"Martemoti" e più caldo sul pianeta rosso: si scalda anche Marte?? |
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| Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 03-23-2006 at 12:49 PM |
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Da Il Corriere della Sera Online, 22 settembre 2005
Martemoti" e più caldo sul pianeta rosso
Per la prima volta scoperti segni di sismicità, quindi l'interno del pianeta potrebbe essere attivo. E la calotta polare sud si scioglie
LOS ANGELES - Le Poste italiane non potevano scegliere giorno migliore per emettere un francobollo con ologramma dedicato all'esplorazione di Marte da parte dell'Agenzia spaziale italiana. Martedì Michael Meyer, capo del programma di esplorazione marziana della Nasa, ha reso noto che per la prima volta sono stati notati segni che fanno pensare a un\'attività sismica e che il clima su Marte tende a riscaldarsi e le calotte polari a sciogliersi rapidamente.
SCANALATURE - Le immagini inviate dalla sonda orbitante Mars Global Surveyor (Mgs), che da otto anni continua a fotografare la superficie del pianeta rosso, mostrano in particolare la presenza di scanalature su una grande duna di sabbia che tre anni fa non c'erano. "Vedersi aprire nuove gole e assistere ad altri cambiamenti sulla superficie di Marte nell'arco temporale di tre anni ci rivelano un pianeta più attivo, più dinamico di quello che sospettavamo", ha dichiarato Meyer. Secondo gli scienziati le scanalature potrebbe essere state provocate dalla vaporizzazione dell'anidride carbonica ghiacciata intrappolata nella sabbia portata del vento. Le immagini inviate da Mgs mostrano anche macigni rotolati da un pendio negli ultimi due anni, segno, anche questo, di possibile attività sismica, o addirittura di un "martemoto", ma non è esclusa anche l'azione di forti venti. Se così fosse, secondo Jack Mustard, geologo alla Brown University di Providence (Rhode Island), "potrebbe voler dire che all'interno di Marte c'è calore, il che significa che l'interno potrebbe essere più attivo di quanto si pensasse".
IL POLO SUD SI SCIOGLIE - Secondo Michael Malin, responsabile degli strumenti fotografici di Mgs, le immagini mostrano che la calotta polare meridionale, formata da anidride carbonica ghiacciata, si sta ritirando alla "prodigiosa" velocità di tre metri ogni anno marziano (lungo quasi il doppio di quello terrestre), e che dal 1999 al 2005 il clima si è riscaldato. Per ora gli scienziati non hanno alcuna spiegazione per questo fenomeno.
BackIn questa sezione si è cercato di raggruppare tutti gli articoli e/o pubblicazioni che possono avere delle attinenze alle problematiche legate allo studio ed alle scoperte sul clima. Ogni tanto mi sono capitate per le mani anche alcune notizie curiose (a dir poco) e quindi perché togliergli la dignità di farle "gironzolare" in rete?
Maggio 2006:
Vi segnalo questo link,
in esso potete trovare le ultime elaborazioni, curate dall'ESA, in ambito degli incendi planetari visibili in contemporanea per tutto il mondo ... c'è da mettersi le mani nei capelli!!!!
Agosto 2006
Ed ecco un link che merita per approfondire o capire la teoria del caos (o dell'effetto farfalla) ... molto importante per comprendere alcune teorie legate al clima:
Gennaio 2007:
Per vedere l'andamento delle temperature nel Nord Atlantico
Per vedere l'andamento delle temperature nel mar Artico
Ipotesi di Mercer
Uno dei primi eminenti geologi a sollevare l'allarme sulla possibilità che il riscaldamento globale potesse dare il via ad un collasso della coltre glaciale antartica fu J.H.. Mercer della Ohio State University. Il ragionamento dello studioso nasce dalla considerazione che lo spesso strato di ghiaccio che ricopre grati parte dell'Antartide occidentale poggia su un substrato roccioso molto al di sotto del livello del mare pertanto l'americano ipotizzò come implicitamente questa coltre di ghiacci fosse assai instabile. Pertanto se l'effetto serra dovesse riscaldare la regione polare antartica la calotta glaciale galleggiante che circonda l'Antartide occidentale inizierebbe a scomparire. Di conseguenza privata di questo contrafforte, la coltre continentale si disintegrerebbe rapidamente provocando l'inondazione delle zone costiere di tutto il mondo. Il disastroso scenario dipinto da Mercer era in gran parte teorico, ma egli faceva rilevare come la calotta glaciale dell'Antartide occidentale potesse di fatto essersi fusa almeno una volta in passato. Tra circa 110.000 e 130.000 anni fa la Terra sperimentò una storia climatica eccezionalmente simile a ciò che si è verificato negli ultimi 20.000 anni, ovvero un riscaldamento relativamente brusco dopo i rigori di una glaciazione. Quell'antico riscaldamento potrebbe avere portato a condizioni un poco più calde delle attuali. Molti geologi ritengono che il livello del mare di allora fosse circa cinque metri più elevato di quanto sia oggi: proprio la differenza che verrebbe prodotta dalla fusione della coltre glaciale dell'Antartide occidentale.
Con poche eccezioni, gli scienziati ritengono di avere stabilito un valore attendibile per il tasso del recente sollevamento del livello marino: 2 mm all'anno. Ma la questione fondamentale che ancora deve essere risolta è: questa tendenza è destinata a rimanere costante o il sollevamento accelererà in risposta al riscaldamento climatico? Per risolvere questo problema, i geologi hanno cercato di ricostruire le fluttuazioni de! livello del mare nel passato, avvenute in risposta a cambiamenti climatici. Fairbariks, per esempio, ha studiato una specie di corallo che cresce In prossimità della superficie marina, particolarmente nei Caraibi. Facendo profondi sondaggi nelle scogliere coralline di Barbados e individuando antichi campioni di questa specie, egli e i suoi colleghi hanno potuto seguire l'innalzamento del livello del mare a partire dalla fine dell'ultima glaciazione, quando enormi quantità d'acqua erano ancora intrappolate nelle calotte glaciali polari e gli oceani erano circa 120 metri più bassi di quanto non siano oggi. Anche se la documentazione ricavata dai coralli mostra episodi corrispondenti a una crescita del livello del mare anche di 2-3 centimetri all'anno, Fairbanks fa notare che questi valori si riferiscono a una situazione assai differente da quella attuale. A quei tempi, da 10.000 a 20.000 anni fa, le grandi coltri di ghiaccio che avevano ricoperto buona parte del Nord America e dell'Europa erano nel pieno della fusione e gli oceani stavano ricevendo immani quantità d'acqua da questi continenti. La documentazione più recente relativa al livello del mare indica una progressiva diminuzione del tasso di crescita, con una sostanziale stagnazione negli ultimissimi millenni. Quindi l'attuale regime climatologico sembrerebbe tendere a livelli del mare relativamente stabili.
Ma Joln B. Anderson della Rice Umversity non è d'accordo Questo ricercatore sostiene che negli ultimi 10.000 anni, vi sono stati almeno tre episodi di rapido incremento del livello del mare, ma essi sono invisibili nella documentazione fornita dai coralli (utilizzati in altre ricerche per trovare prove di innalzamenti e/o abbassamenti del livello medio marino). Il più recente episodio di improvviso innalzamento del livello del mare che Anderson riconosce avviene intorno al 2000 a.C..
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