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Punto Nullo Novità sulle normative che regolano le attività in campo geotecnico
Buongiorno a tutti,
sono lieto di aprire una pagina inerente le novità normative, o simili, in merito al campo geologico e geotecnico. Non si tratta di una raccolta di leggi (per quelle si rimanda ai siti specializzati e/o ministeriali), piuttosto del tentativo di condividere le ultime novità nel campo che ..... dato il paese in cui viviamo....  sono spesso ... leggermente ... caotiche e un pò ostiche da interpretare.

Tratto dal Sito del Servizio Geologico della Regione Emilia Romagna:
2 agosto 2006: Sul sito http://www.anci.it, in Anci Notizie, in data 31 luglio 2006 è apparso il seguente comunicato:
"CLASSIFICAZIONE ZONE SISMICHE - ANCI PRESENTA RICORSO AL TAR CONTRO PROVVEDIMENTO DIPARTIMENTO PROTEZIONE CIVILE L’ANCI ha presentato un ricorso al TAR del Lazio contro l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 aprile 2006, n. 3519, (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 108 dell’11 maggio 2006), sulla prima classificazione delle zone sismiche sull’intero territorio nazionale.
Si è reso necessario procedere ad un’azione di tutela degli interessi dei Comuni italiani a seguito di un provvedimento voluto dal Dipartimento per la Protezione Civile che viola il principio di proporzionalità e costringe, in attesa della conclusione dei lavori dell’apposito gruppo tecnico istituito presso il Ministero delle Infrastrutture, ad operare una diversa classificazione delle aree sismiche sull’intero territorio nazionale con ripercussioni notevoli per gli Enti coinvolti e per le procedure di autorizzazione dei lavori di costruzione pubblici e privati. Il provvedimento, che non ha natura emergenziale e che prescinde dalla logica fino ad ora seguita per la sicurezza degli edifici in relazione al grado di sismicità del territorio, si colloca nell’alveo delle normali attività di prevenzione del Dipartimento per la Protezione Civile. In tal senso, si è voluto altresì sottolineare la necessità formale che tale atto venga sottoposto alla intesa interistituzionale presso la Conferenza Unificata. L’ANCI aveva a suo tempo sollecitato un incontro con il Dipartimento per la Protezione Civile prima che il provvedimento assumesse efficacia per una proficua soluzione ragionata e di buon senso, verso la quale però la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Ordinanza ha costretto i Comuni italiani ad un immediato ed adeguato intervento."



Novembre 2006:
Vi consiglio anche di dare un'occhiata al seguente link in cui troverete un sacco di materiale interessante sia da un punto di vista normativo che di mappe sismiche generate in merito alla pericolosità e vulnerabilità:
http://zonesismiche.mi.ingv.it/

Febbraio 2008:
Altri siti da tenere d'occhio e consultare (vedete Voi):
link 1 (by I.N.G.V. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
link 2 (by Regione Emilia Romagna)


Un paio di leggi da tenere sott'occhio in merito all'accessibilità giuridica dei dati ambientali sono:
  1. L'accesso dei cittadini ai documenti ambientali - Direttiva 2003/4/CE
  2. Direttiva del Consiglio del 7 giugno 1990 concernente la libertà di accesso all'informazione in materia di ambiente, Direttiva 7 giugno 1990, n. 90/313/Ce


Il riferimento che le classi di Laurea: link del Miur  e link 2 Miur


Ponti e simili e problemi vari

Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 09-01-2008 at 2:39 PM
Normativa in ambito Geologico e Geotecnico e Notizie varie >>

1994 Seul, tragedia sul ponte: crolla un' arcata e il fiume inghiotte almeno 32 persone. aperta un'inchiesta per accertare le responsabilità
Il premier offre le sue dimissioni, dopo pesanti accuse all'amministrazione
SEUL Tragedia nella capitale sudcoreana, dove ieri mattina un ponte e' crollato sotto il peso delle auto, uccidendo decine di persone che si stavano recando al lavoro. Il bilancio delle vittime non e' ancora definitivo: almeno 48 morti e 31 feriti, oltre a chissà quanti dispersi, secondo fonti governative; "solo" 32 morti e 17 feriti in base a una rettifica diramata dalla polizia. E anche le cause della tragedia restano incerte. I lavori di ristrutturazione del ponte Songsu erano appena terminati, ma l'arcata centrale ha ceduto ugualmente. Poco dopo le 7.30 un tratto di ponte di oltre 50 metri e' crollato nel fiume Han, trascinando con se' un autobus con almeno 60 passeggeri, un furgone e più di dieci automobili. Qualunque sia il numero delle vittime, sembra quasi certo che pesanti responsabilità siano da attribuire all'amministrazione: quella che nel '79, durante il governo dei militari, fece costruire il ponte con materiali di scarsa qualità, e quella attuale, che doveva provvedere alla manutenzione. A lanciare le prime accuse e' stato il presidente Kim Young Sam, che "innumerevoli volte aveva ordinato ispezioni" e che si e' detto "addolorato e pieno di rabbia che questo incidente sia potuto accadere nonostante i ripetuti avvertimenti". E stata aperta un'inchiesta e cadono già le prime teste: quella del sindaco di Seul, le cui dimissioni sono già state accettate, e forse addirittura quella del capo del governo, Lee Yung Dug.
Pagina 6, (22 ottobre 1994) - Corriere della Sera

2007-09-26
VIETNAM: CROLLA PONTE IN COSTRUZIONE, STRAGE OPERAI
(ANSA) HANOI, 26 SET - Almeno 60 operai sono morti oggi e un altro centinaio è disperso dopo che un ponte che stavano costruendo nella città di Can Tho, in Vietnam meridionale, è crollato all'improvviso. Lo hanno detto fonti della polizia e delle ditte appaltatrici. "Al momento dell'incidente c'erano circa 100 operai proprio sotto la sezione del ponte dove è crollata l'impalcatura, e altri 150 erano sopra il ponte", ha detto un ufficiale della polizia di Can Tho (170 km a su di Ho Chi Minh City, raggiunto per telefono.
''Le cifre sulle vittime continuano a essere aggiornate ma per adesso qualcosa come 100 persone possono essere morte o disperse'', ha aggiunto. Funzionari cittadini, citati dal giornale online VnExpress, hanno detto che le impalcature in alcune sezioni del ponte di acciaio e cemento armato in costruzione sul fiume Hau sono crollate intorno alle 08:30 locali (le 03:30 italiane). ''Abbiamo udito una forte esplosione e dopo (ci sono state) una grande nube di polvere e le grida degli operai intrappolati fra le macerie'', ha detto un ingegnere citato dal giornale statale. Al momento dell'incidente lavoravano sul ponte circa 250 persone fra ingegneri e operai di tre ditte appaltatrici giapponesi - Taisei, Kazima e NipponSteel - ma non si sa se fra le vittime ci siano cittadini nipponici.


2007-08-142007 CINA: CROLLA UN PONTE, ALMENO 20 VITTIME
PECHINO - Almeno 20 persone sono morte e 29 sono date per disperse nel crollo di un ponte in costruzione nella Cina centrale. Lo riferisce l' agenzia Nuova Cina. Il ponte, lungo 320 metri, è crollato ieri in un'ora di traffico intenso e 22 persone sono rimaste ferite. Il ponte era in costruzione in una zona turistica nella provincia dell'Hunan, precisa l' agenzia. Il governo provinciale ha inviato sul posto oltre 400 poliziotti e le operazioni di soccorso sono ancora in pieno svolgimento. Si ignorano fino a questo momento le cause della disgrazia.


2007, Cina, crolla ponte sul fiume Jiantuo: 22 i morti, decine i feriti e dispersi. Nel Paese sono oltre seimila i ponti lesionati o comunque pericolanti
La tragedia nella contea di Fenghang, nella provincia centrale dello Hunan

PECHINO - E' di almeno 22 morti, altrettanti feriti e 46 dispersi il bilancio ancora provvisorio del crollo di un ponte nella contea di Fenghuang, nella provincia centrale cinese dello Hunan. Lo hanno reso noto fonti dell'ente statale per la Sicurezza sul Lavoro, citate dall'agenzia di stampa Xinhua, secondo cui il numero delle vittime è destinato quasi certamente ad aumentare.
Il ponte a campata unica sul fiume Jiantuo, 320 metri di lunghezza, ha collassato pochi giorni prima che fosse aperto al traffico: stava infatti per esserne ultimata la costruzione, prevista a fine mese, e gli operai stavano rimuovendo le impalcature in acciaio utilizzate durante i lavori, allorché si è verificato il disastro.
Blocchi di cemento e calcestruzzo si sono abbattuti su un'autostrada sottostante, proprio durante l'ora serale di punta; l'arteria è molto frequentata anche perché collegata a un importante aeroporto regionale: la zona è ad alta densità turistica grazie ai suoi scenografici panorami naturali. Non sono state rese note le possibili cause della sciagura, sulla cui dinamica è stata perta un'inchiesta. Le operazioni di ricerca delle persone rimaste intrappolate sotto ai detriti sono sorvegliate da circa quattrocento poliziotti, inviati sul posto per mantenere l'ordine. Intorno ai resti della struttura si sono ben presto radunate centinaia di familiari delle vittime, in preda alla disperazione.
Il disastro ha fatto seguito alla notizia, diffusa dagli stessi mass media ufficiali, secondo cui in tutta la Cina ammontano a oltre seimila i ponti lesionati o comunque pericolanti; l'ultimo in ordine di tempo era crollato in giugno nella provincia sud-orientale del Guangdong, uccidendo nove persone.
(14 agosto 2007)


Dal Po al Tevere anche in Italia molte opere a rischio
«Serve una continua manutenzione: Come fanno sulle strutture di New York»

MILANO - «Le pile nell’alveo che sorreggono le arcate sono il punto più debole di un ponte» ricorda il professor Alberto Zasso del Dipartimento di meccanica del Politecnico di Milano. In Portogallo è stato appunto il cedimento di una pila a causare il disastro, anche se segnali di allarme sulla sicurezza dell’intera struttura erano stati lanciati proprio di recente prima, comunque, delle pioggie degli ultimi giorni.
I ponti con queste caratteristiche sono numerosi anche in Italia. In pratica la maggior parte di quelli esistenti sui nostri grandi fiumi, a partire dal Po, dall’Arno o dal Tevere, per arrivare sino al lungo ponte che collega Mestre a Venezia, perennemente inserito nel flusso delle ondate marine. «Le pile rappresentano il punto critico - continua Zasso - perché sono soggette a tutte le forze che agiscono sull’opera. Oltre, infatti, a dover sostenere l’intero peso dell’opera e le sollecitazioni provocate dal passaggio dei mezzi, vi sono le forze variabili esercitate delle correnti del fiume. Poi esiste il problema della stabilità dell’alveo. L’erosione del terreno su cui è installata la pila e provocata dallo scorrere delle acque può minare drasticamente la sua stabilità sino a provocarne il crollo. E questo è il primo aspetto che deve essere controllato per evitare problemi». «Le pile - prosegue il professore - devono avere la cura maggiore anche in fase di progettazione e se essa è buona, la struttura regge bene nonostante l’impeto delle acque. Un esempio eloquente di ottima resistenza per i ponti italiani lo abbiamo avuto proprio durante l’ultima alluvione. Al di là degli eventi eccezionali, tuttavia, c’è la necessità di un monitoraggio continuo delle fondazioni per evitare brutte sorprese nei momenti più difficili». «I ponti in ferro - continua l’esperto - come quello caduto in Portogallo, hanno bisogno di una consistente manutenzione. In tal modo, anche se sono vecchi di oltre un secolo, possono resistere senza problemi pure all’aumento del traffico. Un riferimento importante sono i numerosi ponti di New York, molto vecchi ma perfettamente rispondenti alle necessità attuali. Ma nella "Grande Mela" il lavoro su queste strutture è continuo».
Prima di tutto si controlla la corrosione delle diverse parti metalliche cercando di evitarla con opportune protezioni se è possibile, e intervenendo con sostituzioni periodiche di quei pezzi che non rispondono più ai requisiti di sicurezza.
Comunque l’elemento più a rischio sono le pile su cui anche le arcate metalliche poggiano. Infatti per il ponte di Messina è stata esclusa la soluzione con pile proprio perché le correnti nello stretto, e la sismicità del suolo aumentavano la vulnerabilità del collegamento.
(nota: tale articolo è stato ripreso da una pubblicazione cartacea i cui estremi si sono persi. Non è opera del gestore del sito)


2007-08-02 ANSA
CROLLA PONTE SUL MISSISSIPPI: 9 MORTI
WASHINGTON - Una tragedia all'ora di punta, in un momento in cui migliaia di automobilisti tornavano da una giornata di lavoro nell'area metropolitana di Minneapolis, in Minnesota. Un ponte che attraversava il fiume Mississippi e sul quale scorreva un'autostrada a quattro corsie, si e' inspiegabilmente accartocciato, scaraventando nel fiume e tra le macerie decine di veicoli. Almeno sette persone risultano morte secondo un bilancio ufficiale. Ma le vittime sarebbero nove, riferisce il quotidiano locale Minneapolis Star Tribune
Le autorità escludono che possa essersi trattato di un atto di terrorismo. L'America ha vissuto una serata di terrore e stupore, di fronte alle immagini che tutte le Tv del paese hanno trasmesso per ore da Minneapolis.
Scene che ricordano un terremoto o un bombardamento aereo, ma che per il momento restano legate a interrogativi senza risposta. Sul ponte e sull'intero tratto autostradale interessato erano in corso da tempo lavori di manutenzione, ma non e' chiaro se siano da collegare all'accaduto. ''Al momento, non abbiamo idea di quali siano le cause'', ha detto un portavoce della polizia. Alle 18:05 locali di ieri (le 01:05 di stanotte in Italia), nel pieno dell'ora di rientro, il ponte dell'autostrada Interstate 35W ha ceduto di schianto, mentre 50-100 veicoli - secondo varie testimonianze - lo stavano percorrendo. Alcune auto sono finite nelle acque del piu' grande fiume degli Usa - almeno una cinquantina, secondo una Tv locale - altre sono rimaste incastrate sotto pezzi di cemento armato.
''Ho sentito un rumore orribile, poi ho visto il crollo e una nube di polvere'', ha raccontato Janet Stately, che si trovava in auto vicino al luogo del crollo. Uno scuolabus giallo, di quelli che costellano tutte le strade d'America, e' rimasto in bilico, semidanneggiato, sulla carreggiata divelta: secondo i media locali, trasportava bambini di ritorno da un campo estivo. Alcuni bambini risultano ricoverati negli ospedali locali. L'allarme immediato ha fatto convergere nella zona tutti i mezzi dei soccorsi disponibili a Minneapolis e squadre di sommozzatori si sono lanciate nel Mississippi, alla ricerca di superstiti o cadaveri. La Guardia Costiera ha isolato un lungo tratto del fiume, per favorire le ricerche anche a valle del luogo del crollo.
Tre corpi sono stati recuperati nelle prime ore (almeno una vittima risulta morta per annegamento), mentre alcune decine di persone sono state trasportate negli ospedali della città del Minnesota. Nel caos seguito alle prime informazioni sul crollo, l'amministrazione Bush ha tenuto a sgombrare il campo in fretta da timori di terrorismo. ''Non c'è alcun elemento che ci porti a ipotizzare che si tratti di un atto di terrorismo'', ha detto il ministro della Sicurezza Interna, Michael Chertoff. ''Sono passato sul ponte un paio di minuti prima del crollo, tutto sembrava assolutamente normale'', ha raccontato un camionista, Gregory Wernick. ''Quando ho saputo cosa era accaduto, sono tornato indietro ed era il caos''. Le immagini rimbalzate nelle case degli americani per ore hanno mostrato superstiti sconvolti, auto in bilico sul baratro e sommozzatori impegnati nel fiume. Un camion ha preso fuoco al momento del crollo e ci sono volute un paio d'ore ai vigili del fuoco per spegnere le fiamme, che hanno contribuito a complicare i soccorsi. Quando l'incendio si e' placato, sulla zona si e' abbattuto un temporale, creando ulteriori problemi ai soccorritori.


2007, Crolla ponte sul Mississippi nell’ora di punta
Ci sarebbero 9 morti e 60 feriti, la struttura ha ceduto improvvisamente
Per le autorità il bilancio è destinato a salire. Almeno 50 auto recuperate nel fiume. Quattro corsie su otto chiuse per lavori
MINNEAPOLIS - Almeno sette persone (nove secondo altre fonti) sono state uccise dal crollo di un ponte sul Mississippi che univa le metropoli di Minneapolis e Saint Paul, nel Minnesota. Molte auto sono precipitate nel vuoto dopo che la struttura ha ceduto, altre sono rimaste schiacciate dai blocchi di cemento, altre ancora sono rimaste orrendamente sospese nel vuoto. Soccorritori e vigili del fuoco hanno recuperato almeno 50 veicoli nelle acque del fiume, finite in acqua dopo un volo di circa 20 metri. Ci sarebbero anche 60 feriti, di cui sei gravi, secondo fonti ospedaliere. Ma il bilancio delle vittime, secondo le autorità, è destinato a salire. Anche perché, con il calare della notte e dell'oscurità, i soccorsi si sono rivelati ancora più complicati. «Pensiamo ci siano molte altre macchine sotto l'acqua, ma ora è buio - hanno detto alcuni soccorritori - non si vede più niente». Secondo fonti dei servizi di soccorso, citate dall'edizione online del quotidiano Minneapolis Star Tribune, i morti accertati sarebbero almeno nove, mentre risultano esserci 20 dispersi. Sessanta bambini, che attraversavano il fiume a bordo di uno scuolabus, sono stati tratti in salvo. Sei dei giovanissimi scampati alla tragedia sono stati accompagnati in ospedale, in stato di choc.
IL CROLLO - Era l'ora di punta per il traffico sul ponte sull'autostrada I-35W, una lingua di asfalto gigantesca, da otto corsie, che univa Minneapolis e Saint Paul e che ogni giorno veniva attraversata da almeno 200mila veicoli. Il ponte in ferro e cemento era lungo circa 500 metri e sospeso a 20 metri dal fiume. La parte sovrastante il Mississippi era lunga 300 metri, con tre arcate, delle quali quella centrale era lunga circa 140 metri. Tutte e tre gli spezzoni del ponte sono collassati. Alle 6.05 del pomeriggio in Minnesota (l'1.05 di notte in Italia) è avvenuto lo spaventoso crollo, accompagnato da un tremendo boato. «C'erano dei lavori in corso - hanno detto i testimoni intervistati dalle tv americane dopo la tragedia - due corsie per ogni senso di marcia erano chiuse e c'erano lavori di manutenzione proprio sul punto in cui il ponte ha ceduto». Per la autorità la dinamica del disastro suggerisce che si è trattato di un «collasso strutturale». Improvvisamente il ponte si è afflosciato, le lingue di asfalto si sono spaccate e si sono accartocciate su se stesse. Come per un terremoto violentissimo. E le macchine hanno cominciato a precipitare nelle acque del Mississippi.
LE CAUSE - Non si conoscono ancora le cause della sciagura, ma un portavoce del dipartimento per la Sicurezza Interna, Russ Knocke, ha escluso qualsiasi matrice terroristica. Non si è dunque trattato di un attentato, ma di una tragica fatalità, dovuta verosimilmente a un cedimento strutturale. Il governatore del Minnesota, Tim Pawlenty, ha dichiarato che il ponte, costruito una quarantina di anni fa, era stato ispezionato nel 2005 e, per l'ultima volta, nel 2006, senza che fossero emersi difetti strutturali significativi. Tuttavia, come detto, erano in corso lavori di riparazione. «Sarà una notte tragica alla fine», ha detto ai giornalisti il sindaco di Minneapolis R.T. Ryback. «Una catastrofe di proporzioni storiche», ha aggiunto il governatore Pawlenty.
I TESTIMONI - Catherine Yankelevich, scampata già al devastante terremoto in California del 1994, è riuscita a uscire dal finestrino della sua macchina finita nelle acque del fiume e a nuotare fino a riva. «Il ponte ha iniziato a crollare, le automobili volavano ovunque e ho visto l’acqua salire - ha raccontato Catherine - l’acqua saliva rapidamente, allora ho tirato giù il finestrino. Ho avuto l’impressione di essere in un film. Era spaventoso». Anche Peter Siddons è un miracolato: «Credevo di morire». L’uomo era seduto alla guida della sua autovettura, imbottigliato nel traffico quando «il ponte ha cominciato una specie di rollio e ha cominciato a cadere a pezzi».
02 agosto 2007


CORRIERE DELLA SERA VENERDÌ 1 SETTEMBRE 2006
Primo intervento di recupero fissato nel 2009. L'appello: tardi, bisogna agire subito
Ponte di Brooklyn malato grave: La ruggine lo sta distruggendo
New York, dossier rilancia l'allarme: troppa incuria, struttura a rischio
Dal progetto all'inaugurazione Una lunga scia di disgrazie. La progettazione e la direzione dei lavori del ponte di Brooklyn fu una faccenda, letteralmente, «di famiglia». A. progettarlo fu il tedesco, John A. Roebling (foto), che tuttavia non riuscì ad assistere neppure all'inizio dei lavori: nel 1869 rimase ferito durante l'attracco di un traghetto e mori dopo tre settimane di agonia. A raccogliere l'eredità fu allora il figlio, Washington Roebling. Pure lui, però, ebbe una fine tragica: terminò il ponte ma, nel 1872, fu colpito da un'embolia mentre risaliva dalle camere di scavo sottomarine, restando paralizzato. Lo sostituì la moglie, sotto la sua supervisione. Nel 1883 l'inaugurazione.
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK — I terroristi islamici hanno tentato invano, per anni, di far saltare in aria il Ponte di Brooklyn, giudicandolo uno dei simboli architettonici più emblematici dell'odiata America. Ma a riuscire laddove Al Qaeda ha puntualmente fallito, rischia di essere l'incuria della città di New York.
È quanto emerge dall'ultimo, scioccante rapporto sullo stato di salute di ponti e tunnel newyorchesi che assegna al Brooklyn Bridge solo tre punti (sinonimo di «deterioramento grave») su una scala da uno («potenzialmente pericoloso») a sette («nuovo di zecca»). La striscia di ferro e cemento, sormontata dalle imponenti arcate in mattoni che collega Manhattan a Brooklyn, attraversando l'East River, è stata immortalata in centinaia di film, romanzi, musical, commedie e persine dall'omonima gomma da masticare.
Disegnato da John Augustus Roebling e inaugurato nel 1883, quello che allora era il ponte sospeso e tenuto da tiranti in acciaio più lungo del mondo (1.825 metri e 14 mila tonnellate), ha da poco compiuto 123 anni e li dimostra tutti. I malanni riscontrati dagli ispettori del comune vanno dalla ruggine che sta lentamente corrodendone la struttura, alle crepe nel cemento; dai graffiti che ricoprono ormai ogni angolo del ponte agli escrementi di uccelli. Nonostante la sua ultima ristrutturazione risalga al 1991, le autorità non hanno in programma d'intervenire prima del 2009. «La riverniciatura è fissata per quella data» spiega Graig Chin, portavoce del Dipartimento dei trasporti. «L'operazione verrà a costare 85 milioni di dollari e andrà a inserirsi in un progetto di restauro strutturale più ampio di piloni, cavi e ancoraggi, il cui costo è stimato intorno ai 236 milioni di dollari».
«L'abito non fa il monaco — tiene a precisare Chin —. Nonostante il suo look rugginoso e scorticato, il Ponte di Brooklyn è strutturalmente sicuro». Ma la tesi non convince i newyorchesi che hanno inondato di telefonate l'apposito numero istallato dal comune per denunciare nuovi guasti e graffiti. A guidare la protesta è il presidente del quartiere di Brooklyn, Marty Markowitz che ha lanciato un appello: «Salviamo il simbolo famoso in tutto il mondo e diamogli subito l'attenzione, la cura e il rispetto che si merita». Nella polemica si sono tuffati i media locali, che hanno invitato il sindaco Michaeì Bloomberg a «mantenere le promesse elettorali». «Questo scandalo è un imbarazzo per la nostra città», punta il dito il New York Sun, ricordando come, «proprio grazie a questo ponte nel 1898 le due città — Manhattan e Brooklyn — si sono congiunte, diventando un'unica metropoli: New York». Per l'immaginario collettivo di milioni di persone il ponte è molto di più. «È da decenni l'unica ancora di salvezza per le moltitudini di newyorchesi, trasformati in pedoni dagli scioperi dei trasporti, blackout o attacchi terroristici come quello dell' 11 di settembre — teorizza il Sun —. È il luogo dei rally politici di protesta, alla base della nostra democrazia. È la passeggiata dove i turisti scattano foto mentre i salutisti fanno jogging e le famigliole scorazzano coi figli in carrozzina».
Dare tutto ciò per scontato sarebbe un errore. Anche perché basterebbe imitare l'esempio del Golden Gate Bridge, che viene regolarmente riverniciato da uno staff di imbianchini impiegati a tempo pieno dal comune di San Francisco.
Alessandro Farkas

    * Cavi d'acciaio: Ogni cavo contiene 5.657 km di filo d'acciaio, galvanizzato con zinco per proteggerlo dal vento, dalla pioggia e dalla neve
    * Ancoraggio dei cavi: Piastre a sella ancorano i cavi alla sommità di ciascuno dei due piloni

LA RISTRUTTURAZIONE: II ponte, uno dei simboli di New York, è in attesa della sua prima ristrutturazione dal 1991
IL PIANO: La riverniciatura è fissata per il 2009. L'operazione verrà a costare 85 milioni di dollari e andrà a inserirsi in un progetto di restauro strutturale più ampio, i cui costi sono stimati attorno ai 236 milioni di dollari
IL VOTO: Nel recente rapporto sulle condizioni generali delle infrastrutture della metropoli, al ponte è stato assegnato un voto di 3,15 su un massimo di 7, valore che sta a indicare il livello avanzato di «deterioramento strutturale»

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  • Lo sapevate che a New York (USA), si stima che vi siano oltre 600.000 (avete letto bene!) edifici in muratura con importanti problemi di consolidamento dovuti al decadimento delle malte cemetizie utilizzate a suo tempo per realizzarli!
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