In questa sezione si cercherà di tenere aggiornati i flash di agenzia (giornalistica) sulle ultime notizie dal Mondo e dall'Italia. Si tratta di estratti e brevi comunicati e quindi per avere degli approfondimenti si rimanda ai siti originali delle notizie riportate.
Ovviamente, gli argomenti riportati e sottoelencati sono inerenti alla Geologia, Paleontologia, Climatologia, ambiente, animali, ecc.: insomma, temi riguardanti le tematiche di questo sito. Possono esserci anche notizie un po "strane" (intese come anomalie) e/o riguardanti altre discipline scientifiche ma con riflessi su quella Geologica.
Buone letture 
2007, La vita sotto l'Antartide Monitorato il fondo oceanico grazie a un veicolo telecomandato e dotato di telecamera Il 2007 è l'anno polare internazionale
Rimasta coperta per millenni, una porzione del fondo oceanico antartico è ora raggiungibile e rappresenta uno degli ecosistemi meno contaminati del mondo ed è stato studiato da un gruppo di 52 biologi marini tedeschi. Il collasso delle piattaforme di ghiaccio Larsen A, distaccatasi dalla terraferma nel 1995, e Larsen B, che ha subito la stessa sorte nel 2002, ha liberato un’ampia fascia costiera della Penisola Antartica, permettendo all’equipaggio della nave Polarstern, di portare a termine una spedizione di monitoraggio delle acque fino a 850 metri di profondità nel’ambito del progetto Census of Antarctic Marine Life. A questa spedizione ne seguiranno altre 13, programmate per l’Anno Polare Internazionale. Secondo i recente rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) dell’ONU, questo angolo dell’Antartide è la regione del mondo più esposta al cambiamento climatico globale. Grazie a una sofistica tecnica di osservazione e raccolta dei campioni, tra cui un veicolo telecomandato e dotato di telecamera, i biologi della Polarstern hanno ottenuto numerose fotografie della vita presente sul fondo marino, alcune delle quali rivelano la presenza di creature dall’aspetto poco familiare, alcune delle quali potrebbero appartenere a nuove specie. "Il collasso delle piattaforme di Larsen potrà dirci molto sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità marina e sul funzionamento di questo ecosistema”, ha spiegato Julian Gutt, biologo marino dell’Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research e capo della spedizione. “Finora, gli scienziati non potevano fare altro che osservare la vita marina ‘sbirciando’ attraverso fori praticati sulla copertura glaciale. Ora siamo nella posizione di campionare ciò che riteniamo più opportuno in uno degli ecosistemi marini meno disturbati dalle attività umane di tutto il Pianeta.” (fc) (26 febbraio 2007) link articolo
Gli artropodi polari per sopravvivere all'inverno artico perdono tutta l'acqua dall'organismo Strategie di sopravvivenza: Una disidratazione salvavita Ma basta una goccia d'acqua per farli tornare alla normalità
Gli animali, per difendersi dai rigori invernali, sfruttano diverse strategie. Alcuni migrano, altri vanno in letargo, abbassando notevolmente il proprio metabolismo, così da risparmiare energia, ma mantenendo sempre attiva la propria "centralina termica", per evitare di congelare. Queste strategie sono da molto tempo oggetto di studio, ma minore attenzione è stata finora dedicata ai metodi di sopravvivenza che impiegano insetti e artopodi. A questi ultimi è dedicato uno studio presentato oggi da Melody Clark del British Antarctic Survey al convegno della Society for Experimental Biology in corso a Glasgow. Clark ha scoperto così che Cryptopygus antarcticus, un artropodo che si trova in Antartide, accumula nell'organismo una serie di composti anticongelanti, che impediscono al corpo di congelare e gli permettono di sopravvivere a temperature fino a -30°C. Dall'altro capo del globo, Onychiurus arcticus utilizza invece una strategia completamente diversa: per proteggersi dai rigori dell'inverno artici, quando le temperature cominciano ad abbassarsi inizia un processo di disidratazione. L'acqua, che gelando aumenta di volume, rappresenta infatti un fattore critico rispetto all'integrità delle cellule. "Durante questo processo - ha spiegato Clark- il corpo perde acqua e alla fine, quando è completamente disidratato, si può osservare un animaletto dalla testa quasi normale e un corpo che somiglia a un pacchetto accartocciato. Ma basta aggiungere una goccia d'acqua e tutto torna normale." Osservando i livelli di espressione dei geni coinvolti in questi processi, Clark ha però scoperto anche che, nonostante le differenze dei meccanismi, essi siano comunque in qualche modo correlati ai geni che controllano il processo della muta. (gg) (03 aprile 2007) ©1999-2007 Le Scienze S.p.A.
2007, Specie misteriose nascoste negli abissi dell'Antartide
Biologi marini di 14 centri di ricerca in tutto il mondo hanno scoperto 700 nuove specie animali che vivono nel mare antartico ad oltre 6.000 metri di profondità
Crostacei carnivori, vermi nuotatori, ragni giganti. Non sono i protagonisti di un nuovo film dell'orrore, ma alcune delle oltre 700 nuove specie di animali marini che gli scienziati del progetto Andeep (Antarctic benthic deep-sea biodiversity) hanno trovato nelle profondità dell'Oceano Antartico. Lo studio, pubblicato su Nature, è stato portato avanti da 14 centri di ricerca di tutto il mondo. ''Quello che secondo gli esperti sembrava essere un noioso abisso con poche specie animali si è rivelato un ambiente dinamico e biologicamente ricchissimo - sostiene Katrin Linse, biologa marina del British Antarctic Survey - l'aver trovato questo tesoro straordinario di vita marina è il primo passo per capire la complessa relazione tra l'oceano profondo e la distribuzione della fauna negli oceani".I ricercatori, a bordo della nave oceanografica tedesca Polarstern, hanno scandagliato le profondità della parte atlantica dell'Antartide fino a 6.348 metri. La "pesca" ha portato alla scoperta di oltre 700 specie catalogate come sconosciute, di cui 585 solo di crostacei. Fra queste, vi sono vermi nuotatori, ragni giganti e una specie di crostaceo carnivoro capace di captare la presenza del cibo a grandi distanze e di muovere verso di esso, che spesso viene usato come deposito di cibo dai polpi che lo trasportano in giro per mangiarlo all'occorrenza. Tutti i nuovi animali hanno mostrato un grande livello di adattamento alla profondità, anche se qualcuno ha conservato alcune caratteristiche della vita più in alto, come gli occhi, incapaci però di vedere nel buio totale.''Il numero di specie che abbiamo trovato - spiega Angelika Brandt, ricercatrice del museo zoologico di Amburgo - è incredibilmente alto e inaspettato". Secondo lo studio, l'oceano profondo sotto l'Antartide può essere considerato come la culla della vita di tutte le specie marine globali, perché le sue acque per effetto delle correnti sottomarine raggiungono tutto il pianeta. Uno dei quesiti a cui i ricercatori hanno cercato di dare risposta è anche se le specie animali siano arrivate a quella profondità dalle acque sovrastanti o viceversa.''I nostri risultati sembrano confermare la prima ipotesi - spiega ancora Brandt - queste specie potrebbero essere arrivate in profondità dopo l'ultima glaciazione, quando cambiamenti nelle correnti sottomarine hanno portato a un rimescolamento delle specie. Oltre a quelle del tutto nuove, abbiamo trovato numerose specie viste prima solo in zone completamente diverse del pianeta, a conferma del fatto che l'antartico è un grande serbatoio per la biodiversità di tutti gli oceani".30 maggio 2007 link articolo
Sarà utilizzato dall'esploratore Jean- Louis Etienne 2007-05-03, Dirigibile studia spessore ghiaccio
ANSA - ROMA, Realizzare la prima mappa dello spessore di tutta la banchisa artica, e' l'obiettivo della spedizione 'Total Pole Airship'. Sara' guidata dall'esploratore Jean-Louis Etienne che tra marzo e maggio del 2008 attraverserà il Polo Nord a bordo di un dirigibile. A permettere di effettuare le misure sarà lo strumento EM bird, un sensore elettromagnetico installato sul dirigibile e realizzato dai ricercatori tedeschi dell'Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research.
30/06/2005 da Il Resto del Carlino
Abbiamo scacciato dall'Antartide le mosche aliene La stazione australiana Casey, al Polo Sud, è riuscita dopo sette anni a liberarsi di una colonia che, arrivata con l'insalata, si era annidata nei serbatoi I quattordici scienziati hanno dovuto chiudere per 10 giorni gli scarichi «Per farci una doccia, uscivamo a meno 15°»
STAZIONE CASEY (Antartide) — Le piccole creature aliene erano arrivate sette anni fa, alla stazione australiana di ricerca in Antartide. Migliaia di individui ronzanti, annidati nei serbatoi di scarico. Nessuno riusciva a farli sloggiare. Così, dieci giorni fa, è cominciata la guerra totale. Ha vinto l'uomo, anzi, hanno vinto i 12 uomini e le due donne che vivono e lavorano alla stazione. Ma per riuscire a sopraffare le resistentissime mosche fungivore — proprio loro erano gli alieni fuorilegge — i ricercatori hanno dovuto affrontare un sacrificio non da poco: chiudere i bagni, le docce e la cucina della stazione. Per dieci giorni gli intrepidi si sono trascinati per 100 metri sui cumuli di neve con temperature di meno 15 per farsi una doccia, andare al bagno o prepararsi un the, ma alla fine ce l'hanno fatta: le mosche sono state sterminate. Gli alieni in questione, comunissimi nei climi temperati, sono assolutamente vietati in Antartide da un trattato internazionale che proibisce tutta la flora e la fauna aliene dal continente, con l'unica eccezione degli esseri umani. Le mosche, racconta Jeremy Smith sarebbero arrivate nel '98 in forma di nova, nascoste nella verdura fresca, sarebbero poi finite nello scarico di un lavandino e qui si sarebbero riprodotte. Nulla di strano che arrivino insetti al Polo Sud, ma alle temperature di fuori tanto non sopravvivono. «Li staniamo, li catturiamo, li uccidiamo e li registriamo. Tutto finisce lì», racconta Smith. Con la piccola mosca fungivora tuttavia è andata diversamente. Anche lei, abituata ai climi temperati, non avrebbe mai potuto sopravvivere all'esterno, ma si è stabilita nei serbatoi di scarico sotto l'edificio, un posto difficile da raggiungere per l'operazione di sterminio. Lo sciopero delle docce non è il primo tentativo: per anni la tana delle mosche è stata inondata da ogni tipo d'insetticida. Niente. E' stato necessario un lavaggio completo del sistema: tutti i serbatoi e le tubature sono stati riempiti con un composto al cloro, con l'aggiunta di insetticida. E ha funzionato. Secondo Smith accettare di andare in bagno in cortile è stato un sacrificio necessario: l'Antartide è l'unico continente praticamente libero da specie aliene. A parte l'uomo, naturalmente.
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