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2007, Asteroidi più pericolosi per la Terra con il «motore» solare naturale

Meteoriti, comete e asteroidi
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 05-25-2011 at 9:59 AM
Sistema Solare >> Meteoriti, comete e asteroidi

La scoperta importante in previsione di una difesa attiva

Gli asteroidi hanno una specie di motore naturale, alimentato dall’energia solare, che può deviarli dalla loro orbita, a dispetto della legge di gravità, e magari farli avvicinare pericolosamente alla Terra più di quanto sia legittimo prevedere. La prova di questo fenomeno, sospettato da lungo tempo, è arrivata dopo una serie di minuziose osservazioni su alcuni piccoli asteroidi -condotte indipendentemente da gruppi di scienziati americani e europei- e ora pubblicate sulle riviste Science e Nature. «E la prima volta che riusciamo a evidenziare il fenomeno, battezzato "YORP" dalle iniziali dei quattro scienziati che l’avevano ipotizzato anni fa, grazie alle osservazioni che abbiamo effettuato sul piccolo asteroide 2000 PH5 di appena cento metri di diametro, dotato di un movimento rotatorio attorno al proprio asse», spiega Stephen Lowry, della Queen’s University di Belfast. All’origine dell’effetto YORP ci sono i raggi solari che illuminano l’asteroide, riscaldandolo in maniera disomogenea, in funzione delle caratteristiche chimiche e fisiche della sua superficie.
COME FUNZIONA - La radiazione riflessa dall’asteroide verso il gelido spazio interplanetario, conferisce un piccolo impulso al corpo che, nel corso degli anni, può essere tanto rilevante da alterare le sue caratteristiche rotazionali e anche la stessa orbita. Nel caso di ‘2000 PH5’, che compie giro su se stesso ogni 12 minuti, l’effetto YORP sta rallentando la rotazione di una piccolissima quantità: un millisecondo l’anno. «Ma in altri casi l’effetto può essere di accelerazione, al punto che l’asteroide comincia a girare così velocemente su se stesso da spezzarsi in due o più parti», aggiunge Mikko Kaasalainen, dell’Università di Helsinki, che ha studiato lo stesso fenomeno sull’asteroide 1862 Apollo, notando che un pezzo si è già staccato e ora orbita attorno al corpo come una piccolissima luna. Effetti di questo tipo portano gli specialisti a diffidare dell’avvicinamento di asteroidi come Apophis, che nel 2036 si porterà a poche decine di migliaia di km dal nostro pianeta. Infatti, anche se oggi questa appare una ‘distanza di sicurezza’ e le probabilità di un impatto con la Terra sono remote (attualmente c’è una sola probabilità su 45.000 che si verifichi il temuto impatto), c’è sempre il rischio che nei prossimi anni la situazione possa peggiorare a causa di una "spinta" non gravitazionale dovuta al piccolo ma insidioso effetto YORP. L’osservazione di 2000 PH5 –tengono a sottolineare altri due studiosi, Jean-Luc Margot e Patrick Taylor della Cornell University (Ithaca, New York)–- è stata fatta con il grande radiotelescopio di Arecibo, Portorico, e ci ha permesso di ricostruire la strana forma (che ricorda un dente molare) e la dinamica del piccolo corpo celeste.
Franco Foresta Martin, 08 marzo 2007, dal Corriere della Sera
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/03_Marzo/08/asteroidi.shtml

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