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Punto Nullo Scoperte di antichi siti paleoastronomici e inerenti (o meno) anche alla geologia

Un po di notizie particolari in ambiti "misti".

 

 

 

   

Immagini tratte da un mio viaggio in Egitto

I terremoti ed El Niño distrussero le prime culture pre-incaiche

Scoperte di siti
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 02-20-2009 at 5:02 PM
Archeologia astronomica-geologica >> Scoperte di siti

Prima i terremoti e poi piogge torrenziali legate a un fenomeno di El Niño particolarmente intenso portarono alla rovina le prime civiltà sudamericane che dopo duemila anni di prosperità, scomparvero nel giro di pochissime generazioni circa 3600 anni fa. E' questa la conclusione a cui è giunto un gruppo di antropologi e archeologi dell'Università della Florida e del Caral-Supe Special Archaeological Project che hanno studiato i resti di un sito costiero del Perù centrale, dove vi sono le vestigia dei primi grandi monumenti di quel continente, ben più antichi di quelli dei Maya.
Come è illustrato in un articolo pubblicato sull'ultimo numero dei  Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), le popolazioni della valle del fiume Supe - i cui primi insediamenti risalgono a 5800 anni fa - non vivevano solamente di pesca, ma erano riusciti a rendere fertili le aride piane adiacenti all'estuario, coltivandovi sia cotone sia una ricca varietà di vegetali. A testimonianza della floridezza della loro cultura vi sono nella zona i resti di imponenti monumenti, il più grande dei quali, la Pirámide Mayor nel sito di Caral, aveva una pianta di circa 170 metri per 150, si ergeva con una serie di gradoni per 30 metri di altezza; alla sua sommità si dispiegava una serie di spazi cinti da mura e svariati corridoi. Quello di Caral è peraltro solo uno dei sette siti che sono attualmente in fase di scavo nel quadro del Caral-Supe Special Archaeological Project.
Secondo Mike Mosele, che con Ruth Shady ha coordinato lo studio, l'inizio della fine di quella civiltà, 3600 anni fa, fu segnato da uno o due tremendi terremoti, di magnitudo forse attorno all'8, che interessarono una superficie di circa 5500 chilometri quadrati, devastando Caral e il vicino insediamento costiero di Aspero.
I terremoti provocarono peraltro anche una ampia serie di frane e smottamenti che avrebbero destabilizzato la struttura del bacino idrico del Supe. Quando successivamente arrivò un intenso El Niño, si verificarono quindi immani alluvioni che trasportarono una quantità di detriti tale da interrare la baia di Aspero e rendere inabitabile quella che un tempo era una regione fertile a dispetto del clima arido. Portando così al collasso la società della valle del Supe. (gg)
(20 gennaio 2009), © 1999 - 2008 Le Scienze S.p.A.

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