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E nei buchi misurano le temperature di climi antichi

Scoperte e Novità nel mondo del Clima
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 06-17-2008 at 3:49 PM
Articoli sul Clima >> Scoperte e Novità nel mondo del Clima

I geofisici Usa Hugo Beltrami della Nc Gill University di Montreal e David Chapman dell'università dell'Utah dopo anni di rilevazione delle temperature riscontrate durante gli scavi dei pozzi petroliferi avanzano l'ipotesi che forse l'azione dell'uomo sul clima potrebbe non essere cosi' violenta come ipotizzato fino ad oggi

Forse l' azione dell'uomo sul clima potrebbe non essere stata cosi' violenta come molti ricercatori hanno ipotizzato sino a oggi. Questa affermazione sorge da un'analisi molto accurata realizzata da due geofisici americani . Hugo Beltrami della McGill University di Montreal e David Chapman dell'università dello Utah . che hanno elaborato per anni i dati delle temperature riscontrate in migliaia di pozzi perforati nella crosta terrestre per estrarre petrolio, gas o minerali. Va detto che andando dalla superficie terrestre verso l' interno della Terra, la temperatura varia abbastanza regolarmente, aumentando da 10 a 50 gradi ogni chilometro dalla superficie. L'esatto valore di questo gradiente dipende dalla capacita' di condurre il calore di ogni singola roccia. A questo dato generale va sottolineato il fatto, pero', che entro i primi 200 300 metri dalla superficie terrestre l'aumento di temperatura non e' cosi' lineare, in quanto, questo spessore di crosta, risente delle variazioni diurne, stagionali e annuali dell'atmosfera. Recentemente si e' scoperto che tali oscillazioni di temperatura superficiali creano delle "ondate" di calore nella crosta che si propagano molto lentamente verso l' interno. Per esempio, si può affermare che la temperatura a un metro di profondità e' in stretto rapporto con la temperatura che si aveva in superficie il giorno precedente. Allo stesso modo la temperatura registrata a venti metri di profondità può essere considerata la media della temperatura atmosferica dell'intero anno precedente. Di grande interesse e' il fatto che entro i primi 500 metri dalla superficie si possono ottenere i valori medi della temperatura che si ebbero in superficie per l'intero millennio appena trascorso. Conoscere l'esatta variazione della temperatura nel passato risulta di grande aiuto ai climatologi che tentano di realizzare dei modelli sull'evoluzione futura del clima terrestre. I metodi sinora utilizzati, quali l' estrazione di "carote di ghiaccio", lo studio degli anelli degli alberi ecc, si sono dimostrati troppo localizzati, impedendo di avere una panoramica del fenomeno a livello del globo terrestre. I risultati a disposizione dei due geofisici americani sono di grandissimo interesse perché essi hanno esaminato i dati di oltre 10mila perforazioni eseguite praticamente ovunque sulla terra. Al fine di avere valori oggettivamente corretti, sono state eseguite numerose comparazioni in molte aree dove si avevano oggettivi dati delle temperature dell'ultimo secolo. Dopo questo lavoro, i geofisici hanno potuto valorizzare i dati ricavati in moltissime aree della terra dove non si avevano rilevazioni precedenti. I risultati di tale lavoro portano a concludere che molto probabilmente, da parte dei climatologi, vi e' stata una generale sovrastima nel calcolare il riscaldamento dell'atmosfera terrestre avvenuto in questi ultimi 150 anni, che, secondo Beltrami e Chapman, rispetto a questo sinora supposto, potrebbe essere dimezzato.(L.Bi.)
Bignami Luigi
Pagina 32, (30 ottobre 1994) - Corriere della Sera

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In questa sezione si è cercato di raggruppare tutti gli articoli e/o pubblicazioni che possono avere delle attinenze alle problematiche legate allo studio ed alle scoperte sul clima. Ogni tanto mi sono capitate per le mani anche alcune notizie curiose (a dir poco) e quindi perché togliergli la dignità di farle "gironzolare" in rete?


Maggio 2006:

Vi segnalo questo link,

in esso potete trovare le ultime elaborazioni, curate dall'ESA, in ambito degli incendi planetari visibili in contemporanea per tutto il mondo ... c'è da mettersi le mani nei capelli!!!!


Agosto 2006

Ed ecco un link che merita per approfondire o capire la teoria del caos (o dell'effetto farfalla) ... molto importante per comprendere alcune teorie legate al clima:


Gennaio 2007:

Per vedere l'andamento delle temperature nel Nord Atlantico

Per vedere l'andamento delle temperature nel mar Artico


Ipotesi di Mercer

Uno dei primi eminenti geologi a sollevare l'allarme sulla possibilità che il riscaldamento globale potesse dare il via ad un collasso della coltre glaciale antartica fu J.H.. Mercer della Ohio State University. Il ragionamento dello studioso nasce dalla considerazione che lo spesso strato di ghiaccio che ricopre grati parte dell'Antartide occidentale poggia su un substrato roccioso molto al di sotto del livello del mare pertanto l'americano ipotizzò come implicitamente questa coltre di ghiacci fosse assai instabile. Pertanto se l'effetto serra dovesse riscaldare la regione polare antartica la calotta glaciale galleggiante che circonda l'Antartide occidentale inizierebbe a scomparire. Di conseguenza privata di questo contrafforte, la coltre continentale si disintegrerebbe rapidamente provocando l'inondazione delle zone costiere di tutto il mondo.
Il disastroso scenario dipinto da Mercer era in gran parte teorico, ma egli faceva rilevare come la calotta glaciale dell'Antartide occidentale potesse di fatto essersi fusa almeno una volta in passato. Tra circa 110.000 e 130.000 anni fa la Terra sperimentò una storia climatica eccezionalmente simile a ciò che si è verificato negli ultimi 20.000 anni, ovvero un riscaldamento relativamente brusco dopo i rigori di una glaciazione. Quell'antico riscaldamento potrebbe avere portato a condizioni un poco più calde delle attuali. Molti geologi ritengono che il livello del mare di allora fosse circa cinque metri più elevato di quanto sia oggi: proprio la differenza che verrebbe prodotta dalla fusione della coltre glaciale dell'Antartide occidentale.


Con poche eccezioni, gli scienziati ritengono di avere stabilito un valore attendibile per il tasso del recente sollevamento del livello marino: 2 mm all'anno. Ma la questione fondamentale che ancora deve essere risolta è: questa tendenza è destinata a rimanere costante o il sollevamento accelererà in risposta al riscaldamento climatico? Per risolvere questo problema, i geologi hanno cercato di ricostruire le fluttuazioni de! livello del mare nel passato, avvenute in risposta a cambiamenti climatici.
Fairbariks, per esempio, ha studiato una specie di corallo che cresce In prossimità della superficie marina, particolarmente nei Caraibi. Facendo profondi sondaggi nelle scogliere coralline di Barbados e individuando antichi campioni di questa specie, egli e i suoi colleghi hanno potuto seguire l'innalzamento del livello del mare a partire dalla fine dell'ultima glaciazione, quando enormi quantità d'acqua erano ancora intrappolate nelle calotte glaciali polari e gli oceani erano circa 120 metri più bassi di quanto non siano oggi.
Anche se la documentazione ricavata dai coralli mostra episodi corrispondenti a una crescita del livello del mare anche di 2-3 centimetri all'anno, Fairbanks fa notare che questi valori si riferiscono a una situazione assai differente da quella attuale. A quei tempi, da 10.000 a 20.000 anni fa, le grandi coltri di ghiaccio che avevano ricoperto buona parte del Nord America e dell'Europa erano nel pieno della fusione e gli oceani stavano ricevendo immani quantità d'acqua da questi continenti. La documentazione più recente relativa al livello del mare indica una progressiva diminuzione del tasso di crescita, con una sostanziale stagnazione negli ultimissimi millenni. Quindi l'attuale regime climatologico sembrerebbe tendere a livelli del mare relativamente stabili.


Ma Joln B. Anderson della Rice Umversity non è d'accordo
Questo ricercatore sostiene che negli ultimi 10.000 anni, vi sono stati almeno tre episodi di rapido incremento del livello del mare, ma essi sono invisibili nella documentazione fornita dai coralli (utilizzati in altre ricerche per trovare prove di innalzamenti e/o abbassamenti del livello medio marino).
Il più recente episodio di improvviso innalzamento del livello del mare che Anderson riconosce avviene intorno al 2000 a.C..

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