Un po di notizie particolari in ambiti "misti".

Immagini tratte da un mio viaggio in Egitto
Gli architetti che nel corso dei secoli edificarono Angkor, la più vasta "città d'acqua" di epoca medioevale, prepararono involontariamente il collasso ambientale che avrebbe portato alla rovina la loro creatura. Lo sostiene un gruppo di ricercatori della University Of New South Wales in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Science, con cui sostiene un'ipotesi avanzata già cinquant'anni fa dall'archeologo francese Bernard-Philippe Groslier. Secondo Groslier la vastissima rete di strade, canali e laghetti artificiali che si andò sempre più infittendo fra il IX e il XVI secolo finì per diventare ingestibile. Egli riteneva che l'immensa opera di disboscamento operata per creare i campi di riso necessari a fornire il sostentamento per il milione di persone che viveva nei dintorni di Angkor avesse finito per provocare un dissesto idrogeologico gravissimo. La tesi di Groslier era stata oggetto di forti critiche, in quanto - osservavano i suoi detrattori - priva di riscontri oggettivi. Ora i ricercatori diretti da Tony Milne hanno studiato un'area di circa tremila chilometri quadrati attorno alla città di Angkor ricorrendo alle più moderne tecniche di fotografia aerea e di rilevazione radar ad alta risoluzione del terreno sottostante, e confrontando i dati così ottenuti con quelli relativi allo stato attuale del territorio e quelli provenienti da una ampia serie di scavi archeologici."Gli strumenti che abbiamo utilizzato sono in grado di produrre immagini ad alta risoluzione di strutture superficiali alte solo 20 centimetri e di distinguere differenze sottilissime relative alla vegetazione presente al suolo e all'umidità del terreno", ha spiegato Milne. I ricercatori hanno in particolare scoperto oltre mille laghetti artificiali e 74 nuovi siti archeologici con templi, rilevando che queste rovine coprono complessivamente un'area di ben mille chilometri quadrati. (gg) (14 settembre 2007) © 1999 - 2007 Le Scienze S.p.A. http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Angkor,_vittima_della_sua_complessita/1313185
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