Un interessante sito astronomico in cui è possibile trovare il significato su molti termini usati in tale ambito.
11.10.2006
Un gigantesco "boom" sonico generato da un buco nero supermassiccio è stato rivelato dal Chandra X-ray Observatory della NASA, insieme con la traccia di una cacofonia di “suoni” profondi. Un esempio della potenza e dell’effervescenza di buchi neri supermassicci è dato dall’immagine composita della galassia ellittica M87 nell’ammasso della Vergine. Le caratteristiche di questa immagine implicano, secondo gli astronomi che le hanno studiate, che le esplosioni e le onde di pressione che li percorrono sono state generate dai buchi neri nel corso di centinaia di milioni di anni. La scoperta è stata fatta utilizzando i dati della più lunga osservazione mai effettuata della M87, una galassia ellittica gigante che ospita uno dei più massicci buchi neri noti dell’universo. Gli astronomi hanno rivelato loop e anelli nel gas che permeano l’ammasso e circondano la galassia, e che rappresentano una sorgente di raggi X. Questi loop forniscono prove delle periodiche eruzioni che avvengono vicino al buco nero. Queste generano variazioni di pressione che si propagano in forma di onde nel gas dell’ammasso, e che possono essere interpretate come una sorta di suono. "Possiamo dire che per tutta la durata della vita dell’universo questo ammasso è stato percorso da molti e differenti suoni”, ha spiegato William Forman dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA), che ha partecipato allo studio. Le esplosioni nella M87, che avvengono con una frequenza di pochi milioni di anni, impediscono alla grande riserva di gas dell’ammasso di raffreddarsi e formare nuove stelle. Senza le esplosioni e il riscaldamento risultante, la M87 non sarebbe la galassia ellittica che oggi conosciamo. "Se il buco nero non facesse tutto questo ‘rumore’ – ha commentato Paul Nulsen, sempre del CfA – la M87 sarebbe stata un tipo di galassia completamente diversa, forse una galassia a spirale circa 30 volte più luminosa della Via Lattea.”
© 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.
28.11.2006 Un altro buco nero al centro della galassia L'oggetto fa parte di un sistema binario e la sua compagna è una stella simile al Sole È una rara sorgente di raggi gamma quella scoperta dalla sonda Integral, frutto della collaborazione fra l’Agenzia spaziale europea (ESA), la NASA, la Russia, la Repubblica Ceca e la Polonia: la violenza delle emissioni fa pensare che l’origine sia un buco nero situato nella nostra galassia. “Il centro della nostra galassia – ha spiegato Roland Walter dell'Integral Science Data Centre (ISDC) – è una delle più interessanti zone del cielo osservabile da questo punto di vista, poiché esistono moltissime potenziali sorgenti di raggi gamma. Per questo Integral sta ora svolgendo un programma in cui quasi quattro settimane del suo tempo di osservazione saranno dedicate allo studio di questa regione.” È proprio durante la prima di queste osservazioni che gli astronomi hanno potuto osservare un outburst in tempo reale. Sulle prime, non era chiaro che tipo di evento fosse in atto. Alcuni outburst di raggi gamma durano solo poco tempo; proprio per questo sono stati allertati altri osservatori in tutto il mondo, che hanno potuto puntare gli strumenti in un punto del cielo che Integral è riuscito a definire con incredibile precisione. Fortunatamente l’outburst è durato alcune settimane, il che ha permesso di determinare in modo accurato la curva di emissione. Dal confronto dei dati raccolti con quelli relativi ad altri eventi simili si è potuto concludere che i raggi gamma provenivano da un sistema binario in cui una delle due stelle compagne è simile al Sole, mentre l’altra è un buco nero. © 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.
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