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Punto Nullo Questa sezione si occupa di tutti quegli scampoli di informazione legati alla tematica Inquinamento generica

Scoperta dalla Guardia Forestale la più grande discarica abusiva in Italia

Inquinamento dei fiumi/torrenti
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 10-05-2010 at 12:59 PM
Articoli su Inquinamento (vari) >> Inquinamento dei fiumi/torrenti

Circa 185 mila metri cubi di materiale inquinante sepolto a pochi metri dal fiume Pescara. Il Wwf: «Siamo attoniti» 

PESCARA - Circa 185 mila metri cubi di sostanze tossiche e pericolose. La più grande discarica abusiva italiana, in un'area di quattro ettari nei pressi del polo chimico di Bussi (Pescara), è stata scoperta dal Corpo Forestale di Pescara. Ora è sotto sequestro: fra le sostanze individuate nel corso delle analisi di laboratorio ci sono cloroformio, tetracloruro di carbonio, esacloroetano, tricloroetilene, triclorobenzeni e metalli pesanti.
240MILA TONNELLATE DA RIMUOVERE L'area è ubicata fra la stazione ferroviaria ed il fiume Pescara: le sostanze tossiche, frammiste a terreni già inquinati, erano ad una profondità media di circa cinque-sei metri. In totale la Forestale calcola che i materiali che dovranno essere rimossi si aggirano sulle 240 mila tonnellate, con un costo di bonifica stimato in circa 58 milioni di euro. Per il sostituto procuratore della Repubblica di Pescara, Aldo Aceto, che conduce le indagini: «il danno è di proporzioni gigantesche». Molte delle sostanze inquinanti sono state assorbite dal terreno, finendo nelle acque del vicino fiume Pescara: si escludono, al momento, problemi per l'acqua potabile. Secondo gli investigatori la discarica individuata, comunque, «è solo la punta di un iceberg»: si pensa che l'area in cui sono stati interrati i rifiuti sia molto più vasta.
MIGLIAIA DI ANNI PER LA BONIFICA - Al momento non ci sono indagati: i reati per i quali si procede sono disastro ambientale ed avvelenamento delle acque destinate al consumo umano. Prima che la situazione dell'area e dell'ambiente circostante possa tornare alla normalità ci vorranno migliaia di anni: un altro problema che si pone è trovare una discarica, di capienza sufficiente, in cui collocare in condizione di sicurezza tutto il materiale pericoloso.
IL WWF: «SIAMO ATTONITI» - «Siamo attoniti - ha detto Dante Caserta, Presidente del Wwf Abruzzo - di fronte alle foto raccapriccianti raccolte durante i sopralluoghi: lastre di metri di spessore ed estese per decine di mq di cristalli di sostanze tossiche; materiali di ogni colore immaginabile; tecnici che si sono sentiti male nonostante maschere e tute di protezione. Questa vicenda getta una luce sinistra sulla storia del vicino insediamento chimico di Bussi che per troppo tempo, evidentemente, ha ricevuto solo un benevolo trattamento da parte di chi appoggiava ciecamente il cosiddetto “sviluppismo industrialista”. Ora però non si sa dove trovare i 58 milioni di euro necessari per la bonifica. Per decenni nessuno ha visto nonostante il sito si trovi a fianco di una stazione ferroviaria e di un’autostrada».

13 marzo 2007 dal sito del Corriere della Sera


La situazione discariche sul territorio lombardo: i rifiuti, una bomba a tempo
La guerra di Pontirolo sollecita misure d'emergenza. Il Pirellone: presto quella discarica sara' chiusa
La Regione contro l'assedio di 12.300 tonnellate di immondizie
BERGAMO . "Le ordinanze dice l'assessore regionale all'Ecologia Sandro Bruni non sono dei diktat calati dall'alto ma raccolgono le conclusioni di lunghi confronti fra tutti gli enti interessati. Cosi' e' stato anche per Pontirolo. La gente e' certo esasperata ma chiediamo un po' di pazienza. Appena la Provincia di Bergamo varera' il provedimento d'urgenza previsto dalla legge regionale aprendo una nuova discarica, a Bolgare o a Treviglio, Pontirolo sara' definitivamente cancellata. Basta con questo assurdo apri chiudi. Penso che la data del 30 giugno prossimo, termine ultimo per la chiusura, potrà essere anticipata di diversi mesi". Ma sul caso Pontirolo, sull'orlo di diventare una guerra, chi deve recitare il mea culpa? "In passato non si sono avviate le bonifiche promesse e la situazione e' degenerata avvelenando gli animi. Adesso occorre un recupero ambientale totale: c'e' l'impegno della Regione. Al di la' dei casi specifici bisogna pero' sottolineare una cosa: il nodo del problema e' dato da Milano. E lei che rovescia sulle discariche di altre zone . come quelle di Castrezzato e Calcinato (Brescia), Mozzate (Como), Casatisma (Pavia) . buona parte delle sue 5300 tonnellate giornaliere che non sa come altrimenti smaltire. Non accuso nessuno. Mia impressione pero' e' che sia mancata una collaborazione fra il Comune della metropoli, la Provincia e l'Azienda municipalizzata. Cosi' tutti gli altri ne pagano le conseguenze. Ora pero' con la nomina ministeriale di un commissario per Milano la situazione dovrebbe sveltirsi. Speriamo bene". Al quarto piano del Pirellone si vuol dimostrare che finalmente la bomba a orologeria della questione rifiuti sta per essere disinnescata in tempo. "Mi trovo a gestire . dice Bruni . un periodo di transizione con molte spine in attesa che le Province, come prevede la legge, definiscano appunto i loro piani rifiuti che le rendera' autosufficienti: discariche, inceneritori e gli altri impianti adeguati alle necessita' di ogni territorio. Nel frattempo ogni amministrazione ha pero' la possibilità di intervenire subito sulla questione ritenuta più urgente. E credo che per Bergamo il tassello nero della mappa sia proprio Pontirolo. L'assessore ha il dovere di sollecitare questi interventi". Per affrontare le crescenti montagne di rifiuti, 12300 tonnellate al giorno secondo gli ultimi dati, dietro l'angolo c'e' dunque la legge, la numero 21 del ' 93. Ogni provincia dovrà fare da se', senza esportare l'immondizia. La realizzazione di nuove discariche sara' pero' solo un aspetto di un programma articolato che deve prevedere l'impiego di tecnologia complessa: inceneritori, impianti di compostaggio, sistemi di recupero energetico. Ma solo Cremona e' gia' vicina al traguardo . il piano verra' presto esaminato in consiglio regionale seguita da Bergamo, Sondrio e Brescia. Nelle altre province e nei comprensori di Lecco e Lodi c'e' ancora molto da lavorare. Interventi d' emergenza a parte, per qualche tempo si dovra' percio' procedere con i vecchi mezzi. Che sono le 14 discariche fra le più attive le due bresciane di Castrezzato e Calcinato e quelle di Gorla Maggiore (Varese), Mozzate (Como) e Gambolo' (Pavia) ognuna delle quali inghiotte ogni giorno oltre mille tonnellate di Rsu (rifiuti solidi urbani), gli 8 inceneritori . a Bergamo, Como, Lecco e Busto Arsizio (Varese), i rimanenti nel Milanese e i 2 impianti di compostaggio a Pieve di Coirano (Mantova) e Cedrasco (Como) più quello di Ceresara, temporaneamente chiuso. Non c'e' il rischio che anche i migliori piani vengano superati dalla inesorabile crescita dei rifiuti? L'assessore Bruni: "La legge punta sul potenziamento della raccolta differenziata che potrebbe consentire, razionalizzando il servizio, una riduzione dei Rsu. L'esempio viene da Brescia che, prima della classe per il teleriscaldamento, gia' seleziona il 20 per cento delle immondizie mentre altre province non arrivano al 3 4. Basterebbe che in 5 anni in tutta la Lombardia la raccolta differenziata raggiungesse il 25 per cento e si comincerebbe a respirare". Pontirolo dunque più che mai banco di prova della buona volontà dei palazzi. Gli abitanti sono disposti a concedere un armistizio?
Biglia Andrea
Pagina 50 (7 ottobre 1994) - Corriere della Sera


Rifiuti Marmolada: sentenza da 100mila euro
2008-12-09
BELLUNO -- Centomila euro. Questo il risarcimento che la società Tofane Marmolada, che gestisce la funivia da Malga Ciapèla a Punta Rocca, dovrà corrispondere alla Provincia di Belluno per i rifiuti gettati sul ghiacciaio della Marmolada tra il 1989 e il 1990: lamiere, corde metalliche, bidoni, olii della funivia e perfino polistirolo espanso, gettato nei crepacci per riempirli e garantire lo sci estivo.
La sentenza è stata pronunciata nei giorni scorsi dal magistrato Gabriella Zanon della Corte di Cassazione. Il procedimento civile contro la società funiviaria era stato intentato da Mountain Wilderness dopo aver rilevato lo scempio ambientale compiuto sul ghiacciaio ai piedi della parete Sud della Marmolada.
 L'associazione ambientalista, oltre a denunciare i responsabili dei danni, aveva promosso una serie di campi di pulizia sul ghiacciaio, tra Rocca Pietore e le valli di Franzedas e Val Ombretta, presso il rifugio Falier, con i quali centinaia di volontari avevano portato a valle tonnellate di rifiuti. Alpinisti come Reinhold Messner, Alessandro Gogna e Maurizio Giordani erano scesi nei crepacci del canalone del Gigio, nel vallone di Antermoia, trovando enormi quantità di rifiuti e polistirolo.  Nel processo del 1991, il pretore condannò i gestori dell'impianto per l’inquinamento provocato. In appello, nel 1994, la condanna fu prescritta, ma i giudici di Venezia confermarono la responsabilità civile degli imputati e così si procedette in Cassazione: con la sentenza di questi giorni, che obbliga la società al risarcimento di 100mila euro e al pagamento delle spese legali di circa 16mila euro, la questione viene definitivamente chiusa. "E’ una vittoria di tenacia e convinzione - commentano i responsabili di Mountain Wilderness - la nostra associazione, assieme al Cai locale, alla società stessa, alla Provincia Autonoma di Trento ha lavorato fra il 2001 e il 2007 alla pulizia integrale del ghiacciaio della Marmolada".
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