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Punto Nullo Scoperte sul passato della Terra

Un dinosauro gigante dalle forme di uccello

Dinosauri e fossili
Posted by Gabriele Ponzoni (gabriele) on 10-31-2008 at 11:33 AM
Paleontologia e fossili >> Dinosauri e fossili

Rinvenuto in Cina
Le ossa di un gigantesco dinosauro dall'aspetto che ricorda quello di un uccello è stato trovato da un gruppo di ricercatori in Cina. Come si legge sull'ultimo numero di "Nature", l'animale doveva essere lungo otto metri, alto 3,5 e dotato di un peso intorno ai 1400 chilogrammi. Gigantoraptor erlianensis, come è stata battezzata la nuova specie, è 35 volte più pesante di quello che era considerato il peso massimo della famiglia di dinosauri a cui è stato attribuito, quella degli Ovirapdidae, e ben 300 volte rispetto al più piccolo. "Questo gruppo di dinosauri è noto da un centinaio di anni; la loro taglia normalmente è quella di un tacchino, e al massimo arrivava a quella di un emù. Nessuno si sarebbe aspettato qualcosa di simile", ha osservato il paleontologo David Unwin, dell'Università di Leicester.
Finora si era pensato che lo sviluppo delle caratteristiche tipiche delle antiche creature simili agli uccelli fosse accompagnato da una progressiva diminuzione delle dimensioni corporee, ma questo ritrovamento metterebbe in dubbio che sia sempre stato così.
Non esistono dati che possano rispondere chiaramente alla domanda se Gigantoraptor fosse dotato di penne, ma Xing Xu, dell'Istituto di paleontologia dei vertebrati dell'Università di Pechino ritiene, sulla base delle strette affinità morfologiche con i dinosauri di cui si sa che le possedevano, che la cosa sia verosimile.
I resti furono scoperti accidentalmente nel 2005, quando Xing Xu, mentre stava girando un intervista per un documentario giapponese in un sito del deserto dei Gobi dove era stato rinvenuto un sauropode, è inciampato in un osso. Comprendendo subito che non si trattava del fossile di un esemplare di quella specie, ricorda Xing Xu, "lo pregai di smettere di filmare: 'questo non è per il tuo programma', gli dissi". Gli scavi intrapresi successivamente hanno portato alla luce numerose altre ossa, poi ricomposte e analizzate.
Dall'esame microscopico delle ossa l'esemplare trovato doveva essere, secondo Xing Xu, un giovane adulto. (gg)
(15 giugno 2007), © 1999 - 2007 Le Scienze S.p.A



2007, Il pasto dello pterosauro: Confutata una vecchia ipotesi
Considerata la sua mole, per "scremare" l'acqua avrebbe dovuto vincere una insostenibile resistenza aerodinamica
Come si nutrivano gli pterosauri? Finora la teoria più diffusa, basata sull'estrapolazione agli animali estinti dei comportamenti di specie attuali sulla base di caratteristiche anatomiche condivise, ipotizzava che questi enormi rettili volanti utilizzassero una particolare tecnica di pesca, vale a dire la cosiddetta "scrematura", che consiste nel fendere l'acqua con il becco aperto come fanno gli odierni becchi a forbice o scrematrici (del genere Rhynchops).
Tuttavia uno studio condotto da Stuart Humphries dell'Università di Portsmouth, Richard Bonser e colleghi - descritto in un articolo pubblicato sul numero odierno della rivista on line PLoS Biology - confuta questa ipotesi.
Per studiare i meccanismi di alimentazione degli pterosauri Humphries e colleghi sono ricorsi a una varietà di modelli sperimentali e aerodinamici, mostrando che l'enorme taglia di questi animali volanti avrebbe loro impedito di utilizzare tale strategia, almeno per quanto riguarda le specie più grandi - la cui apertura alare poteva raggiungere i 12 metri - dato che queste avrebbero dovuto sopportare i costi energetici necessari a superare una resistenza aerodinamica pari a una tonnellata.
Ma anche le specie più piccole, che pure avrebbero potuto superare l'ostacolo costituito dalla resistenza aerodinamica, difficilmente si sarebbero potuti servire della tecnica di scrematura. Secondo i ricercatori, infatti, dai resti fossili si evince che crani e colli di queste specie sono sprovvisti dei caratteristici adattamenti che si riscontrano nelle tre uniche specie viventi che ricorrono a questa strategia di alimentazione. (gg)
(24 luglio 2007)© 1999 - 2007 Le Scienze S.p.A.

Il gigantesco antenato delle oche
Gli antenati degli uccelli avevano perso le strutture dentarie oltre 100 milioni di anni fa perché troppo pesanti. Dasornis le aveva ri-evolute, ma nella più leggera cheratina e non in dentina
E' di un antico partente delle comuni sule (ma un po' più alla lontana anche delle oche) il cranio fossile studiato da Gerald Mayr del Museo e Istituto di ricerca Senckenberg a Francoforte, in Germania, solo che quell'animale, che 50 milioni di anni fa era solito frequentare fra le rive dell'Inghilterra, dell'Essex e del Kent, aveva un'apertura alare di ben cinque metri.
Come scrive l'autore in un articolo pubblicato anche on line sulla rivista "Palaeontology", questo antico uccello classificato con il nome di Dasornis emuinus come appartenente alla famiglia dei pelagornitidi (e quindi allo stesso ordine delle odierne sule e dei cormorani), aveva una lunghezza superiore al metro e mezzo ed era solito veleggiare sopra il mare conducendo una vita simile a quella degli attuali albatros.
La cosa più curiosa, tuttavia, è forse il fatto che per quanto Dasornis avesse un becco che, come quello degli uccelli attualmente viventi, era costituto di cheratina (la stessa sostanza che forma i nostri capelli e le unghie), esso era dotato di una fitta serie di taglienti pseudo-denti, sempre in cheratina. "Nessun uccello attualmente vivente possiede veri denti dato che questo tipo di struttura, che è formata da dentina e smalto, venne persa dai loro antenati oltre 100 milioni di anni fa, probabilmente per risparmiare peso e rendere più facile il volo. Ma Dasornis e alcuni altri antichi uccelli avevano reinventato dopo 50 milioni di anni strutture analoghe evolvendo questi pseudo-denti", ha spiegato Mayr.
"Lo sviluppo di queste strutture - ha proseguito Mayr - era legato alla loro dieta. Probabilmente veleggiavano a pelo dell'acqua e catturavano pesci e calamari che, per le loro dimensioni, erano difficili da trattenere con i normali becchi, e per questo si sono evoluti gli pseudo-denti." (gg)
(29 settembre 2008)© 1999 - 2008 Le Scienze S.p.A.


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