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2007, Danni agricoli da riscaldamento globale (studio interessante)

Modelli
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 04-03-2008 at 4:04 PM
Modelli e previsioni future >> Modelli

Dai dati della FAO
Negli ultimi due decenni, l’innalzamento delle temperature ha causato perdite annuali di circa 40 milioni di tonnellate per le maggiori coltivazioni agricole del mondo, corrispondenti a un danno 55 miliardi di dollari. È quanto ha concluso una ricerca congiunta del Carnegie Institution e del Lawrence Livermore National Laboratory sulla base dei dati relativi al periodo 1981-2002 e alla coltivazione di orzo, grano e mais, che costituiscono la base alimentare di gran parte della popolazione del pianeta. "La maggior parte delle persone tendono a pensare che il cambiamento climatico influenzerà il futuro”, ha spiegato Christopher Field, coautore dell’articolo apparso sulla rivista ‘Environmental Research Letters’. "Ma questo studio mostra che il riscaldamento globale nei due decenni passati ha già avuto degli effetti tangibili sulla fornitura globale di cibo." Lo studio, il primo di questo tipo, ha preso in considerazione i dati disponibili presso la Food and Agriculture Organization (FAO) e li ha correlati con le temperature medie e le precipitazione delle maggiori regioni di coltivazione. I ricercatori hanno così trovato che in media per molti anni i raccolti hanno risposto negativamente alle temperature più calde, con le rese che sono diminuite del 3-5 per cento per ogni grado Fahrenheit di aumento (corrispondente a 5/9 di grado Celsius). In media, l’incremento delle temperature è stato di 0,7 °F (circa 0,4 °C) durante il periodo preso in considerazione. (fc)
(17 marzo 2007), link

RISCALDAMENTO GLOBALE MINACCIA COLTURE RISO
28/06/2004 - L'aumento di un grado fa calare la produzione del 10%
Washington, (Ap) - Il riso sfama nel mondo oltre tre miliardi di persone, ed è in assoluto il cereale più importante per l'umanità, specialmente nei Paesi asiatici. Preoccupa gli scienziati la scoperta che il riscaldamento globale della Terra sta minacciandone le colture, secondo quanto riferiscono i Proceedings of the Natyional Academy of the Sciences Usa. Secondo un rapporto dell'Istituto internazionale di ricerche sul riso, l'aumento medio di un grado delle temperature diurne, verificatosi negli ultimi dodici anni, ha comporta il rischio di una riduzione del raccolto di riso pari al dieci per cento. Una percentuale notevole, che crescerà proporzionalmente, secondo gli scienziati, col previsto procedere del riscaldamento globale. Secondo il dottor Kenneth G. Cassman dell'Università del Nebraska, che ha condotto la ricerca, il fenomeno potrebbe estendersi anche ad altre piante alimentari, provocando un grave rischio di carestie e di sbilanciamento dei prezzi dei prodotti destinati all'alimentazione di base.

Parassiti più voraci se aumenta la CO2
Il maggiore contenuto di carboidrati delle foglie, legato a una fotosintesi più efficiente, consente ai parassiti di vivere più a lungo e riprodursi maggiormente
Al crescere dei livelli di biossido di carbonio in atmosfera, le difese dei vegetali - o quantomeno della soia - dai parassiti diminuiscono. È quanto risulta da una ricerca condotta da biologi dell'Università dell'Illinois a Urban-Champaign, che ne riferiscono sull'ultimo numero dei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Gli elevati livelli di CO2 sembra infatti che finiscano per interferire con una componente chiave dei meccanismi di difesa della pianta dai parassiti che si nutrono delle sue foglie. "Attualmente la CO2 in atmosfera è pari a circa 380 parti per milione. All'inizio della Rivoluzione industriale era a 280 parti per milione, ed era su quei livelli da almeno 600.000 anni, forse da un milione", ha detto Evan DeLucia, che ha partecipato alla ricerca. Si prevede peraltro che i livelli di CO2 in atmosfera possano toccare le 550 parti per milione entro il 2050. Nello studio diretto da May Berenbaum, campi di piante di soia sono stati esposti a diversi livelli di concentrazione di CO2 e ozono. È noto che l'aumento di biossido di carbonio accelera la velocità di fotosintesi, facendo aumenta nelle foglie la proporzione di carboidrati rispetto alle sostanze azotate. I ricercatori intendevano scoprire se l'alterato rapporto carbonio/azoto influisse sull'aggressività dei parassiti che si nutrono delle piante, dato che in quelle condizioni le foglie avrebbero fornito, per unità, un apporto minore delle sostanze azotate di cui essi hanno bisogno. Dallo studio è risultato che le cose stanno effettivamente così e che le foglie venivano aggredite con maggiore veemenza da diversi parassiti, e in particolare dai bruchi di coleotteri, come la Popillia japonica e la Diabrotica virgifera. Il maggiore contenuto di carboidrati ha consentito inoltre un aumento della durata di vita degli adulti di tali parassiti, che si sono riprodotti in misura maggiore. I ricercatori, infine, hanno anche scoperto che gli elevati tassi di CO2 inibiscono la capacità della pianta di produrre acido jasmonico, uno stimolatore della crescita delle piante, che però interviene anche nella produzione di un inibitore delle proteasi che normalmente si accumula nelle foglie rendendone più difficile la digestione da parte dei parassiti. (gg)
(25 marzo 2008)© 1999 - 2008 Le Scienze S.p.A.


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