Punto Nullo
Punto NulloConsulenzePunto NulloRicercaPunto NulloGeoturismoPunto NulloArticoli VariPunto NulloContattiPunto NulloLinkPunto NulloQuadro Generale Sito
Punto Nullo vai Home Page
punto nullo
Punto Nullo Notizie brevi dal Mondo su tematiche ambientali e simili...

In questa sezione si cercherà di tenere aggiornati i flash di agenzia (giornalistica) sulle ultime notizie dal Mondo e dall'Italia. Si tratta di estratti e brevi comunicati e quindi per avere degli approfondimenti si rimanda ai siti originali delle notizie riportate.

Ovviamente, gli argomenti riportati e sottoelencati sono inerenti alla Geologia, Paleontologia, Climatologia, ambiente, animali, ecc.: insomma, temi riguardanti le tematiche di questo sito. Possono esserci anche notizie un po "strane" (intese come anomalie) e/o riguardanti altre discipline scientifiche ma con riflessi su quella Geologica.

Buone letture

 


 

2006, Un canale di pace per la guerra dell'acqua: Unirà Mar Rosso e Mar Morto. Grande opera di ingegneria e diplomazia

Flash giornalistici in campo geologico
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 06-10-2009 at 9:35 AM
News & simili dal Mondo >> Flash giornalistici in campo geologico

7/12/2006 da La Repubblica
* L'ufficiale inglese William Allen propose nel 1855 di aprire una serie di canali tra il Mediterraneo e il Mar Morto e tra il Mar Rosso e il Mar Morto. Obiettivo: facilitare i collegamenti con l'India
* Theodore Herzl, fondatore del sionismo, pensò di sfruttare i 400 metri di dislivello fra Mediterraneo e Mar Morto per produrre elettricità. L'idea nel romanzo del 1902 "Altneuland"
* La crisi petrolifera del '73 riporta in primo piano il problema dell'energia. Si torna all'idea di realizzare un canale tra Mediterraneo e Mar Morto per produrre elettricità
* Tra maggio e luglio del 2005 Giordania, Israele e Autorità Palestinese, con il supporto economico della World Bank, danno il via al piano attuale per collegare il Mar Rosso al Mar Morto

ELENA DUSI
INFINE, si getteranno in un Mar Morto ormai ridotto all'agonia. In trent'anni il livello del lago più salato del mondo si è abbassato di 25 metri. Nell'ultimo secolo la sua superficie si è ridotta di un terzo. A fronte dei due miliardi di metri cubi di acqua che evaporano ogni anno, l'apporto del Giordano rappresenta una goccia dell'oceano. L'unico immissario e ormai ridotto a un rigagnolo, spolpato a monte da dighe e prelievi per irrigare i campi. I più vecchi impianti balneari di Ein Cedi, in Israele, si trovano ormai a un chilometro dalla riva. Continuando di questo passo il Mar Morto sarà prosciugato nel 2050.
Domenica sulle rive del lago salato, il "canale dei due mari" (già ribattezzato "canale della pace") riceverà il suo imprimatur. I rappresentanti di Giordania, Israele e Autorità Palestinese si incontreranno per dare il via al piano di fattibilità del progetto. I finanziamenti, raccolti dalla World Bank, ammontano a 15,5 milioni di dollari per lo studio preliminare, ma dovranno raggiungere i 3 miliardi nei 5 anni previsti per il completamento dei lavori. «L’appuntamento è previsto per domenica. Rappresentanti della Giordania, di Israele e dell'Autorità Palestinese si incontreranno con i responsabili de World Bank e i delegati u. paesi donatori. Un anno dopo esserci messi d'accordo sul progetto, è il momento di fissare le tappe per la sua realizzazione» ha dichiarato il portavoce del ministero delle risorse idriche giordano, Adnan Zohby. L'acqua del Mar Rosso, trattata con un impianto di desalinizzazione, verrà ripartita tra i tre paesi sia per dar da bere alla popolazione che per irrigare i campi, sedando in parte quella "guerra dell'acqua" che in maniera latente contribuisce a esacerbare i rapporti fra lo stato ebraico e i suoi vicini.
Per quanto riguarda il Mar Morto, l'obiettivo è recuperare una decina dimetri di altezza alle sue rive asciutte, anche se l'innesto del "canale della pace" farà precipitare la salinità dal suo livello record del 26 per cento fino al 3 per cento caratteristico delle acque marine. Un brutto colpo per le industrie del potassio e del turismo legato a fanghi e prodotti di bellezza, cui farà da contraltare il ritorno della fauna e degli uccelli migratori che da qualche anno hanno iniziato a disertare lo specchio d'acqua. La vera incognita del progetto rimane comunque la diplomazia. Solo quattro anni fa il "canale della pace" venne bloccato dall'opposizione delle altre capitali mediorientali, secondo cui ogni forma di cooperazione tra Israele e gli stati arabi doveva essere bandita.
  • Sarà lungo 180km: Correrà per metà del tragitto sotto terra, in un tunnel di 7 metri di diametro
  • Un impianto di desalinizzazione sarà costruito a Zafi, in Giordania: Fornirà 800-850 milioni di metri cubi di acqua desalinizzata all'anno
  • Riporterà il mar morto a -400 metri sotto al livello del mare
  • Costerà 15,5 milioni di dollari e per costruirlo occorreranno 5 anni

2007, Fa passi avanti il progetto per un canale tra Mar Rosso e Mar Morto: Anche imprese italiane saranno probabilmente coinvolte nella grande opera di ingegneria idraulica destinata a salvare il mare interno dal prosciugamento totale
Dopo Israele anche la Giordania ha chiesto l'impegno dell'Italia per la realizzazione dell'imponente progetto di un canale che unisca il mar Rosso con il mar Morto, salvando quest'ultimo da una morte certa, fornendo acqua ed energia ad Israele, Giordania e Autorità Nazionale Palestinese (Anp), favorendo concretamente un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e forse dando una mano anche alla pace.
E l'Italia è pronta a partecipare a questa gigantesca opera con aiuti, tecnologia e, naturalmente, imprese italiane. E' quanto è emerso a margine della visita del premier Romano Prodi in Giordania: la volontà delle autorità giordane di procedere a ritmi serrati alla chiusura di uno studio di fattibilità ed ad uno di impatto ambientale ha preso infatti buona parte della discussione tra il premier ed il primo ministro Marouf al Bakhit. Immediata la replica di Prodi alle aperture di Amman: ''è un progetto molto importante al quale l'Italia è pronta a collaborare'', ha assicurato. Il progetto non è nuovo, ma dopo anni di perplessità sta incontrando la volontà politica di Giordania ed Israele. Poco tempo fa, spiegano fonti diplomatiche, lo stesso Peres chiese espressamente a Prodi di fornire aiuto e collaborazione al progetto. Da tempo comunque le imprese italiane sono già in lizza per partecipare ad una torta dai risvolti etici, ma decisamente ricca: solo lo studio di fattibilità del progetto è stimato in 15 milioni di euro. Ben più imponenti sono le cifre stimate per la realizzazione dell'opera: si parla di 20-24 miliardi di dollari. In pole position ci sono anche società italiane che, già presenti in una lista di aziende scelte, potrebbero dividersi l'affare con società canadesi, statunitensi, francesi e tedesche.
Il canale dovrebbe partire da Aqaba sul Mar Rosso ed arrivare al Mar Morto con un percorso di 200 chilometri lungo il confine israeliano con la Giordania. Il Mar Morto è moribondo e si calcola che il suo livello si stia abbassando di un metro l'anno. La realizzazione del canale dovrebbe essere accompagnata da impianti di desalinizzazione che potrebbero risolvere le gravissime carenze idriche dell'area. Carenze che sono fonte di grande instabilità politica e tensioni regionali. Non dovrebbe mancare anche una grande centrale idroelettrica che, sfruttando il dislivello tra i due mari, potrebbe produrre 850 milioni di metri cubi di acqua potabile da dividere tra Israele, Giordania e palestinesi. Confermata la volontà politica di Israele e Giordania restano margini di incertezza sui rischi di impatto ambientale: un tema questo molto sentito dalla popolazione israeliana. Ma un giorno il Mar Rosso potrebbe davvero ridare vita al Mar Morto.
14 settembre 2007 link

Back
Ungrouped links
punto nullo
Cerca
login
User:
Pass:
Valid HTML 4.01!
Valid CSS!
Tutti i diritti su loghi e contenuti sono riservati: © 2005-2008 Gabriele Ponzoni p.iva 01798371207 info: info@exploratetide.com