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2007, Il Mare dell’Est maggior assorbitore mondiale di anidride carbonica

Scoperte e Novità nel mondo del Clima
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 01-21-2008 at 12:58 PM
Articoli sul Clima >> Scoperte e Novità nel mondo del Clima

Un team di ricercatori della Università coreana POSTECH (Pohang University of Science and Technology), guidato dal prof. Kim Kitack della School of Environmental Science and Engineering ha scoperto le straordinarie proprietà assorbenti del Mare dell’Est per l’anidride carbonica, che risultano le maggiori a livello mondiale tra i diversi sistemi marini.
In ragione della temperatura superficiale particolarmente bassa durante il periodo invernale, l’anidride carbonica che entra in contatto con la superficie viene rapidamente trasferita in profondità (anche fino a -3.500 metri) dove viene facilmente assorbita. Inoltre il rapido smaltimento della CO2 è anche attribuibile alla presenza sulla superficie marina di una notevole quantità di fitoplancton che metabolizza il gas.
Si calcola che tutta la massa marina terrestre assorba circa un terzo dei 6-7 miliardi di tonnellate di CO2 prodotte ogni anno nel mondo. In particolare il Mare dell’Est, confermando una studio congiunto Russia-Corea-USA del 1999, risulta assorbire 80 moli di carbonio per metro quadrato (1 mole equivale a 12 grammi di carbonio), contro le 20-30 moli al metro quadrato dell’Oceano Pacifico e le 66-72 dell’Oceano Atlantico.
La capacità di assorbimento di anidride carbonica da parte del Mare dell’Est può anche trasformarsi in una risorsa per la fornitura di CO2: è stato infatti calcolato che la sua totale capacità di stoccaggio è dell’ordine di 800 milioni di tonnellate di gas in forma di ioni carbonato.
I risultati della ricerca, che saranno ulteriormente approfonditi da una nuova campagna sperimentale prevista per il prossimo mese di aprile, saranno pubblicati sulla rivista internazionale "Global Biogeochemical Cycles".
05 marzo 2007, dal sito online di Newton link
http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2007/03_Marzo/05/mare_est.shtml

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In questa sezione si è cercato di raggruppare tutti gli articoli e/o pubblicazioni che possono avere delle attinenze alle problematiche legate allo studio ed alle scoperte sul clima. Ogni tanto mi sono capitate per le mani anche alcune notizie curiose (a dir poco) e quindi perché togliergli la dignità di farle "gironzolare" in rete?


Maggio 2006:

Vi segnalo questo link,

in esso potete trovare le ultime elaborazioni, curate dall'ESA, in ambito degli incendi planetari visibili in contemporanea per tutto il mondo ... c'è da mettersi le mani nei capelli!!!!


Agosto 2006

Ed ecco un link che merita per approfondire o capire la teoria del caos (o dell'effetto farfalla) ... molto importante per comprendere alcune teorie legate al clima:


Gennaio 2007:

Per vedere l'andamento delle temperature nel Nord Atlantico

Per vedere l'andamento delle temperature nel mar Artico


Ipotesi di Mercer

Uno dei primi eminenti geologi a sollevare l'allarme sulla possibilità che il riscaldamento globale potesse dare il via ad un collasso della coltre glaciale antartica fu J.H.. Mercer della Ohio State University. Il ragionamento dello studioso nasce dalla considerazione che lo spesso strato di ghiaccio che ricopre grati parte dell'Antartide occidentale poggia su un substrato roccioso molto al di sotto del livello del mare pertanto l'americano ipotizzò come implicitamente questa coltre di ghiacci fosse assai instabile. Pertanto se l'effetto serra dovesse riscaldare la regione polare antartica la calotta glaciale galleggiante che circonda l'Antartide occidentale inizierebbe a scomparire. Di conseguenza privata di questo contrafforte, la coltre continentale si disintegrerebbe rapidamente provocando l'inondazione delle zone costiere di tutto il mondo.
Il disastroso scenario dipinto da Mercer era in gran parte teorico, ma egli faceva rilevare come la calotta glaciale dell'Antartide occidentale potesse di fatto essersi fusa almeno una volta in passato. Tra circa 110.000 e 130.000 anni fa la Terra sperimentò una storia climatica eccezionalmente simile a ciò che si è verificato negli ultimi 20.000 anni, ovvero un riscaldamento relativamente brusco dopo i rigori di una glaciazione. Quell'antico riscaldamento potrebbe avere portato a condizioni un poco più calde delle attuali. Molti geologi ritengono che il livello del mare di allora fosse circa cinque metri più elevato di quanto sia oggi: proprio la differenza che verrebbe prodotta dalla fusione della coltre glaciale dell'Antartide occidentale.


Con poche eccezioni, gli scienziati ritengono di avere stabilito un valore attendibile per il tasso del recente sollevamento del livello marino: 2 mm all'anno. Ma la questione fondamentale che ancora deve essere risolta è: questa tendenza è destinata a rimanere costante o il sollevamento accelererà in risposta al riscaldamento climatico? Per risolvere questo problema, i geologi hanno cercato di ricostruire le fluttuazioni de! livello del mare nel passato, avvenute in risposta a cambiamenti climatici.
Fairbariks, per esempio, ha studiato una specie di corallo che cresce In prossimità della superficie marina, particolarmente nei Caraibi. Facendo profondi sondaggi nelle scogliere coralline di Barbados e individuando antichi campioni di questa specie, egli e i suoi colleghi hanno potuto seguire l'innalzamento del livello del mare a partire dalla fine dell'ultima glaciazione, quando enormi quantità d'acqua erano ancora intrappolate nelle calotte glaciali polari e gli oceani erano circa 120 metri più bassi di quanto non siano oggi.
Anche se la documentazione ricavata dai coralli mostra episodi corrispondenti a una crescita del livello del mare anche di 2-3 centimetri all'anno, Fairbanks fa notare che questi valori si riferiscono a una situazione assai differente da quella attuale. A quei tempi, da 10.000 a 20.000 anni fa, le grandi coltri di ghiaccio che avevano ricoperto buona parte del Nord America e dell'Europa erano nel pieno della fusione e gli oceani stavano ricevendo immani quantità d'acqua da questi continenti. La documentazione più recente relativa al livello del mare indica una progressiva diminuzione del tasso di crescita, con una sostanziale stagnazione negli ultimissimi millenni. Quindi l'attuale regime climatologico sembrerebbe tendere a livelli del mare relativamente stabili.


Ma Joln B. Anderson della Rice Umversity non è d'accordo
Questo ricercatore sostiene che negli ultimi 10.000 anni, vi sono stati almeno tre episodi di rapido incremento del livello del mare, ma essi sono invisibili nella documentazione fornita dai coralli (utilizzati in altre ricerche per trovare prove di innalzamenti e/o abbassamenti del livello medio marino).
Il più recente episodio di improvviso innalzamento del livello del mare che Anderson riconosce avviene intorno al 2000 a.C..

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