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Punto Nullo Le frane nel Mondo

In questa sezione sono stati raccolti tutti gli articoli inerenti frane e dissesto Idrogeologico raccolti su giornali, internet, ecc. con l'intento di fornire una panoramica aggiornata su tale questione.

Sono presenti, inoltre, anche brevi comunicati flash provenienti dalle agenzie giornalistiche.

Buone Letture


2006: statistiche disastri

Flash Giornalistici
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 01-21-2008 at 2:17 PM
Sezione frane e dissesto Idrogeologico >> Flash Giornalistici

Da Newton online
Un mondo di disastri: 9 su 10 colpa del clima

Pianeta sempre più in sofferenza. La malattia si chiama disastri naturali: per il 90% (nove su dieci) sono dovuti ai guasti del clima e delle condizioni atmosferiche e idrologiche. Le inondazioni sono al primo posto con il 37% seguite dalle tempeste di vento (28%). Rilevante l'attacco al Pianeta da parte della colonnina di mercurio: le temperature estreme si guadagnano un 5% al pari degli incendi delle foreste, superando perfino le eruzioni vulcaniche (2%) e arrivando quasi alla quota degli smottamenti (6% frane e valanghe) e dei terremoti (8%). Siccità e carestie sono al 9%. Allarme anche per il buco dell'ozono che quest'anno è stato il terzo più grande mai registrato dopo quello del 2000 e del 2003. Questo il quadro dell'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) contenuto in un rapporto realizzato in occasione del meteo-day fissato per il 23 marzo. A dare alcune anticipazioni, un messaggio scritto del Segretario generale del WMO, Michel Jarraud.
Il tema scelto per il meteo-day di quest'anno è ''Prevenzione e mitigazione dei disastri naturali". Nel rapporto si legge che ''nessun Paese al mondo è esente da questi fenomeni" e che ad essere colpiti sono soprattutto i Paesi in Via di Sviluppo ''sempre più vulnerabili anche da un punto di vista sociale ed economico". Lo Tsunami, il terremoto del Kashmir e l'uragano Katrina insegnano.
Il 2005, rileva il rapporto, è stato segnato da una prolungata siccità nella zona del Corno d'Africa, in parti dell'Europa e dell'Asia, in Australia e in Brasile. Emergenza sete soprattutto in Malawi dove la siccità 2005 è stata la peggiore degli ultimi 10 anni.
Piogge torrenziali, in alcuni casi eccezionali, hanno causato vasti fenomeni di alluvioni in varie parti del mondo. Il numero record di uragani devastanti è stato osservato nell'Oceano Atlantico. Rilevanti le conseguenze dell'impatto delle sciagure naturali sulla popolazione.
Nel decennio 1992-2001 - riferisce il rapporto - a livello globale i disastri naturali hanno provocato oltre 622 mila morti e hanno coinvolto oltre due miliardi di persone. Sul fronte delle perdite economiche, si parla di una stima di 446 miliardi di dollari, pari a circa il 65% delle perdite totali dovute ai disastri naturali relativi allo stesso periodo considerato. Da non sottovalutare il dopo-disastro: nel rapporto si parla di ''serie conseguenze'' relative ad alcuni capitoli fondamentali della vista del Pianeta come l'inquinamento chimico, shock elettrici, esplosioni e incendi (che si fanno più frequenti), animali selvatici e pericolosi in libertà. Per avere un quadro di riferimento, ''i dati climatici - ha spiegato Jarraud - hanno bisogno di quantificare le intensità e la frequenza degli eventi, caratterizzando i danni potenziali degli eventi estremi e prevedendo i danni attesi". Quindi ''studi sistematici su osservazioni meteo e idrologiche dei disastri - ha proseguito - e dei relativi impatti costituiscono un'utile base di conoscenza per chi deve gestire i rischi". La WMO raccoglie 187 membri e fornisce più di 50 mila rapporti meteo, centinaia di mappe e molti altri prodotti diffusi in forma digitale. ''Il mio auspicio - ha concluso il segretario generale della WMO - è che i contributi da parte dell'Organizzazione in tutti gli aspetti della prevenzione e mitigazione dei disastri possano essere di utilità per tutti i Paesi"
16 marzo 2006

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