In questa sezione si cercherà di tenere aggiornati i flash di agenzia (giornalistica) sulle ultime notizie dal Mondo e dall'Italia. Si tratta di estratti e brevi comunicati e quindi per avere degli approfondimenti si rimanda ai siti originali delle notizie riportate.
Ovviamente, gli argomenti riportati e sottoelencati sono inerenti alla Geologia, Paleontologia, Climatologia, ambiente, animali, ecc.: insomma, temi riguardanti le tematiche di questo sito. Possono esserci anche notizie un po "strane" (intese come anomalie) e/o riguardanti altre discipline scientifiche ma con riflessi su quella Geologica.
Buone letture 
2006: LADY-SQUALO ITALIANA CHE COCCOLA I PREDATORI
(De gustibus non est disputandum)
Il minimo che ci si aspetta è quello di finire in polpette e invece d'incanto i temibili pescioni fanno gli occhi "dolci" e si sbrodolano in effusioni, lasciandosi accarezzare pigramente Un tuffo con gli squali senza... "rete". Sembra impossibile e invece si scopre che anche i cattivi del mare amano giocare e sono capaci di interagire con l'uomo senza sguainare i pericolosi denti.L'avventura coraggiosa è di un'italiana, Claudia, la lady-squalo che coccola i predatori del mare. "Le carezze li mandano in estasi, si rilassano tutti ed è come se entrassero in trance", racconta. Claudia Capodarte, romana, documentarista e subacquea, ha sfidato la paura. E' appena tornata in Italia dopo aver vissuto con gli squali nel Mar dei Caraibi, a Grand Bahama, l'isola grande delle Bahamas, a nord delle coste di Miami. Gli incontri sono avvenuti senza la tipica gabbia che di solito separa i subacquei da questi predatori e che siamo stati abituati a vedere. E la novità è in questo contatto diretto. "Ho indossato una maglia a prova di morso, non si sa mai. La protezione è stata realizzata appositamente per i denti degli squali che nuotano nelle acque delle Bahamas, i Carcharhinus perezi. La maglia è in acciaio e sembra proprio come quelle che si usavano nel Medioevo", dice Claudia che, quando ricorda, sembra che stia ancora lì, immersa con i suoi amici squali. "La maglia anti-morso pesa 10 chili - spiega Claudia Capodarte - si indossa sopra alla muta da sub ma senza pinne perché essendo così pesante ti consente di andare sul fondale e rimanere stabile ad attendere che gli squali si avvicinino". E proprio questa maglia sembra fare da campanella di inizio per l'ora delle coccole. "Vengo da tante esperienze con gli squali - prosegue Claudia - ma emozioni così non le avevo mai provate e soprattutto mai potevo immaginare che gli squali potessero avere questa indole". "Ero in piedi sul fondo, a 14 metri - dice ancora la lady-squalo italiana - e gli squali cominciavano ad arrivare, come se sapessero che il fatto di indossare la maglia d'acciaio era il segnale di inizio per l'ora delle carezze. Mi venivano tutti incontro e non è che fosse uno scherzo. I carcharhini dei Caraibi sono massicci, sono lunghi anche tre metri e mezzo e sono i diretti cugini dello squalo bianco, quindi lascio immaginare il mio stato d'animo..."."All'inizio vederli sfrecciare così, a pochi passi da me e in mare aperto senza gabbie di protezione, beh, sì, è stato un momento di paura, un momento estremo ma unico - racconta Claudia - mi venivano dritti all'altezza della pancia, poi mi hanno spiegato che volevano semplicemente le carezze o si aspettavano un bocconcino, cioé un piccolo premio in cibo, come se fosse un cioccolatino". E così? "Non era un 'cioccolatino', cioé un piccolo pesce o altro cibo che volevano, ma solo carezze e coccole. Come se mi avessero scelta, se sentissero un richiamo amichevole da parte mia. Arrivavano a decine e decine e alla fine mi sono ritrovata in mezzo a una cinquantina di squali. Il rumore dell'acqua che spostavano era pazzesco, inquietante. Ma perché le carezze piacciono tanto agli squali? "La spiegazione sta nel fatto che i predatori del mare - riferisce Claudia citando gli esperti che l'hanno seguita nella sua avventura - sul muso hanno dei sensori sensibilissimi, una sorta di radar che consente di identificare cosa hanno di fronte e di avere delle percezioni". E proprio grazie a questi sensori che gli squali riescono a distinguere le prede. "Non attaccano l'uomo - dice Claudia - e quando attaccano significa che hanno agito in situazioni particolari credendo magari di avere a che fare con una preda in difficoltà, se l'uomo si agita e sbraccia o con una foca, come per i surf".ANSA 23/07/2006 2007-07-29 ANSA
E' ITALIANO L'UOMO CHE 'PARLA' CON I DELFINI
A tu per tu con i delfini: guardarsi negli occhi, capirsi, stabilire un contatto fisico che coinvolge anche il cuore, la testa, in un gioco di emozioni ogni giorno sempre nuovo. E' italiano l'uomo che 'parla' con i delfini e che é riuscito a penetrare nelle loro esigenze più intime. "Sono più della mia famiglia, quando c'é un uragano io sto con loro, riconoscono i miei passi, le vibrazioni che lascio". E' lui, l'uomo dei "delfini", Lucio Conti, nato a Riccione il 30 novembre di 32 anni fa. Ora vive in Messico. Trascorre le sue giornate con questi mammiferi, insegna loro a volteggiare nelle acque messicane ma il suo è un rapporto che va al di là dell' addestratore. Quello di Lucio è diventato un mondo in simbiosi con gli animali. "Sì mi riconoscono. I delfini sanno chi sei e non solo dal contatto fisico, dalla relazione che stabilisco quando sono in acqua - racconta l'italiano diventato il responsabile degli istruttori nella struttura DolphinDiscovery di Puerto Aventuras, un centinaio di chilometri a sud di Cancun, in Messico, in piena riviera Maya - ma anche dalla maniera di muoversi. Ti riconoscono anche dai passi e dalle vibrazioni che si emettono quando si cammina". "Se ti è successo qualcosa di personale anche loro reagiscono. Entrano in contatto con le tue sensazioni, con le tue emozioni. Quando si è tristi - prosegue Lucio - involontariamente lo sentono. Te ne accorgi dalle loro reazioni, non alzano la testa, evitano di mettere il rostro vicino al petto, si tengono a distanza". "Insomma, con il linguaggio del corpo sentono che non sei predisposto bene". "E' una relazione variabile che cambia a seconda dei giorni e ogni giorno le emozioni del momento vanno interpretate". "Spesso sembra quasi che puoi parlare con loro, che ti capiscono e ti rispondono. Non sono visioni ma sensazioni reali. E questo perché passo più tempo con loro - riferisce Lucio - che con la mia famiglia. Per esempio ci sono situazioni climatiche che mi costringono a lasciare mio figlio di 4 anni, Julio, e la mia compagna, America. Quando ci sono gli uragani mando la mia famiglia al sicuro ma io rimango con i delfini, proteggo gli animali". Un dare e avere che a Lucio nella vita ha offerto molto, soprattutto in alcuni momenti difficili della sua vita. In particolare c'é un delfino prediletto, Luis, che ora si trova nella struttura di Cozumel. "Siamo diventati molto amici. Stava tutti i giorni con me in un continuo scambio di sensazioni". Come? "Mi offriva il suo copro, le pinne pettorali, le dorsali". Luis ha 13 anni, si sono dovuti dividere ma è rimasto nel cuore di Lucio. Ma come si fa a coniugare l'amore per i delfini con il lavoro di istruttore e quindi con il fatto che gli animali sono in cattività? "E' una domanda che ti fai per tutta la vita, un animale dietro un recinto non è mai la cosa migliore noi però raggiungiamo solo nella nostra struttura un milione di persone l'anno. Persone che in questo modo possono conoscere un mondo per poterlo rispettare perché noi insegniamo prima di tutto l'estrema tutela di tutto quello che è il mare, i suoi abitanti e tutto il mondo naturale. E comunque qui nel centro i delfini vivono in mare, nelle baie naturali, con pesci, coralli e tutta la flora dei fondali tropicali, non stanno in piscina. Sono nati qui, non sono prelevati in natura". Lucio Conti è partito da Riccione 8 anni fa per raggiungere il Messico. Era istruttore di vela. Poi ha lavorato per una stagione al delfinario della sua città, quindi il Messico. Ora é responsabile degli addestratori e degli animali. Nella struttura di Puerto Aventuras ci sono 25 delfini (20 adulti e 5 piccoli) ma anche 7 leoni marini e 5 lamantini. E' lui, Lucio, l'inventore di una gelatina energetica che sostituisce il pesce per ricompensare gli animali. "Per i delfini la parola d'ordine é il gioco. E come ogni gioco alla fine c'è un premio". E se potessero parlare? "Lancerebbero un appello per dire di non gettare plastica in mare e non inquinare". "Cosa posso dire di loro? Sono giocherelloni, simpatici, accattivanti, puri. Appena scendo con loro chiedo hai voglia di giocare?". E quando li saluti? "Ci vediamo domani, come a un amico".
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