In questa sezione sono stati raccolti tutti gli articoli inerenti frane e dissesto Idrogeologico raccolti su giornali, internet, ecc. con l'intento di fornire una panoramica aggiornata su tale questione. Sono presenti, inoltre, anche brevi comunicati flash provenienti dalle agenzie giornalistiche. Buone Letture
Bastarono solo tre giorni di pioggia battente nel Nord e nel Centro Italia. Molti fiumi strariparono e una terribile alluvione si abbatté su molte città situate sul mare e ai margini dei grandi corsi d’acqua, prima fra tutte Firenze, ma anche Trento, Siena e Venezia. In piazza San Marco, che si trova a circa 50 cm sul livello medio del mare, l’acqua raggiunse l’altezza di 150 cm. La città, isolata e assediata dall’acqua per quasi 24 ore, fu del tutto impreparata ad affrontare l’anomalo allagamento.
Con i mezzi di previsione meteorologica disponibili oggi, l'alluvione di Venezia del 4 novembre 1966 avrebbe provocato danni, umani e materiali, meno ingenti, poiché fin da sei giorni prima si avrebbe avuto sentore dell’approssimarsi dell’evento. A quarant’anni di distanza da quella marea eccezionale ci si interroga su come siano andate veramente le cose nella Laguna veneta e ci si chiede quali probabilità ci siano che un fenomeno di tale portata possa ripetersi. L’Istituto di Scienze Marine (Ismar) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Venezia ha presentato i risultati di una ricerca effettuata per illustrare, tra l’altro, la criticità di quella situazione e cosa sarebbe potuto succedere qualora l’evento avesse avuto un sia pur limitato spostamento temporale. "Il fatto notevole è che l’inondazione di Venezia avrebbe potuto essere molto più tragica se non vi fosse stata la situazione favorevole di una marea astronomica negativa. Se l’evento meteorologico fosse avvenuto cinque ore prima, in fase con il massimo di marea astronomica, il livello totale raggiunto a Venezia sarebbe stato non di 1,94 metri (dato registrato sul livello medio del mare) ma di circa 2,30 metri", spiega Luigi Cavaleri, direttore dell’Ismar-Cnr. La rianalisi della storia meteorologica degli ultimi 45 anni (1957-2002), completata presso il Centro Meteorologico Europeo (ECMWF, Reading, Gran Bretagna), ha permesso all’Ismar di analizzare i dati del passato con i mezzi moderni (modelli numerici e calcolatori), fornendo una visione, in particolare del 4 novembre 1966, molto più chiara e dettagliata di quanto disponibile all’epoca. I risultati concernono sia il livello di marea sia le altezze d’onda nel nord Adriatico e i calcoli indicano che furono raggiunti valori superiori agli 8 metri (con singole onde fino a 14-16 m di altezza). Il centro storico veneziano e le isole si ritrovarono sommerse da più di mezzo metro d’acqua, con conseguenti gravi danni al patrimonio artistico, mentre il mare dilagava nell’intero litorale per un fronte di oltre tre chilometri. L’isola di Pellestrina subì l’evacuazione di più di duemila persone, e nella stessa Venezia oltre milleduecento persone furono costrette ad abbandonare le abitazioni. Oltre il settantacinque per cento delle attività commerciali e artigiane venne seriamente danneggiato e migliaia di tonnellate di merci e materiale divennero inutilizzabili, per un totale di danni che ammontò a circa quaranta miliardi di lire. "Eventi meteorologici devastanti di questa portata avvengono in media ogni 100-150 anni, ma tenendo conto dell’aumento del livello medio del mare, stimato attualmente in circa 3 mm l’anno, i 194 cm raggiunti nel 1966 a Venezia diventeranno sempre meno un fenomeno unico", conclude Cavaleri. Certo è che, data l’attuale enorme disponibilità di dati meteo-oceanografici (satelliti, stazioni meteo, navi, aerei), oggi è lecito aspettarsi una maggiore prevedibilità di questi fenomeni. Una verifica ulteriore di queste migliorate capacità previsionali è stata fatta per l’alluvione del 22 dicembre 1979 (seconda acqua alta storica a Venezia) e anche in questo caso è risultata una predicibilità estesa fino al quinto e sesto giorno prima dell’evento.
10 novembre 2006 dal sito del Corriere della Sera http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2006/11_Novembre/6/acqua_alta.shtml
Back|
| India: lo scienziato che crea i ghiacciaiRaccogliere l'acqua di scioglimento in bacini artificiali posti nelle valli all'ombra, quelle che non ricevono mai i raggi del sole. Ecco cos'ha escogitato un ingegnere indiano in pensione per contrastare la scomparsa dei ghiacciai himalayani | | tempesta atlantica sull'Europa occidentale causa 58 morti | | Treno deraglia a Merano. «Sette morti»I soccorritori: 30 feriti, possibili altre vittime
(12 aprile 2010) | | Inondazioni in Brasile, mille dispersi
22 giugno 2010 | | 2010 estate Pakistan: 1300 vittime dell’alluvione, monta la rabbia contro il governo | | Guatemala, almeno 42 morti e decine di dispersi sotto una valanga di fango
| | Monte Bianco: sacca d’acqua rischia di esplodere sotto il ghiacciaio | | Sett 2010: Esondato il fiume Dragone. L'acqua ha allagato un bar. Il sindaco: «Un finimondo»se si vuole prevedere forse si vedono anche altre cose ed elementi urbani che non ci dovrebbero essere in quei posti! | | Un altro smottamento in Colombia seppellisce una trentina di persone
| | Il tifone scioglie la montagna: 19 turisti dispersiDiciannove turisti risultano dispersi su una strada di montagna di Taiwan che si è letteralmente “sciolta” a causa delle violentissime piogge provocate dal tifone Megi che imperversa sull’isola. | | Frane e alluvioni, allarme dei geologi
Il dato è tratto dal primo "Rapporto sullo stato del territorio italiano" realizzato dal centro studi del Consiglio nazionale dei Geologi (Cng), in collaborazione con il Cresme. Quanto al rischio sismico, riguarda il 50% del territorio e l'89% dei comuni. Un dissesto costato oltre 213 miliardi di euro dal dopoguerra a oggi | | La minaccia del Monte Bianco: ecco la caverna glaciale della Tête Rouse | | 2010 Thailandia sottacqua: 56 mortiBangkok si prepara alla piena: L'antica capitale Ayutthaya è completamente allagata. Colpite 2,8 milioni di persone nel nord-est del Paese
| | Ambiente, la scure del governo tagliato un miliardo di euro
Rapporto Wwf: i fondi ridotti del 60 per cento in tre anni. La legge di stabilità sancisce l'agonia del ministero: la penalizzazione più pesante mentre aumenta il degrado del territorio | | 2010 In grave pericolo oltre 5mila municipi, ma a svolgere azioni di mitigazione e prevenzione è solo il 22%" | | Cemento e burocrazia: La minaccia dei fiumi
Perché è meglio l'emergenza anziché la manutenzione? Rinviare gli interventi ci ha fatto almeno risparmiare? C'è stato un beneficio per le casse pubbliche ai vari livelli?
Il Bacchiglione, metafora dei disastri annunciati | | Le vittime sono una ventina, un milione di persone colpito dalle alluvioni | | Karakorum: alluvione lampo distrugge un villaggio | | Monte Bianco, frana la parete ovest delle Aiguilles du Dru
|
|