gb

30 milioni di viaggiatori

Linea aerea low cost





Motori di ricerca più specializzati e innovativi: Non esiste solo Google
Esistono altri mondi al di là di Mountain View
Uno sguardo alle piccole realtà che influenzeranno anche il mercato di massa

Negli ultimi anni, Google si è imposto come sinonimo di internet, diventando il punto di partenza di moltissimi internauti. Nonostante sia il brand più apprezzato, il servizio non è unico nel suo genere; altri motori di ricerca stanno proseguendo le sperimentazioni per rendere più sofisticato il meccanismo che fornisce i risultati. Maggiore è il numero di informazioni presente online, maggiore è la necessità di una ricerca puntuale, sistematica e contestualizzata. È questo il futuro immediato e le innovazioni tecnologiche che oggi sono limitate a servizi sconosciuti saranno diffuse anche alla vasta massa di utenti di Google.
DIMMI COSA CERCHI – In un articolo comparso sul sito Read Write Web, Nitin Karandikar, esperto di software e tecnologia, prova a delineare il futuro del mercato ed evidenzia le innovazioni più importanti che si stanno consolidando al di fuori di Google. Uno dei compiti più difficili che questi servizi sono chiamati a compiere riguarda la comprensione del contesto in cui sono presenti le parole chiave: un primo esempio è Hakia che distingue le domande dalle affermazioni e associa una certa importanza anche alle preposizioni, solitamente ritenute irrilevanti. L'obiettivo è quello di rendere questi sistemi di ricerca più precisi, come un'intelligenza artificiale. Del tutto diverso dal classico modello Google è Kartoo , un sistema che aggrega le informazioni suddividendole graficamente in aree tematiche ed evidenziando i temi più salienti.
DIMMI CHI SEI – Un altro modo per far emergere i risultati più importanti è l'analisi della rilevanza per ogni singolo individuo: Collarity impara dalle ricerche individuali e associa progressivamente i profili simili. Anche Google sta sperimentando questo sistema personalizzato, ma le preoccupazioni relative al trattamento dei dati personali sono ancora alte.
L'AGO NEL PAGLIAIO – Oltre ai motori di ricerca generalisti, che raccolgono e indicizzano tutta la conoscenza del web, esistono anche sistemi verticali che, a partire da una selezione di fonti ben definita, permettono di focalizzare su un particolare settore: è il caso di Simply Hired , rivolto al mercato del lavoro negli Stati Uniti, oppure delle ricerche tematiche integrate nei servizi web come Technorati per i blog, YouTube per i video o Flickr per le foto. La scelta del motore da usare è determinante e rivolgersi, quindi, a un sistema più specializzato può eliminare un gran numero di risultati superflui.
Marina Rossi
08 maggio 2007 LINK ARTICOLO





Il motore di ricerca punta a mettere sui siti bollini di avvertimento
Google svela le insidie di internet
Navigare in rete può essere pericoloso. Il 10% delle pagine web contiene software che potrebbero mettere fuori uso il Pc
NEW YORK (USA) - Dietro una pagina web su dieci si nasconde una minaccia alla sicurezza del proprio Pc. Parola di Google. E se lo dice il gigante delle ricerche in rete c'è da crederci. A dimostrare che non si tratta solo di supposizioni vi sono i dati emersi da un'approfondita analisi della rete condotta dalla società di Brin e Page.
LO STUDIO – Gli esperti di Mountain View hanno infatti esaminato miliardi di siti, osservando da vicino e in modo scientifico qualcosa come 4,5 milioni di pagine elettroniche: come riferisce BBC , circa 450 mila di queste ingannano l'internauta portandolo a siti pericolosi che nascondono spyware che si installano nel computer dell'utente a sua totale insaputa, mentre altre 700 mila pagine contengono esse stesse i codici malvagi che potrebbero compromettere i Pc. L'attenzione degli uomini di Google si è focalizzata soprattutto sui cosiddetti siti esca – sempre più diffusi – ovvero quelli da cui si attiva automaticamente l'installazione di programmi che vengono utilizzati per rubare o arrecare danni ai dati e alle informazioni contenute nelle macchine. La tecnica più comune utilizzata da chi progetta queste esche consiste nel proporre all'utente dei link a contenuti pornografici o protetti da copyright (software o news) "interessanti e gratuiti". Spesso i pericoli vengono anche nascosti nei banner o nei widgets (oggetti, icone presenti sullo schermo che possono essere toccati e manipolati dall'utente tramite mouse o comandi da tastiera), e comunque in quegli elementi che non sono controllati direttamente dal proprietario del sito.
COME PROTEGGERSI – L'idea di Google – che cercherà di disegnare la mappa della minaccia malware in rete – è quella di assegnare un bollino ai siti considerati potenzialmente pericolosi, in modo che gli utenti che utilizzano il motore di ricerca siano in grado di riconoscere immediatamente il pericolo e riducano così al minimo la possibilità di entrare in contatto con tali minacce. Un compito sicuramente non facile, che richiede una profonda conoscenza del web e dei suoi tranelli.
Alessandra Carboni
14 maggio 2007 link articolo



Novembre 2006
User generated content, ovvero i contenuti creati dagli utenti
della rete. Tre parole che stanno rivoluzionando internet
Ugc, il web venuto dal basso che adesso vale milioni di dollari
Siti come YouTube o MySpace acquistati dai big per cifre a sei zeri
di GAIA GIULIANI

ROMA - Il nome gliel'hanno dato solo nel 2005, ma si può dire tranquillamente che sia nato assieme al web. Guadagnando sempre più terreno. E' l'User generated content, e cioè tutto quello che circola in rete creato dagli utenti. Che stanno diventando i veri protagonisti del web, costringendo grandi società come Google, Microsoft e Yahoo a spendere milioni di dollari per adeguarsi alle loro esigenze. Milioni finiti quasi regolarmente sui conti bancari dei pionieri dell'Ugc, seguendo una specie di flusso circolare.
Secondo la definizione di Wikipedia, che del contributo degli internauti vive e si nutre, l'Ugc comprende tra i suoi elementi principali video digitali, fotografie, blogging e podcasting. In contrapposizione con quelli creati dalle società specializzate. Dimostrando sempre di più quanto il world wide web sia una struttura democratica, che si costruisce dal basso. Così come l'informazione: il grassroot journalism (il giornalismo dei non professionisti) è un altro aspetto dell'Ugc a cui si stanno adeguando molti media, prima fra tutti la Bbc che ha creato un ufficio apposito per ricevere e organizzare il materiale inviato dagli internauti, sempre più scaltri nel realizzare inchieste giornalistiche.
Volendo semplificare, si può dividere l'Ugc in contributi finalizzati all'intrattenimento e altri destinati all'informazione. Tra i due, l'intrattenimento è quello che ha ottenuto il successo più immediato. L'informazione, forse, più risonanza. Ma la gara milionaria per accaparrarsi i primi Ugc scattata tra i big ha avuto come protagonisti principali i contenuti destinati allo svago. Un esempio tra tutti è quello di Youtube, ottavo tra i siti più visitati dal mondo. La classifica è opera di Alexa.com, motore di ricerca specializzato nel ranking dei siti internet - acquistato da Amazon nel '99 dopo che aveva avuto più di 10 milioni di contatti - che mette al primo posto Yahoo, Google e Microsoft, seguite a breve distanza da una serie di siti frutto dell'Ugc.
In tutti i primi tre si riflette il successo dei contenuti creati dagli internauti: per accaparrarsi Youtube, sono scese in campo Yahoo e Google, mentre Microsoft elaborava una controffensiva. Google se l'è portato a casa grazie ad un corposo assegno con i soliti sei zeri finali, sicuro che il sito sarebbe rimasto tra i più popolari. E i casi di Lonelygirl, la ragazzina che ha fatto incuriosire milioni di naviganti internettiani sulla sua identità, scomodando firme giornalistiche di quotidiani d'eccezione, o quello di Brooke Brodack, ingaggiata da uno show televisivo dopo che un talent scout l'aveva notata nei suoi video-parodia, lo confermano.
E solo per citare casi relativi allo spettacolo. Quelli su questioni di cronaca come il pestaggio compiuto dalla polizia di Los Angeles ai danni dell'afroamericano William Cardenas - che l'ha fatto rimbalzare sui media di tutto il mondo portando all'incriminazione degli agenti - o degli episodi di bullismo nell scuole italiane, lo suggellano definitivamente. Yahoo, rimasta a bocca asciutta, ha subito replicato creando The9, televisione online specializzata nella segnalazione di siti e video amatoriali. Incentivando gli utenti a inviarne il più possibile con il concorso "Yahoo Talent Show", che mette in palio per il vincitore un assegno di 50mila dollari. E Microsoft? L'azienda di Bill Gates ha risposto con Soapbox che, secondo stime interne alla società, sarebbe stato visitato da circa 11 milioni di persone.
Ma se le "major" del web acquistano i bocconi più ambiti, l'Ugc non si arrende e propone esperimenti autoprodotti come la Neave tv che raccoglie una sorta di "best of" dei video presenti in rete. E questo solo per rimanere alle immagini. Perché per quanto riguarda la musica ci sono esempi clamorosi come quello degli Arctic Monkeys, gruppo rivelazione inglese, in testa alle classifiche britanniche per mesi. O quello eclatante di Lili Allen, autrice del tormentone "Smile", scovata su MySpace, subito incoronata regina delle hit parade.
E c'è spazio anche per chi si diletta con la penna. Julie Powell, segretaria newyorkese è stata contesa da diverse case editrici specializzate dopo che le ricette che la signora postava sul suo blog avevano attirato miriadi di curiosi. Risultato: la pubblicazione di un libro. Lo stesso è accaduto a Riverberd, pseudonimo che cela l'identità di una ragazza di Bagdad che scriveva regolarmente report sulla sua città all'interno del suo blog. Dopo la pubblicazione del libro s'è ritrovata in corsa per uno dei premi letterari più prestigiosi d'Inghilterra.
Se poi non si rincorre la fama, ma ci si limita a cercare una nicchia personale sul web dove comunicare con gli amici, conoscerne di nuovi o scambiare materiale di vario tipo, ecco i siti specializzati nell'ospitare i contenuti personali. MySpace (sesto nella classifica di Alexa.com) è l'esempio per eccellenza: dopo il suo l'incredibile - e inaspettato a sentire gli ideatori, successo - è stato comprato per 580 milioni di dollari dal magnate dell'editoria Rupert Murdoch. Stessa sorte seguita da Flickr, sito che ospita gli album fotografici degli internauti, acquistato per milioni da Yahoo. Che ha comprato anche Del.icio.us, sito di social bookmarking, al 138° posto nella classifica. E la lista potrebbe continuare con Wikipedia, scritta da appassionati del piacere enciclopedico, o Technocrati (339esimo posto), il più grande collettore di blog del mondo. E c'è anche l'Imdb, (numero 35), eccezionale motore di ricerca cinematografico le cui recensioni sono frutto esclusivo della collaborazione dei suoi lettori.

(1. continua)
(28 novembre 2006) dal sito online di repubblica



Da alcuni giorni irraggiungibili alcuni siti, si naviga a singhiozzo: Interessati i principali operatori.
Ecco perché accade. Come agire

In ginocchio l'internet italiana: tutta colpa dei virus sui computer. E la Telecom mette a disposizione il numero 19122 per l'assistenza
di ALESSANDRO LONGO
ROMA - L'internet italiana è in ginocchio: sono giorni di malcontento, di proteste che affollano forum e gruppi di discussione. Problemi a navigare sui siti, pagine che non si aprono o lo fanno dopo minuti di attesa. Decine di tentativi prima di inviare una e-mail. Il tutto sembra avvenire ovunque in Italia e con i principali operatori. "È vero, ma non è colpa nostra: la causa è un'epidemia di malware, spyware e adware che sta colpendo i server Dns di tutti gli operatori", dicono da Telecom Italia. Tradotto: molti utenti hanno computer infetti da file cattivi, parenti dei virus informatici: spyware e adware, appunto. File che generano traffico all'insaputa degli stessi utenti, aprendo connessioni con altri computer, inviando e-mail. Lo fanno di solito a scopi di marketing, per monitorare le abitudini di navigazione degli utenti o per inondarli di pubblicità. In questo moto, intasano con un surplus di richieste i server Dns degli operatori.
I Dns sono come le rubriche telefoniche del web. I computer le consultano ogni volta che l'utente digita l'indirizzo di un sito web su un browser o usa un altro servizio internet basato su un nome a dominio, come la posta elettronica. I Dns danno al computer la direzione giusta per raggiungere il computer che può fornire quel servizio, in base al nome a dominio digitato (per esempio si raggiunge così il computer dove è collocato il sito web richiesto). Ma se ci sono troppi computer che vogliono consultare queste rubriche, perché manipolati da spyware e adware, è ovvio che il traffico sul web diventa come sulle autostrade durante l'esodo di agosto: a rilento, a passo d'uomo o proprio bloccato.
Per citare solo le proteste di ieri e di oggi: "E' il quarto giorno che l'Adsl è collassata. Per mandare un e-mail occorrono 20 tentativi e tutto il resto è fermo come un sasso. Il problema interessa un intero Paese e perfino le banche hanno problemi con le linee dati", scrive su un gruppo di discussione un utente umbro. "Da qualche giorno fatico a navigare, due volte su tre non apre le pagine e anche la posta ha problemi", aggiunge Andrea S. "Sembra un problema nazionale perché ho lo stesso a Napoli", conferma un utente che si firma Samanta. "Da un paio di giorni ho enormi problemi con la connessione... a volte lentissima, a volte non apre neppure i siti più comuni (Google)", scrive un utente da Genova.
La cosa sta dando parecchio fastidio, quindi, a utenti e aziende. "Siamo già intervenuti con contromisure sui nostri server, ma potrebbero esserci ancora problemi in alcune zone", dicono da Telecom. È ancora allarme, quindi, tanto che Telecom ha reso disponibile un numero di assistenza tecnico dedicato: 19122.
Eppure, come spiega la stessa Telecom, la soluzione è a portata di mano: basta riconfigurare le opzioni Dns sul proprio computer. Facile, anche se l'utente comune non lo sa. Su Windows, bisogna cliccare su Start/Impostazioni/Pannello di Controllo e poi entrare in Connessioni di rete. Qui cliccare con il tasto destro sul nome della connessione in uso, poi su Proprietà (dal menu che appare) e, nella nuova finestra, selezionare Protocollo Internet (TCP/IP) e clic su Proprietà. Il consiglio è attivare l'opzione Utilizza i seguenti indirizzi server DNS. Telecom consiglia di compilare questi spazi con i numeretti 212.216.112.112 (DNS primario) e 212.216.172.62 (DNS secondario).
C'è però un'alternativa, che sta diventando in voga tra gli utenti più esperti: usare Open Dns (http://www.opendns.com). A differenza degli altri Dns, quelli Open non sono gestiti da nessun operatore in particolare ma sono distribuiti sul territorio e hanno anche funzioni aggiuntive: avvisano se l'utente è finito su un sito-truffa. Per usare gli Open Dns bisogna compilare quei campi con questi numeri: 208.67.222.222 (DNS primario) e 208.67.220.220 (DNS secondario). Così ci si emancipa dai problemi che a periodi possono colpire i Dns italiani.
Infine, il consiglio è di fare una scansione con software antispyware gratuiti (per esempio Adaware). Serve a ripulire il proprio computer dall'eventuale presenza di quei file cattivi e accertarsi così di non essere parte in causa del problema che sta paralizzando l'Internet italiana.
(12 dicembre 2006) dal sito di Repubblica online
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