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Nuove ipotesi sul pennacchio di Encelado |
![Saturno]() |
| Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 03-13-2008 at 4:23 PM |
| Sistema Solare >> Saturno |
A caccia dell'acqua. Cassini vicina a Encelado Dopo aver sfiorato l’estremità dei pennacchi che fuoriescono dai geyser, arriverà a una quota minima di soli 50 chilometri
La sonda Cassini della NASA ha compiuto un un sorvolo estremamente ravvicinato a Encelado, il satellite naturale di Saturno: si tratta di un’occasione senza precedenti di raccogliere campioni di materiale e carpire così alcuni segreti degli enormi geyser che fuoriescono dalle fratture giganti poste in corrispondenza del polo Sud del satellite. L’origine di tale fenomeno è infatti di enorme importanza secondo gli scienziati che ritengono che possa esistere una grande quantità di acqua allo stato liquido in queste regioni. Sfiorando l’estremità dei pennacchi, Cassini si troverà approssimativamente a 200 chilometri dalla superficie per poi raggiungere una quota minima di soli 50 chilometri. “È un'operazione molto delicata ma potrebbe rivoluzionare la nostra conoscenza dei geyser di Encelado, e tutto il mio team e ansioso di vedere quali saranno i risultati scientifici”, ha spiegato Alan Stern, amministratore associato dello Science Mission Directorate della NASA di Washington. Secondo i responsabili della missione uno sguardo così ravvicinato ai pennacchi rappresenta una minaccia limitata per l’incolumità della sonda, dal momento che le particelle che incontrerà a forte velocità sono in ogni caso di piccole dimensioni, soprattutto se si tiene conto che la sonda già orbita intorno al pianeta dagli anelli in regioni ricche di particelle e polveri interstellari. La missione sarà focalizzata sull’analisi delle dimensioni, della densità e della composizione dei pennacchi, nonché della velocità del gas che li compone, ma la camera di bordo ha potuto e potrà raccogliere immagini di Encelado sia durante l’avvicinamento che l’allontanamento dal satellite. Le immagini riveleranno la morfologia delle regioni più a nord, precedentemente non osservate da Cassini. "Ci aspettiamo due tipi di particelle: uno costituito di sola acqua, l’altro di acqua mescolata con altro materiale”, ha concluso Sascha Kempf, che si occuperà dell’analisi delle polveri raccolte da casini per conto del Max-Planck-Institut per la fisica nucleare di Heidelberg, in Germania. "Riteniamo che le particelle di pura acqua si trovassero originariamente sulla superficie mentre quelle miste provengono probabilmente dall’interno del pianeta. Le analisi ci diranno se questa nostra teoria è corretta o meno.” (fc) (12 marzo 2008)© 1999 - 2008 Le Scienze S.p.A
15.12.2006Sulla rivista “Science” nuove ipotesi sull’origine del pennacchio che emerge dalla superficie di Encelado, satellite di Saturno. L’anno passato il fenomeno fu osservato dalla sonda Cassini e le analisi rivelarono che si tratta di vapore d’acqua mescolato a biossido di carbonio, metano e azoto. Il modello elaborato fu quello della presenza di una camera di acqua liquida nel sottosuolo, sovrastata da uno strato di ghiaccio superficiale. Il fenomeno in sostanza sarebbe simile a quello che si verifica nei geyser del Parco di Yellowstone. Secondo un gruppo di geologi e planetologi dell’Università dell' Illinois a Urbana-Champaign, tuttavia, tale modello non è compatibile con le basse temperature esistenti sul satellite. Il metano e l’azoto sono scarsamente solubili in acqua liquida, mentre lo sono quando l’acqua è ghiacciata e forma con essi la fase nota come clatrato."Esposti a condizioni prossime a quelle del vuoto dalle fratture del terreno al polo sud, anche quando sono ricoperte da uno strato di ghiaccio – ha spiegato Susan Kieffer, che ha partecipato alla ricerca – i clatrati si decompongono in modo violento, lasciando fuoriuscire azoto, metano, biossido di carbonio e particelle di ghiaccio: alcune particelle di ghiaccio sublimano e formano, insieme con gli altri gas a esse mescolati, i pennacchi che osservavamo.”© 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.
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