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L'Agenzia atomica non ha ancora una legge sul "dumping"

Sezione Inquinamento generica
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 05-13-2010 at 11:57 AM
Articoli su Inquinamento (vari) >> Sezione Inquinamento generica

23/11/1994 da La Repubblica

di CARLO RIZZATI

ROMA - È solo una questione di soldi. Perché un modo semisi­curo di eliminare le scorie ra­dioattive esiste. Fino a quando non verrà scoperto un metodo senza rischi di lanciare contai­ner di scorie nello spazio siderale, l'alternativa resterà quella di gettarle in mare, a profondità elevatissime, oppure di eliminare il materiale radioattivo seppellendolo a centinaia di metri di profondità in un terreno roccio­so dentro a contenitori imper­meabili. Lo fa la Germania, per esempio, ma la Russia i finanziamenti per queste operazioni cer­tamente non li ha. E quindi con quell'atteggiamento un po' in­differente alle minacce nucleari di chi ha convissuto per anni con un'industria atomica ora in sfacelo, ecco l'annuncio che le ac­que dei fiumi Ob, Volga e Enisej sono radioattive come se alla loro sorgente vi fosse Chernobyl. Non esiste ancora una legge internazionale che proibisca il "dumping", lo scarico di mate­riale radioattivo, all'interno dei propri confini. Anche se si stan­no facendo dei passi in quella di­rezione. Cosa ne pensa l'Agen­zia internazionale per l'energia atomica? Risponde Hans Frie­drich Meyer, portavoce dell'Aiea a Vienna: “Non possiamo commentare direttamente quello che è accaduto in Russia perché non siamo mai stati invi­tati da Mosca a controllare le loro pratiche di eliminazione di scorie radioattive. Soprattutto se si tratta di scorie radioattive militari, perché è un argomento top secret”.

Ma non esiste una legislazio­ne internazionale per regolare il "dumping" di scorie nucleari? “Alla conferenza generale dell'Aiea tenuta qui a Vienna a set­tembre è stata approvata una raccomandazione che prevede l'organizzazione di una conferenza sullo scarico delle scorie nucleari - dice Meyer -. Ma la strada per arrivare a un legge che regoli questa attività è lun­ga. L'8 e 9 dicembre si riunirà il Comitato di presidenza dell'Aiea che molto probabilmente deciderà di istituire una com­missione di studio per una gran­de conferenza sull'argomento. Questa conferenza, al più pre­sto, si potrebbe tenere nella pri­mavera del '96. Tutti gli stati membri dell'Aiea vi potranno partecipare per stabilire nuove regole”.

Quindi per ora non esiste niente del genere. Ma quello che ha fatto la Russia non minaccia anche i paesi affacciati sul Mar Caspio e sul Mare Artico, dove sfociano i tre fiumi contaminati, come Iran e Norvegia? “Infatti. Esiste solo la Convenzione di Londra sul "dumping" diretta­mente in mare, e la Convenzione dell'Aia sul trasferimento oltre frontiera di scorie nucleari. Ma quello che accade ali 'interno dei confini di un paese, per ora, ri­guarda unicamente quel paese. Ciò che voi italiani fate con le vostre scorie riguarda solo voi, e le vostre leggi. Così per i russi.

“Una conferenza come quella che potrebbe tenersi nel '96 po­trebbe stabilire delle limitazio­ni. Per esempio, proibire il "dumping" troppo vicino ai pae­si confinanti, o vicino ai fiumi”.

Secondo alcuni esperti ame­ricani la situazione russa potrà anche trovare una soluzione, ma è necessario studiare meglio il caso. “Non si può ancora dire se c'è un pericolo per l'ambiente russo o i paesi confinanti come 1 ' Iran o fa Norvegia – afferma Greenpeace: "Una scoperta allucinante perché sono stati contaminati sia il terreno che le acque".

Clyde Frank, del dipartimento dell'Energia americano -. Do­vremo analizzare il caso più da vicino”.

“È una scoperta allucinante - sostiene invece Giuseppe Onufrio, esperto nucleare dell'asso­ciazione ambientalista Green­peace - perché significa che ab­biamo avuto una contaminazio­ne sia sulla terra che in mare. Uno dei danni peggiori causato dalla mancanza di fondi per ge­stire un'industria come il nu­cleare. Il "dumping" russo è sta­to fatto unicamente per abbatte­re i costi elevati del riciclaggio di rifiuti nucleari”.

Ma il problema ancora più grave è che la Russia ha dichia­rato a Svizzera, Giappone e Sta­ti Uniti la disponibilità ad acco­gliere le loro scorie nucleari in cambio della tecnologia neces­saria a riprocessare le scorie, anche per uso militare. “Mosca tenta di fare su scala internazio­nale - afferma Onufrio - quello che mafia e camorra fanno con i rifiuti industriali in Italia, quan­do li ritirano e poi li buttano nei fiumi. Anche la Russia è pronta ad accogliere altre scorie, oltre alle proprie, per poi buttarle nei suoi fiumi, tenendosi in cambio la tecnologia per usare il pluto­nio nella fabbricazione di bom­be atomiche”.


 Niger, il paese radioattivo l'altra faccia del nucleare
Uranio, rapporto di Greenpeace sulle aree minerarie dello Stato africano. Acque contaminate, metalli nocivi, polveri sottili e abitanti a rischio leucemia, cancro e malattie respiratorie. Qui opera l'Areva, l'azienda francese con cui Berlusconi e Scajola hanno stretto l'accordo per costruire quattro centrali in Italia
http://www.repubblica.it/ambiente/2010/05/05/news/uranio_niger-3841556/

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