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QN del 20/01/2007, di MASSIMO DEGLI ESPOSTI
- BOLOGNA -
E adesso, anche gli uragani in Europa...Dobbiamo ringraziare l'effetto serra e il surriscaldamento globale?
«Piano. Quello degli ultimi giorni non è stato esattamente un ciclone tropicale. Qui abbiamo avuto le consuete correnti atlantiche occidentali, rafforzate da una depressione particolarmente accentuata sulla Danimarca. La velocità del vento a 200 km orari è insolita, ma non eccezionale. Una ventina d'anni fa era successo qualcosa di analogo». Franco Prodi è il direttore dell'Isac, l'istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr. Proprio l'Isac sta terminando la più accurata analisi mai realizzata sul surriscaldamento in Italia e in Europa negli ultimi 200 anni. I primi risultati, pubblicati ieri sulla rivista «International Journal of Climatology», lasciano pochi dubbi: mediamente 1,7 gradi in più in Italia da inizio '800; 1,2 gradi in più negli ultimi cent'anni; 0,3 gradi in più dal 1985. Morale: il surriscaldamento accelera.
Quest'anno, in particolare, l'autunno è stato più caldo di 1,66 gradi rispetto alla media dell'ultimo trentennio e l'inverno probabilmente si chiuderà con 2 gradi più della la stessa media. Negli ultimi duecento anni sono diminuite le precipitazioni al Sud e sono aumentate quelle a nord delle Alpi. Abbiamo avuto più fenomeni temporaleschi e meno piogge prolungate; la pressione media è salita di 1,2 millibar.
Sconvolgente, professore...
«Un inverno altrettanto caldo, dovuto a un eccezionale blocco di alta pressione sul Mediterraneo, lo si era già avuto nel 1928. Quindi dobbiamo stare attenti a non confondere picchi anomali, ricorrenti ma ininfluenti sull'equilibrio ambientale, con più preoccupanti tendenze di lungo periodo. Il caldo e la siccità di quest'anno, così come la perturbazione Kyrill, sono semplici anomalie; all'interno, però, di una tendenza climatica che potrebbe renderle più accentuate e più frequenti». Non sembra molto
allarmato...Non crede alle previsioni catastrofiste?
«L'aumento della temperatura è un dato di fatto. Altrettanto certo è che le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera dovute all'attività umana sono un importante fattore di surriscaldamento. Detto questo, però, tanti altri fenomeni, dalla fisica delle nubi all'effetto aerosol prodotto dagli oceani e dai deserti, sono ancora in gran parte sconosciuti. Dunque, il futuro è imprevedibile»
Ma l'Onu e l'Unione europea hanno parlato chiaro...
«Attenzione. Tutte le previsioni fatte sugli attuali modelli matematici indicano un aumento della temperatura globale di qui al 2070 fra 1 e 7 gradi. Il margine è ampio...Nell'ipotesi peggiore, ma solo in quella, ci sta anche una catastrofe, il che giustifica l'allarme internazionale. Ma siamo ancora alle ipotesi».
Lei, insomma, crede alle misure suggerite per ridurre i gas serra?
«Come ho già detto, le emissioni di anidride carbonica dovute alla combustione di idrocarburi fossili sono uno dei fattori del surriscaldamento, quello che conosciamo meglio. Qualsiasi intervento per ridurle va bene, ma non basta a garantire con certezza l'arresto di un processo di surriscaldamento che potrebbe dipendere anche da altri fenomeni».
Indipendenti dall'azione umana? «Certo. Negli ultimi 4 milioni di anni è successo più volte, con variazioni dell'asse di rotazione terrestre o mutamenti dell'orbita che l'ha avvicinata al Sole. Mai però il surriscaldamento era stato così veloce, cioè decenni anziché millenni».
Uno scenario da film, come «The day after tomorrow»...
«Il film era un po' esagerato, ma sostanzialmente corretto. I fenomeni climatici, infatti, non sono lineari e le rotture degli equilibri possono provocare cambiamenti repentini e radicali. Nel film si ipotizzava l'arresto improvviso della corrente del Golfo con conseguente raffreddamento del Nord e desertificazione del Sud. E' tutto scientificamente plausibile, diciamo, in un centinaio d'anni».
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