In questa sezione si cercherà di tenere aggiornati i flash di agenzia (giornalistica) sulle ultime notizie dal Mondo e dall'Italia. Si tratta di estratti e brevi comunicati e quindi per avere degli approfondimenti si rimanda ai siti originali delle notizie riportate.
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Buone letture 
2007: L'orologio dell'Apocalisse |
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| Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 12-09-2008 at 3:31 PM |
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16.01.2007Domani 17 gennaio la lancetta dei minuti del cosiddetto “orologio dell’Apocalisse”, rimasta ferma dal febbraio 2002, verrà spostata in avanti di una tacca. L’evento avverrà contemporaneamente (alle 14,30, ora di Greenwich) a Washington, presso la sede della American Association for the Advancement of Science (AAAS) e a Londra, presso la sede della Royal Society. L’orologio dell’Apocalisse è gestito dal Bulletin of the Atomic Scientists, una rivista fondata nel 1945 da ricercatori dell’Università di Chicago che avevano lavorato al Progetto Manhattan e che erano divenuti sensibili al pericolo rappresentato dall’uso delle armi nucleari. Il Doomsday Clock, “l’orologio dell’Apocalisse” fu introdotto nel 1947 per fornire un’immagine semplice e significativa della situazione, ponendolo a sette minuti dalla mezzanotte, per poi spostarlo avanti o indietro in base agli eventi internazionali. Nel corso degli anni è divenuto un indicatore universalmente riconosciuto della vulnerabilità del mondo di fronte alla sfida posta dalle armi nucleari e da altre fonti di grave pericolo per il pianeta. La decisione di spostare la lancetta dell’orologio è stata presa dalla direzione della rivista dopo aver consultato un apposito gruppo di consulenti, del quale fanno parte 18 premi Nobel. Fra le ragioni che hanno portato alla decisione, vi sono: le ambizioni nucleari di Iran e Corea del Nord, la permanente insicurezza del materiale nucleare stoccato in Russia, il costante stato di allerta in cui vengono tenute ben 2000 delle 25.000 testate nucleari ancora detenute da Stati Uniti e Russia, l’aumento del fenomeno terroristico e anche le pressioni, conseguenti ai cambiamenti climatici in corso, per un’espansione del nucleare civile, che potrebbe riflettersi in un aumento del rischio di proliferazione delle armi nucleari. All’evento, presenzieranno Stephen Hawking, Kennette Benedict, direttore del Bulletin of Atomic Scientists, Martin Rees, presidente della Royal Society, Lawrence M. Krauss, della Case Western Reserve University e Thomas Pickering, condirettore dell’International Crisis Group (ICG), organizzazione indipendente nata nel 1995 che realizza attività di monitoraggio ed analisi per la prevenzione dei conflitti.© 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.
E la crisi finanziaria potrebbe aggravare la situazione La Fao: il mondo ha sempre più fame. I senza cibo sono 963 milioni Secondo l'ultimo rapporto, gli affamati sono quaranta milioni in più dell'anno scorso
ROMA - Cresce nel mondo il numero di quelli che hanno fame. I senza cibo del Pianeta, stando ai dati Fao, sono 963 milioni, 40 in più dell'anno scorso e 115 milioni in più rispetto al biennio 2003-2005. E l'attuale crisi finanziaria potrebbe aggravare ulteriormente la situazione. A lanciare l'allarme è l'ultimo rapporto sullo «Stato dell'insicurezza alimentare nel mondo (Sofi)» , che riporta i dati del 2007, aggiornati dall'agenzia Onu agli ultimi mesi di quest'anno e riportati nella conferenza stampa di lancio del documento, a testimoniare come la piaga della fame proceda inarrestabile e a ritmi sostenuti. LE CAUSE - Alla base del «drammatico quanto rapido» aumento del numero di affamati cronici nei Paesi del sud del mondo c'è l'impennata dei prezzi delle materie prime agricole, che ha fatto precipitare nell'insicurezza alimentare milioni di poveri e ridotto drasticamente la quantità e qualità del cibo a loro disposizione. «I prezzi dei principali cereali - si legge nel rapporto - sono calati di oltre il 50%o rispetto al picco raggiunto agli inizi del 2008 ma rimangono più alti del 20% rispetto all'ottobre 2006». «Bambini, donne in gravidanza e in allattamento sono molto a rischio - ha detto il direttore generale della Fao, Jaques Diouf - i disordini civili che si sono già verificati nei Paesi in via di sviluppo sono il segnale della disperazione causata dall'aumento dei prezzi alimentari. Gli effetti della crisi saranno più devastanti tra i poveri delle aree urbane e le donne-capo famiglia». La peggiore situazione si registra nell'Africa sub-sahariana, dove una persona su tre, vale a dire circa 236 milioni, soffre cronicamente la fame. GLI SCENARI - Secondo gli esperti Fao, comunque, l'alto prezzo delle derrate può diventare un'opportunità di sviluppo ed essere la chiave di volta per uscire dall'impasse e scongiurare l'ulteriore crescita di povertà prevista dagli economisti. Nel lungo periodo, infatti, l'aumento del costo del cibo può rappresentare un'occasione di sviluppo per i milioni di piccoli agricoltori poveri, può favorire l'espansione dei mercati regionali, creare nuovi posti di lavoro e rilanciare in modo sostenibile l'agricoltura del sud. Da qui, la duplice strategia, coerente e coordinata, su cui governi, Paesi donatori, Nazioni Unite, ong, società civile e settore privato devono «immediatamente» convogliare gli sforzi: da una parte rafforzare il settore agricolo e aiutare i piccoli produttori ad aumentare la produttività fornendo sementi, fertilizzanti e mangimi per animali, oltre a macchine agricole, infrastrutture e servizi essenziali. Dall'altra, avviare programmi di sicurezza e protezione sociale per le categorie più vulnerabili, così da garantire ai più poveri l'accesso al cibo. Solo così la battaglia per raggiungere entro il 2015 gli Obiettivi del Millennio non sarà stata vana. 09 dicembre 2008
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