In questa sezione si cercherà di tenere aggiornati i flash di agenzia (giornalistica) sulle ultime notizie dal Mondo e dall'Italia. Si tratta di estratti e brevi comunicati e quindi per avere degli approfondimenti si rimanda ai siti originali delle notizie riportate.
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Buone letture 
La nave Oriskany, usata in Vietnam, a picco nel Golfo del Messico. Esultano gli ambientalisti
WASHINGTON - Da strumento di morte, quando dal suo ponte partivano i raid della guerra del Vietnam, a santuario di pace per coralli e pesci del Golfo del Messico: la portaerei Oriskany, una delle unità storiche della U.S. Navy, è stata affondata oggi, a circa 40 chilometri al largo di Pensacola, sulla costa occidentale della Florida. Ad assistere al rito, largamente annunciato, erano presenti sui moli oltre 400 reduci che avevano prestato servizio sulla portaerei affondata e autorità della marina statunitense. Molti gli spettatori che hanno assistito all'evento dal mare avvicinandosi con barche private fino ai limiti delle distanze di sicurezza imposte dalla guardia costiera. La nave, 32.000 tonnellate di stazza e 270 metri di lunghezza, ha impiegato circa cinque ore ad adagiarsi sul fondale del Golfo del Messico, profondo in quel punto circa 70 metri, dopo l'esplosione di 22 cariche per circa 250 chili complessivi d'esplosivo. La 'Mighty O', la 'Possente O', com'era chiamata negli anni d'oro, fu varata nel 1945, ma non fece in tempo a partecipare alla Seconda Guerra Mondiale: entrò in azione solo cinque anni dopo, al tempo della Guerra di Corea, e fu poi impiegata dal presidente John F. Kennedy nella crisi dei missili di Cuba, nel 1962, il momento culminante della Guerra Fredda, quando l'incubo del conflitto nucleare fu più vicino che mai. La Oriskany fo poi protagonista di diverse missioni al largo del Vietnam: dal suo ponte, partirono centinaia di raid. Il senatore John McCain, oggi uno degli uomini più in vista del partito repubblicano, potenziale candidato alla nomination alla Casa Bianca nelle presidenziali 2008, era uno dei piloti dell'aviazione della marina in servizio sulla portaerei. In una missione, il suo aereo fu abbattuto da fuoco amico e lui, eiettatosi, fu fatto prigioniero, rimanendo per quasi sette anni nelle mani dei Vietcong. "E' la fine di un'epoca ed un nuovo inizio", ha scritto online il giornale locale 'Pensacola News Journal': il relitto è destinato a trasformarsi rapidamente nella più grande barriera corallina artificiale mai creata, avviando l'attuazione di un programma di rincoversione delle navi da guerra non più in servizio. Le intenzioni dei promotori non sono solo ambientalistiche, ma anche di promozione del turismo nell'area. La portaerei diventerà, infatti, luogo di attrazione per pescatori e fotografi subacquei da tutto il mondo per la ricchezza e la varietà di fauna e flora che dovrebbe rapidamente accogliere. Con una capienza d'acqua stimata attorno i 45 milioni di litri, la Oriskany è pronta a creare nuovi suggestivi scenari sottomarini. L'iniziativa pro barriera corallina segue di poco l'annuncio che per la prima volta le due specie di coralli 'corna d'alce' e 'corna i cervo' sono state inserite nella lista federale degli Stati Uniti come specie minacciate. I due coralli avrebbero sofferto dell'accresciuta violenza degli uragani e dell'azione dell'uomo: la portaerei affondata offrirà, forse, loro maggiore protezione. Lo scorso febbraio, l'Agenzia federale Usa per la protezione dell'ambiente (Epa) aveva attestato che, nonostante non siano stati smaltiti 317 chili di materiali residui potenzialmente dannosi (Pcb) presenti sull'Oriskany, il relitto non presenta rischi per l'ambiente marino. I Pcb sono prodotti molto tossici che non sono più usati, ma che erano usati nella composizione dei solventi e dei fluidi isolanti per i trasformatori elettrici. La loro presenza sul relitto affondato poteva suscitare proteste da parte degli ambientalisti. Le autorità locali erano pronte ad affrontare azioni di boicottaggio, di cui, però, non s'è avuta notizia.
(18 maggio 2006) Dal sito OnLine di Repubblica
La portaerei della Crisi di Cuba salverà i coralli Alla fine della sua vita operativa, in cui è stata impiegata anche nella guerra del VietNam, la grande nave sarà affondata per favorire la difesa della barriera corallina
La portaerei Oriskany, una delle unità navali impiegate dal presidente Usa John Kennedy nella crisi dei missili di Cuba, è partita nei giorni scorsi per il suo ultimo viaggio: sarà affondata nel Golfo del Messico per salvare la barriera corallina. Centinaia di ex marinai della Navy hanno dato l'addio alla Oriskany sui moli di Pensacola in Florida. La nave, in disarmo dal 1976, è stata trainata dai rimorchiatori sul luogo della sua missione finale: lì sarà minata per aprire della falle nello scafo e quindi affondare poi lentamente sul fondo dell'oceano. A quel punto la "Mighty O", come era stata soprannominata nei suoi anni d'oro, diventerà a una settantina di metri di profondità il più grande elemento di barriera corallina artificiale. Le intenzioni dei promotori, che hanno subito un ritardo di due anni a causa dei numerosi uragani che si sono abbattuti sulla Florida, non sono però soltanto ambientalistiche. Il relitto affondato dovrebbe infatti costituire un'attrazione per pescatori e fotografi subacquei da tutto il mondo per la ricchezza e la varietà di fauna e flora che dovrebbe rapidamente accogliere. L'affondamento della nave, entrata in servizio nel 1950, è stata l'occasione per ricordarne gli uomini che vi prestarono servizio: 32 piloti dell'aeronautica della Navy perirono in missioni sul Vietnam compiute partendo dalla Oriskany e due sono ancora considerati dispersi. Tra i top gun della Marina che si levarono in volo dalla Oriskany ci fu anche il senatore John McCain che venne anche lui abbattuto ma salvò la pelle dopo anni di prigionia nelle mani del Vietnam del Nord: una sorte condivisa con altri undici piloti decollati dalla portaerei. L'iniziativa "pro barriera corallina" ha coinciso con l'annuncio che per la prima volta due specie di coralli sono state poste sulla lista federale degli Stati Uniti delle specie minacciate, dopo che s'è accertato che stanno scomparendo nelle acque della Florida e dei Caraibi: sarebbero diminuiti del 97% in pochi anni. Le specie "minacciate" sono considerate in condizioni meno drammatiche di quelle "in pericolo". I due coralli, che hanno i nomi popolari di "corna d'alce" e "corna di cervo", avrebbero sofferto dell'accresciuta violenza degli uragani, ma avrebbero anche patito l'azione dell'uomo. 22 maggio 2006 da Newton OnLine
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