Un interessante sito astronomico in cui è possibile trovare il significato su molti termini usati in tale ambito.
15.05.2006 Contiene circa un milione di galassie la nuova mappa tridimensionale del cosmo realizzata da un gruppo internazionale di astronomi. L’atlante confermerebbe in modo evidente la presenza della materia oscura e dell’energia oscura che secondo gli studi cosmologici più recenti riempirebbero l’universo rendendo conto della maggior parte della sua massa. Misurando la posizione delle galassie, infatti, gli astronomi possono rivelare il bilanciamento delle forze che governano il nostro universo: la forza di gravità, che attrae tra di loro due oggetti qualunque, e il moto di espansione dell’universo che si oppone a questa attrazione. “Ora – ha dichiarato Ofer Lahav, che ha partecipato allo studio per conto dello University College di Londra – abbiamo una visione molto precisa di come è costituito l’universo, ma solo un’idea del perché è fatto proprio così. Rimane il mistero del perché la materia ordinaria che costituisce il nostro corpo e tutta la realtà con cui entriamo in contatto quotidianamente sia solo una piccola percentuale di quella contenuta complessivamente nel cosmo.” L’atlante è il frutto di una nuova tecnica di intelligenza artificiale sviluppata presso l’Università di Cambridge. Utilizzando stime molto accurate delle distanze di circa 10.000 galassie, si è riusciti a ricavare un algoritmo al computer con cui sono state stimate con sufficiente accuratezza le distanze di un numero di galassie decisamente superiore, pari a circa un milione. Di queste, era nota la posizione bidimensionale e il colore grazie allo Sloan Digital Survey, l’altro grande progetto di mappatura delle galassie. La chiave di questa nuova ricerca consiste nell’evitare di ricavare il completo spettro di radiazione di ogni galassia, limitandosi a una speciale classe, quella delle galassie rosse luminose, il cui colore intrinseco è noto. È cosi possibile misurare immediatamente la distorsione di colore dovuta a redshift, e di conseguenza anche la distanza della galassia. © 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.
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