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Punto Nullo Recensioni su libri, pubblicazioni ecc.

Libri in ambito ambientale, ecologico e simili

Sezione Libri
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 10-25-2010 at 4:37 PM
Recensioni sui libri >> Sezione Libri

Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere

di Jared Diamond, edito da Einaudi

I turisti del futuro visiteranno forse i resti arrugginiti dei grattacieli di New York, proprio come noi oggi ammiriamo le macerie delle città maya?
Piú di mille anni fa un gruppo di Vichinghi, guidati da Erik il Rosso, parti dalla Norvegia e si stabilì in Groenlandia. Lí fondarono colonie, dissodarono la terra, allevarono animali e costruirono chiese fantastiche. Perché quasi cinque secoli dopo se ne persero le tracce? E perché sparirono molti altri popoli del mondo? Lo spettacolo delle rovine delle antiche civiltà ha in sé qualcosa di tragico. Popoli un tempo ricchi e potenti sono scomparsi, magari nel volgere di pochi anni, lasciando come testimonianza solo qualche romantico masso sparso nella giungla. Nel suo nuovo libro Diamond cerca di capire come i collassi del passato abbiano potuto verificarsi, e si chiede se la società contemporanea sia in grado di imparare la lezione, evitando disastri analoghi nel futuro. Il punto di partenza è un approfondito esame dei casi di chi non ce l'ha fatta: storie grandiose e terribili, famose come quelle dei maya e dell'isola di Pasqua, o meno note, come quelle degli anasazi in America. Ma ci sono anche storie meno tragiche, come quelle dell'Islanda o del Giappone, che hanno saputo rispondere con successo alle sfide ambientali; storie di vincitori e vinti, come i casi della Repubblica Dominicana e di Haiti, due nazioni che pur condividendo lo stesso ambiente sono giunte a risultati molto diversi; e infine storie dall'esito ancora incerto, come quelle della Cina e dell'Australia, che stanno cercando soluzioni innovative ai loro difficili problemi ecologici e sociali. Che lezione trarne? Siamo davvero in pericolo? Come possiamo evitare di autodistruggerci? Le risposte di "Collasso" sono equilibrate e mai catastrofiste, ma comunicano tutta l'urgenza di scelte non piú differibili, se vogliamo continuare ad ammirare con serenità le rovine di chi ci ha preceduto.

Commenti personali: libro molto interessante anche per la valanga di dati e paragoni che riporta.


"Collasso - Sopravvivere alle attuali guerre e catastrofi in attesa di un inevitabile ritorno al passato".

L'autore e' James Howard Kunstler: Kunstler analizza con una scrittura molto efficace e coinvolgente cosa succederà quando finirà il petrolio e ci dice che il tempo in cui questo accadrà non e' poi cosi' lontano.

L'interruttore della corrente del Golfo

La corrente del Golfo e' una caratteristica particolare della topografia del nostro emisfero che consente il trasferimento di enormi quantità di calore tropicale dal Golfo del Messico all'Europa settentrionale, rendendo questa regione magnificamente ospitale per gli insediamenti umani. Senza la corrente del Golfo, la Gran Bretagna, la Francia, i Paesi Bassi e la Scandinavia avrebbero un clima simile a quello del Labrador, con una media annuale di 11°C di meno. La corrente del Golfo e' stata paragonata a un nastro trasportatore oceanico. La forza dell'acqua calda che fluisce verso nord e' stata descritta come pari a settantacinque volte il volume del Rio delle Amazzoni. Si pensa che questa possente zangola influenzi il comportamento delle correnti fino agli oceani Pacifico e Indiano. Il nastro trasportatore funziona perche' le proprietà chimiche e fisiche dell'acqua variano leggermente da un'estremita' all'altra. Le acque calde della corrente del Golfo muovono verso nord, spinte dalla rotazione terrestre. Queste acque sono gia' insolitamente salate perche' alle latitudini piu' calde l'acqua superficiale evapora piu' in fretta. Quando la corrente del Golfo, scorrendo verso nord, va a sbattere contro la Groenlandia e l'Islanda, le sue acque hanno distribuito molto del calore iniziale. L'acqua piu' fresca e' ora più salata, piu' densa e più pesante e s'inabissa con una velocita' sufficiente a darle la spinta per tornare di nuovo a sud sotto forma di corrente profonda. Intanto, di nuovo nel Golfo del Messico, altra acqua superficiale calda inizia il suo viaggio a nord sul nastro trasportatore. Il processo e' continuo. E' dimostrato che l'attuale riscaldamento globale sta provocando lo scioglimento dei ghiacci continentali all'estremo nord, con conseguente immissione di grandi quantita' di acqua dolce nell'Atlantico settentrionale, dove le acque raffreddate, dense e pesanti di sale si tuffano per tornare a sud. L'acqua dolce del disgelo diluisce l'acqua salata fredda, rendendola meno densa e meno pesante. Si teme che cio' possa impedirle di inabissarsi, rallentando cosi' l'intero nastro trasportatore della corrente del Golfo. Ci sono infatti le prove che il flusso dell'acqua fredda si sia indebolito del 20% negli ultimi anni. Un aspetto cruciale del problema e' che un differenziale di salinita' apparentemente minimo tra le correnti calda e fredda - una parte per mille - e' tutto cio' che ci vuole per azionare questa gigantesca megamacchina naturale della corrente del Golfo. Potrebbe bastare molto poco perche' il cambiamento di temperatura alteri il contenuto salino di entrambe o lo spinga oltre una soglia che arresterebbe del tutto la circolazione.  Una teoria accreditata sostiene che l'episodio dello Younger Dryas sia stato provocato da un precedente blocco della corrente del Golfo come reazione a un improvviso afflusso di acqua dolce proveniente dal disgelo del Nord America... forse per lo straripamento improvviso e catastrofico di un sistema di laghi interni d'acqua dolce formatisi durante il ritiro dei ghiacciai. Il raffreddamento del periodo dello Younger Dryas potrebbe aver arrestato l'ulteriore scioglimento dei ghiacci per un millennio, permettendo alla salinita' di ricostituirsi nel flusso verso nord della corrente del Golfo, facendo infine ripartire il nastro trasportatore che ha permesso la ripresa dell'Olocene. Il meccanismo di questo paradossale processo altalenante può ora essere evidente. Il riscaldamento si verifica finché l'"interruttore" della fusione del ghiaccio artico non disattiva la corrente del Golfo, il che induce un raffreddamento intorno alla regione artica che alla fine ripristina la salinità delle acque settentrionali riavviando il ciclo.  Può non avere molta importanza se il riscaldamento iniziale sia provocato da gas rilasciati naturalmente da paludi e animali o dai pendolari americani al volante di Ford Explorer. Una conclusione che si può trarre da questa teoria, comunque, e' che non sappiamo veramente se l'attuale episodio di riscaldamento globale possa, in effetti, preludere semplicemente a un altro importante periodo di raffreddamento. Cio' che abbiamo di fronte, in realtà, potrebbe essere un doppio problema: un episodio indipendente di riscaldamento radicale seguito dall'inizio di un'era glaciale.  Se gli andamenti storici possono fungere da criterio di valutazione, l'Olocene dovrebbe stare per concludersi dopo diecimila anni. La cosa piu' sorprendente di tutte, forse, come sottolinea Kolbert e' che "l'unico periodo nella storia dal clima stabile quanto il nostro e' il nostro. E sembra ancora piu' improbabile che i climatologi debbano scoprire che stiamo vivendo in questo periodo di eccezionale stabilita' proprio nel momento in cui, secondo i loro stessi calcoli, si sta verosimilmente avviando alla fine". I cambiamenti che si stanno verificando sono talvolta sorprendenti. Per esempio, l'attuale tendenza al riscaldamento si manifesta molto più nell'aumento delle temperature notturne che nelle temperature medie diurne. Analogamente, l'U.S. National Climatic Data Center ha determinato che le minime - cioe' le temperature più basse del giorno - sono salite più delle massime. Uno dei risultati di questa variazione e' un posticipo delle gelate nell'emisfero settentrionale. Negli Stati Uniti nord-orientali, per esempio, il gelo finisce in media undici giorni prima rispetto agli anni '50. Ciò potrebbe sembrare un vantaggio per le colture ma presenta aspetti problematici perchè il repentino cambiamento destabilizza le ecologie esistenti, nuocendo alle specie locali e creando le condizioni favorevoli per l'invasione di nuovi venuti che, a loro volta, provocano ulteriori cambiamenti ecologici, molti dei quali dannosi. In un altro paradosso, sebbene la temperatura media globale sia salita, gli inverni sono diventati più nevosi alle latitudini elevate dell'emisfero settentrionale, perché il maggiore calore a latitudini inferiori causa una maggiore evaporazione dell'umidità. E' un'altra prova che suggerisce che l'attuale riscaldamento potrebbe in realtà preludere a un'altra era glaciale. Alle latitudini medie degli Stati Uniti settentrionali e del Canada il rapporto tra neve e pioggia in inverno e' diminuito, mentre le precipitazioni invernali totali sono aumentate. Nonostante la maggiore umidità invernale, si prevede un inaridimento dei terreni nel Nord America nei prossimi decenni perché le temperature più calde favoriranno i livelli di evaporazione e traspirazione. Tuttavia, per fare un esempio, la copertura nuvolosa può alterare i calcoli alla base di questi effetti, come in Russia, dove e' evidente un aumento dei livelli di umidità del terreno.

http://www.mail-archive.com/altrinformazione@chiodofisso.org/msg00338.html


Mattei
di Carlo Maria Lomartire, 2004
Commenti personali: libro molto interessante sia per gli aneddoti che riporta sul personaggio, sia sulle relazioni nonché sugli scenario di quell'epoca perduta: infatti, se non si ha memoria non si riesce a comprendere il perché di certe scelte e soprattutto su dove si sta andando!

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