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Punto Nullo Scoperte sul passato della Terra

Antenati marini: Le balene nascono predatrici

Dinosauri e fossili
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 02-24-2009 at 2:10 PM
Paleontologia e fossili >> Dinosauri e fossili

AUSTRALIA – Sarà che sono enormi e che pochi abitanti dei mari sono in grado di rappresentare un pericolo per loro: sta di fatto che le balene hanno da sempre una fama di animali pacifisti e sereni. Ma 25 milioni di anni fa un loro antenato terrorizzava i mari australi e persino dalla fisionomia si intuiva un’aggressività poco familiare alle attuali balene. La scoperta del Janjucetus hunderi, così si chiama il fossile, getta una nuova luce sulle teorie dell’evoluzione di questi cetacei. Dotato di una notevole dentatura da carnivoro, lo Janjucetus cacciava prede molto grandi, aveva un cranio con un diametro di circa 50 centimetri, era lungo circa 3,5 metri ed era una sorta di leopardo dei mari. Nulla a che fare con gli attuali pachidermi marini.
I MISTICETI – I misticeti (la sottospecie cui appartengono le balene) si differenziano dai capodogli (orche e delfini) proprio per l’apparato boccale. La caratteristica principale delle balene infatti è l’assenza di denti, che compensano con fanoni, sorta di lamine cheratiniche che possono arrivare anche al metro di lunghezza. I fanoni servono a filtrare l’acqua marina e a trattenere il cibo che per le balene è costituito dal cosiddetto krill (piccoli gamberetti). I mastodontici cetacei arrivano a mangiarne anche 2 tonnellate al giorno.
L’ANTENATO – Gli esperti che hanno studiato il fossile, tra cui il professor Erich Fitzgerald della Monash University di Clayton, non hanno dubbi: dalla conformazione del cranio (soprattutto rispetto all’apparato uditivo) si tratta proprio di un progenitore delle balene. L’aveva scoperto per caso un ragazzino che faceva del surfing in Australia ed è stato conservato dal museo Victoria di Melbourne. Ora ha risvegliato l’interesse di etologi e ricercatori di tutto il mondo, mentre sorge il dubbio che nel Dna dei misticeti ci sia un’aggressività sopita che potrebbe risvegliarsi.
Emanuela Di Pasqua
16 agosto 2006, dal sito OnLine del Corriere della Sera

2007-03-22 Balena fossile rinvenuta in Toscana
E' stata trovata tra i vigneti dove si produce il Brunello
(ANSA) - FIRENZE, Lo scheletro di una balena fossile, risalente a oltre 5 milioni di anni, e' stato recentemente scoperto a Montalcino. La scoperta, avvenuta nei vigneti, un tempo antichi fondali marini, di proprietà della Castello Banfi, e' stata fatta dal team di paleontologi del Gruppo mineralogia e paleontologia di Scandicci. Sarebbe il più grande fossile di balena mai rinvenuto in Italia. Gli scienziati, al lavoro da oltre un mese, sono quasi sicuri di recuperare tutto lo scheletro.

USA: SCHELETRO FOSSILE DI NUOVA SPECIE DI BALENA PREISTORICA
15/06/2004 - Ha 14 milioni anni ed è stato rinvenuto in Virginia
New York, (Ap) - Scoperta una nuova specie di balena preistorica. Lo scheletro - che secondo gli esperti ha 14 milioni di anni - era stato ritrovato nel 1990 in Virginia, ma fino ad oggi non si era sicuri della sua identità. "Si tratta di una balena preistorica della lunghezza di oltre 10 metri, il più lungo esemplare della sua epoca", ha detto Alton Dooley, uno dei paleontologi del Virginia Museum of Natural History dove attualmente lo scheletro è esposto. La nuova specie è stata battezzata Eobaleonoptera harrisoni dal nome di un volontario del museo, Carter Harrison. La balena fa parte di uno dei tanti ritrovamenti fossili terrestri e marini fatti in una delle cave che si trovano nella Virginia dell'est.

Basilicata: resti ippopotamo antico
Nella stessa zona anni fa venne trovato un elefante
(ANSA) - POTENZA, Scoperto negli scavi archeologici a Rotonda (Potenza) un ippopotamo antico e intero, di circa mezzo milione-un milione di anni fa. L'animale sarebbe vissuto nella zona del Mercure, nella stessa aerea in cui all'inizio degli anni '80 fu ritrovato un elefante antico. Per l'archeologo preistorico Parenti che guida gli scavi 'il ritrovamento dei resti restituisce l'immagine della zona del Mercure in un'epoca che va da 500mila a un milione di anni fa'.
2006-08-14


Antiche balene di terra
Scoperti fossili di un antenato delle odierne balene che conduceva parte della vita in terra e parte in acqua
Due nuovi fossili di antiche balene - una femmina gravida e un maschio - gettano luce sul modo in cui gli antenati di questi giganteschi mammiferi sono passati da una vita terricola a quella acquatica.
I fossili risalgono a 47,5 milioni di anni fa e sono stati scoperti in Pakistan fra il 2000 e il 2004 per essere quindi studiati da paleontologi dell'Università del Michigan, che ora illustrano i loro risultati in un articolo pubblicato sulla rivista on line PloS.
Rispetto agli altri fossili di balena, quelli esaminati da Philip Gingerich e collaboratori - appartenenti alla specie Maiacetus inuus, facente parte del gruppo degli Archaeoceti - occupano una posizione intermedia sul cammino evolutivo che le ha portate a passare dall'essere animali completamente terricoli a marini.
L'eccezionalità del ritrovamento è dovuto anche al fatto che è la prima volta che si trova lo scheletro completo del feto di uno di questi animali. Il feto è posizionato in posizione cefalica, come i mammiferi terrestri e a differenza delle attuali balene, e ciò indica - osservano i ricercatori - che queste antiche balene partorivano sulla terraferma e non in mare. Un altro indizio dello stile di vita terricolo di questi animali è dato dal gruppo di denti ben sviluppati chiaramente individuabili nel fossile del feto, che indicano la capacità del piccolo di iniziare ad alimentarsi da solo.
Maiacetus aveva quattro zampe modificate in modo da poter nuotare abbastanza agevolmente. Peraltro, per quanto i loro arti modificati fossero in grado di sopportare il peso del corpo anche sulla terra, con molta probabilità non mettevano in grado l'animale di percorrere distanze di una certa entità. "Chiaramente vivevano nella zona compresa fra l'acqua e la terra andando su e giù", ha osservato Gingerich.
Da altri indizi anatomici, fra cui la differenza di lunghezza dei canini fra maschio e femmina, i ricercatori hanno anche potuto ipotizzare, sulla scorta di un raffronto con i comportamenti delle diverse specie attualmente viventi, che i maschi non avessero una comportamento territoriale né che fossero a capo di un branco di femmine.  (gg)
(04 febbraio 2009)
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