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23/11/1994 da La Repubblica
di CARLO RIZZATI
ROMA - È solo una questione di soldi. Perché un modo semisicuro di eliminare le scorie radioattive esiste. Fino a quando non verrà scoperto un metodo senza rischi di lanciare container di scorie nello spazio siderale, l'alternativa resterà quella di gettarle in mare, a profondità elevatissime, oppure di eliminare il materiale radioattivo seppellendolo a centinaia di metri di profondità in un terreno roccioso dentro a contenitori impermeabili. Lo fa la Germania, per esempio, ma la Russia i finanziamenti per queste operazioni certamente non li ha. E quindi con quell'atteggiamento un po' indifferente alle minacce nucleari di chi ha convissuto per anni con un'industria atomica ora in sfacelo, ecco l'annuncio che le acque dei fiumi Ob, Volga e Enisej sono radioattive come se alla loro sorgente vi fosse Chernobyl. Non esiste ancora una legge internazionale che proibisca il "dumping", lo scarico di materiale radioattivo, all'interno dei propri confini. Anche se si stanno facendo dei passi in quella direzione. Cosa ne pensa l'Agenzia internazionale per l'energia atomica? Risponde Hans Friedrich Meyer, portavoce dell'Aiea a Vienna: “Non possiamo commentare direttamente quello che è accaduto in Russia perché non siamo mai stati invitati da Mosca a controllare le loro pratiche di eliminazione di scorie radioattive. Soprattutto se si tratta di scorie radioattive militari, perché è un argomento top secret”.
Ma non esiste una legislazione internazionale per regolare il "dumping" di scorie nucleari? “Alla conferenza generale dell'Aiea tenuta qui a Vienna a settembre è stata approvata una raccomandazione che prevede l'organizzazione di una conferenza sullo scarico delle scorie nucleari - dice Meyer -. Ma la strada per arrivare a un legge che regoli questa attività è lunga. L'8 e 9 dicembre si riunirà il Comitato di presidenza dell'Aiea che molto probabilmente deciderà di istituire una commissione di studio per una grande conferenza sull'argomento. Questa conferenza, al più presto, si potrebbe tenere nella primavera del '96. Tutti gli stati membri dell'Aiea vi potranno partecipare per stabilire nuove regole”.
Quindi per ora non esiste niente del genere. Ma quello che ha fatto la Russia non minaccia anche i paesi affacciati sul Mar Caspio e sul Mare Artico, dove sfociano i tre fiumi contaminati, come Iran e Norvegia? “Infatti. Esiste solo la Convenzione di Londra sul "dumping" direttamente in mare, e la Convenzione dell'Aia sul trasferimento oltre frontiera di scorie nucleari. Ma quello che accade ali 'interno dei confini di un paese, per ora, riguarda unicamente quel paese. Ciò che voi italiani fate con le vostre scorie riguarda solo voi, e le vostre leggi. Così per i russi.
“Una conferenza come quella che potrebbe tenersi nel '96 potrebbe stabilire delle limitazioni. Per esempio, proibire il "dumping" troppo vicino ai paesi confinanti, o vicino ai fiumi”.
Secondo alcuni esperti americani la situazione russa potrà anche trovare una soluzione, ma è necessario studiare meglio il caso. “Non si può ancora dire se c'è un pericolo per l'ambiente russo o i paesi confinanti come 1 ' Iran o fa Norvegia – afferma Greenpeace: "Una scoperta allucinante perché sono stati contaminati sia il terreno che le acque".
Clyde Frank, del dipartimento dell'Energia americano -. Dovremo analizzare il caso più da vicino”.
“È una scoperta allucinante - sostiene invece Giuseppe Onufrio, esperto nucleare dell'associazione ambientalista Greenpeace - perché significa che abbiamo avuto una contaminazione sia sulla terra che in mare. Uno dei danni peggiori causato dalla mancanza di fondi per gestire un'industria come il nucleare. Il "dumping" russo è stato fatto unicamente per abbattere i costi elevati del riciclaggio di rifiuti nucleari”.
Ma il problema ancora più grave è che la Russia ha dichiarato a Svizzera, Giappone e Stati Uniti la disponibilità ad accogliere le loro scorie nucleari in cambio della tecnologia necessaria a riprocessare le scorie, anche per uso militare. “Mosca tenta di fare su scala internazionale - afferma Onufrio - quello che mafia e camorra fanno con i rifiuti industriali in Italia, quando li ritirano e poi li buttano nei fiumi. Anche la Russia è pronta ad accogliere altre scorie, oltre alle proprie, per poi buttarle nei suoi fiumi, tenendosi in cambio la tecnologia per usare il plutonio nella fabbricazione di bombe atomiche”.
Niger, il paese radioattivo l'altra faccia del nucleare
Uranio, rapporto di Greenpeace sulle aree minerarie dello Stato africano. Acque contaminate, metalli nocivi, polveri sottili e abitanti a rischio leucemia, cancro e malattie respiratorie. Qui opera l'Areva, l'azienda francese con cui Berlusconi e Scajola hanno stretto l'accordo per costruire quattro centrali in Italiahttp://www.repubblica.it/ambiente/2010/05/05/news/uranio_niger-3841556/
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