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Punto Nullo Notizie brevi dal Mondo su tematiche ambientali e simili...

In questa sezione si cercherà di tenere aggiornati i flash di agenzia (giornalistica) sulle ultime notizie dal Mondo e dall'Italia. Si tratta di estratti e brevi comunicati e quindi per avere degli approfondimenti si rimanda ai siti originali delle notizie riportate.

Ovviamente, gli argomenti riportati e sottoelencati sono inerenti alla Geologia, Paleontologia, Climatologia, ambiente, animali, ecc.: insomma, temi riguardanti le tematiche di questo sito. Possono esserci anche notizie un po "strane" (intese come anomalie) e/o riguardanti altre discipline scientifiche ma con riflessi su quella Geologica.

Buone letture

 


 

2007, scoperta la foresta più antica

Ambiente e Animali
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 04-14-2008 at 11:56 AM
News & simili dal Mondo >> Ambiente e Animali

Scoperto l'albero preistorico che creò l'atmosfera di oggi
La scoperta, effettuata da un team di ricercatori americani, permesso di ricreare un ecosistema delle foreste primitive
Un'equipe internazionale di studiosi ha identificato per la prima volta una specie di albero che 385 milioni anni fa dominava il pianeta Terra e che ha giocato un ruolo cruciale nella creazione di un'atmosfera ricca di ossigeno. Secondo quanto hanno scoperto gli scienziati, dall'analisi di un fossile rinvenuto nello Stato di New York, i Wattieza, questo il nome degli alberi, ricoprivano porzioni enormi di terraferma 104 milioni di anni prima dell'arrivo dei dinosauri ed avrebbero preparato il terreno alle piante a foglia larga evolutesi dopo di loro.
Di un'altezza variabile tra gli 8 e i 12 metri, i Wattieza avevano un lungo tronco che culminava con un piccolo cespuglio di rami e foglie ed assorbivano enormi quantità di anidride carbonica, presente nell'atmosfera terrestre in concentrazioni altamente maggiori rispetto a quelle odierne. Piano piano che cresceva, l'albero perdeva i rami inferiori, che si accumulavano sul terreno fornendo cibo a millepiedi ed altri antichi artropodi.
Gli studiosi, che hanno pubblicato la loro ricerca su Nature, hanno esaminato due fossili - un tronco con radici ed un altro tronco con rami e foglie - trovati tra il 2004 ed il 2005 nella Schoharie County, (NY) ed hanno scoperto che si trattava della stessa specie di albero fossile rinvenuta nel 1870 a Gilboa, a 16 chilometri di distanza. La Foresta di Gilboa era stata scoperta nel 1870, ma nessuno prima d'ora era stato in grado di identificare di che specie di alberi si trattasse in quanto a fossilizzarsi era stato soltanto il tronco.
''E' stata una scoperta sensazionale che ci ha permesso di ricreare un ecosistema delle foreste primitive. I rami caduti dagli alberi si decomponevano, cibando gli insetti che vivevano sul suolo e dando inizio ad una catena alimentare. Questo è stato un momento cruciale della storia del pianeta. Le foreste hanno eliminato l'anidride carbonica, le temperature sono scese e le condizioni del pianeta sono diventate più simili a quella attual", ha dichiarato al Times Christopher Berry, uno studioso dell'università di Cardiff che ha condotto insieme ad altri scienziati le analisi sui fossili presso il New York State Museum.
04 maggio 2007 link articolo



Un gruppo internazionale di ricerca ha scoperto i resti della più antica foresta della Terra, risalente, secondo la datazione, a 385 milioni di anni fa
Ceppi di alberi fossilizzati furono scoperti dopo una rapida inondazione nei pressi di Gilboa, nello Stato di New York, più di un secolo fa. Tuttavia, finora nessuno poteva ricostruire con certezza l’aspetto degli alberi interi. Due anni fa, vennero trovati due fossili nei pressi di Gilboa, relativi ad alberi caduti su un fianco, con tronco e rami ancora praticamente intatti.
Ora il ricercatore americano Christopher Berry, della School of Earth, Ocean and Planetary Sciences dell’Università di Cardiff, è riuscito a identificare i tronchi come appartenenti al genere Wattieza, una pianta arborea simile alle pteridofite. Piccoli frammenti di Wattieza, sono già stati trovati in passato, ma non esistevano prove dirette delle dimensioni che tale vegetale poteva raggiungere. I nuovi campioni lasciano pensare che potesse arrivare ad almeno otto metri d altezza e formare così le prime foreste note che abbiano ricoperto la superficie terrestre.
“Si tratta – ha commentato Berry, che firma un articolo in proposito sulla rivista ‘Nature’ - di un ritrovamento eccezionale, che ha permesso di ricostruire l’aspetto di queste foreste primordiali. I rami degli alberi sono caduti al suolo e si sono decomposti, fornendo nuovo nutrimento per la catena alimentare. Fu anche un momento significativo della storia del pianeta. La nascita delle foreste portò alla rimozione di una grande quantità di biossido di carbonio dall’atmosfera. Ciò determinò un calo drastico delle temperature e la Terra cominciò ad assumere l’aspetto che ha attualmente.” (fc)
(19 aprile 2007) link articolo © 1999 - 2007 Le Scienze S.p.A.


L'abete rosso che ha 8.000 anni: E' l'albero più antico del mondo
di LUIGI BIGNAMI
ROMA - Ottomila anni fa, l'Europa era ancora quasi completamente coperta dai ghiacci dell'ultima glaciazione che era da poco terminata, ma qua e là alcune aree particolarmente battute dal sole davano modo alla vegetazione di conquistare propri spazi. In un angolo sperduto al confine tra la Svezia e la Norvegia semi di pecci, una conifera sempreverde, attecchivano tra le rocce. Da essi sarebbero nati rigogliosi alberi che sono sopravissuti fino ai nostri giorni. Uno di essi è stato recentemente datato da Leif Kullman, botanico all'università Umea (Svezia), che spiega: "Abbiamo trovato il gruppo di alberi nel centro della Svezia, in un luogo che solo per puro caso non è stato interessato dal taglio che interessa le foreste della regione. L'intento era quello di capire come quelle piante fossero in grado di resistere alle severe condizioni invernali dell'area. Tra gli studi eseguiti abbiamo fatto datare al carbonio 14 in un laboratorio specializzato di Miami (Florida) le radici più antiche di una delle piante. Con sorpresa abbiamo appreso che esse hanno un'età di 8.000 anni. La scoperta fa di questo albero, e probabilmente del gruppo a cui appartiene, il più antico organismo vivente oggi conosciuto".
Fino ad ora l'albero più antico noto ai botanici era "Matusalemme", un pino Bristlecone che vive vicino Las Vegas, sulle pendici della White Mountains, il quale ha un'età che si aggira attorno ai 5.000 anni. Altri alberi monumentali vecchi di migliaia di anni sono noti in Iran, dove un cipresso ha superato i 4.000 anni d'età, in Cile dove un'altra pianta simile ha compiuto i 3.600 anni. Alberi da 2-3.000 anni sono poi innumerevoli e presenti un po' in tutto il mondo. In Italia il censimento degli alberi monumentali è stato realizzato dal Corpo forestale dello Stato che ne ha individuati circa 150. Dal lavoro si scopre che l'albero più antico della nostra penisola vide gli uomini che costruirono i nuraghi sardi, con un'età che si aggira attorno ai 3.000 anni. Si tratta dell'oleastro di San Baltolu di Luras, in provincia di Sassari. Dal punto di vista scientifico si tratta di un Olea europaea oleaster, in altre parole un olivo selvatico. Un esemplare di 15 metri di altezza e 11 metri di circonferenza. E' stato datato contando gli anelli di accrescimento. Questo progenitore dell'ulivo è oggetto di ricerca, perché si sta tentando di clonarlo.
Al momento una cinquantina di piantine contengono nel loro Dna metà del patrimonio genetico dell'albero di San Baltolu e metà di una sua figlia di circa mille anni. Nel Parco dell'Etna, nel comune di Sant' Elfio, è nota l'esistenza del vecchissimo "Castagno dei cento cavalli". Avrebbe un'età compresa tra i 2 e i 3.000 anni, anche se alcune analisi sostengono che sarebbe ancora più antico dell'oleastro sardo.
Purtroppo molte piante monumentali sono state spostate in giardini di grandi ville, causandone, a volte, la morte. Fino a pochi anni fa, infatti, solo Marche, Alto Adige ed Emilia Romagna "proteggevano" gli alberi monumentali, ma proprio nel 2008 il Ministro delle politiche agricole e forestali, Paolo De Castro, otteneva l'approvazione, da parte della Commissione ambiente del Senato, della norma secondo la quale "Gli alberi monumentali saranno protetti dal Codice dei Beni Ambientali e Paesaggistici". Un passo fondamentale per proteggere alberi che per i veloci cambiamenti climatici in atto potrebbero risentire conseguenze, più gravi di tutte le avversità ambientali subite da millenni a questa parte.
(14 aprile 2008),  link articolo


2003, “Disboscata” la foresta più antica d'Europa.
Abbattuti alberi che hanno più di 100 anni. Varsavia: infettati da parassiti
Gli ecologisti: intervenga l'Europa, qui vivono gli ultimi bisonti europei

Da Il Corriere della Sera del 13/07/2003 (DAL NOSTRO CORRISPONDENTE)

MOSCA—E ' la più grande foresta d'Europa, la più antica, rimasta quasi uguale a come era nel XIII secolo. “E' la cosa più vicina al bacino pluviale amazzonico che abbiamo nel vecchio Continente” dice sicuro Pawel Sidlo della società polacca per la protezione degli uccelli. Belovezhskaja, come la chiamano i bielorussi, o Bialowieza, secondo i polacchi, si estende tra i due Paesi ex comunisti per 160 mila ettari. E ora è in pericolo. Attaccata da micidiali scarafaggi, secondo i due governi che hanno deciso di mettere mano alle seghe e abbattere tutti gli alberi infettati, quale che sia la loro età. Sotto il mirino invece proprio dei governi che vogliono fare quattrini con il legname, secondo gli ambientalisti polacchi e bielorussi che hanno lanciato un allarme internazionale. “E' un patrimonio di tutti e l'Unione Europea dovrebbe intervenire immediatamente per fermare lo scempio” afferma Stefan Jaki-miuk del WWF polacco. Ma cosa sta accadendo esattamente? La foresta è qualcosa di unico, tanto da essere protetta fin dal XV secolo. Nel 1921 venne dichiarata riserva naturale. Ci vivono gli ultimi 300 esemplari di bisonte europeo (gli Uri), assieme ad altre 58 specie di mammiferi, 227 di uccelli, 24 di pesci e 9 mila di insetti. Belovezhskaja è formata da piante che hanno una età media di oltre 100 anni. Principalmente querce (piante che hanno fino a 600 anni) e conifere (pini di 350 anni e abeti di 250). Un luogo eccezionale che ci proietta nel passato, alla fine del Medio Evo. Il nome Belovezhskaja è diventato ancora più famoso nel 1991, quando i leader di Russia, Bielorussia e Ucraina si ritrovarono in una dacia di Stato e si misero d'accordo per sciogliere l'Unione Sovietica. Il fatto certo avvenuto ultimamente è che molti alberi sono stati attaccati da un parassita, lo scarafaggio della corteccia (ips tipografìcus) . A migliaia attaccano una pianta alla volta, la fanno morire e poi passano a quella vicino. In Polonia è stato approvato un nuovo piano di gestione del parco che consente per la prima volta di abbattere anche piante che abbiano più di un secolo di vita. E da allora parecchi alberi sono caduti sotto le seghe dei boscaioli. Invece, sostengono gli ambientalisti, bisognerebbe portare nella foresta alberi tagliati altrove per attirare gli insetti. Poi trasportare via questi tronchi ormai infettati e bruciarli. Lo stesso direttore del parco, Jerzy Popiel, ha attaccato la decisione del suo governo: “E' una vergogna”, ha dichiarato alla Bbc. “Il ministro — ha aggiunto — non mi ha nemmeno consultato”. La situazione sarebbe ancora più drammatica in Bielorussia, dove dal 1994 il parco è sotto l'amministrazione del presidente-dittatore Aleksandr Lukashenko. Dice l'ambientalista Georgi] Kosulko: “Come prima cosa tagliarono 15 piante all'ingresso perché impedivano ai turisti di individuare un chiosco per le bibite. Poi hanno comprato dalla Germania macchinari per un milione e mezzo di dollari per tagliare il legname”. Accusato numero uno è il nuovo direttore Nikolai Bambisa che viene dal Parco di Pripiel, diventato secondo gli ambientalisti una fabbrica di legname. Ma lui si difende e contrattacca: “Gli scienziati dicono che è l'unico modo per salvare la foresta da 32 milioni di insetti sopravvissuti al freddo dell'inverno”. E aggiunge amareggiato: “II mio bisnonno fu decorato dallo Zar come protettore delle foreste imperiali. E io vengo dipinto come un bandito del legname”.

Fabrizio Dragosei

  • Al centro - est della Polonia, al confine con la Bielorussia, a 190 chilometri nord est di Varsavia
  • Ci sono 59 specie di mammiferi tra cui gli ultimi 300 esemplari di bisonte europeo, il lupo grigio, la lontra, la lince, il castoro e l'alce
  • La foresta si estende per 160 mila ettari. Il cuore della foresta, 4.700 ettari, è Patrimonio dell'Unesco dal 1979

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