In questa sezione si cercherà di tenere aggiornati i flash di agenzia (giornalistica) sulle ultime notizie dal Mondo e dall'Italia. Si tratta di estratti e brevi comunicati e quindi per avere degli approfondimenti si rimanda ai siti originali delle notizie riportate.
Ovviamente, gli argomenti riportati e sottoelencati sono inerenti alla Geologia, Paleontologia, Climatologia, ambiente, animali, ecc.: insomma, temi riguardanti le tematiche di questo sito. Possono esserci anche notizie un po "strane" (intese come anomalie) e/o riguardanti altre discipline scientifiche ma con riflessi su quella Geologica.
Buone letture 
Ho scoperto per caso questa notizia (e relativo elenco di nominativi): oltre ad essere mostruosamente indignato con i nostri politici che permettono questo (ed altro) ho deciso di fare uno strappo alla regola e metterla visibile sul sito. (personalmente ne sono molto svilito).
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Via i condannati dal Parlamento: Il ministro delle Infrastrutture e leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha presentato al Senato il disegno di legge che impedisce ai condannati in via definitiva di potersi candidare
L'elenco dei parlamentari condannati in via definitiva _11/04/2007_
La lista comprende 25 condannati definitivi (compresi quelli che hanno patteggiato la pena), di cui 21 di centrodestra e 4 di centrosinistra.
Alleanza Nazionale
Marcello De Angelis: banda armata e associazione sovversiva Domenico Nania: lesioni volontarie personali
Dc per le autonomie
Paolo Cirino Pomicino: corruzione e finanziamento illecito Democratici di Sinistra Enzo Carra: false dichiarazioni Vincenzo Visco: abuso edilizio
Forza Italia
Massimo Maria Berruti: favoreggiamento Alfredo Biondi: evasione fiscale (reato poi depenalizzato) Giampiero Cantoni: corruzione e bancarotta fraudolenta Marcello Dell'Utri: false fatture, falso in bilancio e frode fiscale Lino Jannuzzi: diffamazione aggravata Giorgio La Malfa: finanziamento illecito Giovanni Mauro: diffamazione aggravata Antonio del Pennino: finanzialemento illecito Cesare Previti : corruzione giudiziaria Egidio Sterpa: corruzione giudiziaria Antonio Tomassini: falso in atto pubblico Alfredo Vito: corruzione
Lega Nord
Mario Borghezio: incendio aggravato. Umberto Bossi: finanziamento illecito e istigazione a delinquere Roberto Maroni: resistenza a pubblico ufficiale
Nuovo Psi
Gianni de Michelis: corruzione e finanziamento illecito
Rifondazione Comunista
Daniele Farina: fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e inosservanza degli ordini delle autorità
Udc
Vito Bonsignore: corruzione Aldo Patriciello: finanziamento illecito
Rosa nel Pugno
Sergio D'Elia: banda armata e concorso in omicidio
Il Comune chiama precari per i bus. «Faranno i corsi» Palermo: assunti 110 autisti senza patente Destinati alla municipalizzata dei trasporti: non hanno mai fatto l'esame per guidare i mezzi pubblici
PALERMO - Domandina facile facile: cosa deve avere un autista? La patente, direte voi. Esatto. Ma non a Palermo. Non sotto elezioni. L'assessore al personale ha fatto assumere infatti all'azienda dei trasporti 110 conducenti. Tutti e 110 ignari di come si debba guidare un autobus. «Impareranno», ha risposto a chi si scandalizzava: «Questione di pochi mesi». Giusto il tempo di incassare il voto riconoscente dei beneficiati alle prossime «comunali». E se poi non imparano a guidare? Boh...Il protagonista della storia si chiama Alberto Campagna, ha 53 anni, un diploma di perito industriale, i capelli radi tirati all'indietro e un paio di baffi alla Pasqualino Settebellezze. Ricordate quando Silvio Berlusconi scese in campo dicendo che Forza Italia era una «nave di sognatori» carica di «uomini nuovi alla politica» e «campioni nelle proprie professioni» e decisi a «sradicare il clientelismo»? Ecco, lui gestisce quel sogno a modo suo. Consigliere comunale azzurro dal 1997, ha ottenuto dal sindaco Diego Cammarata un mucchio di deleghe: «Risorse umane, Servizi demografici, Postazioni anagrafiche, Rapporti col consiglio comunale, Attività Socialmente Utili e Risorse non Contrattualizzate». Traduzione: è assessore al personale assunto e a quello da assumere. Possibilmente accontentando innanzitutto gli amici e gli amici degli amici.La prima ad essergli riconoscente, in verità, è stata la moglie. Si chiama Cinzia Ficarra, è stata assunta negli uffici dell'ex «Municipalgas» e ha visto il suo nome al centro delle prime polemiche intorno al marito e ai suoi sistemi di gestire le antiche municipalizzate piuttosto lontani dallo «sradicamento del clientelismo». Era il settembre dell'anno scorso e dopo un lungo braccio di ferro il consigliere comunale diessino Davide Faraone aveva ottenuto finalmente l'elenco di centinaia di persone assunte all'Amg (gas), all'Amat (trasporti urbani), Amap (acqua), alla Sispi (sistemi informatici), Amia (servizi di igiene e rifiuti). Si capì allora perché quell'elenco fosse stato tenuto segreto per mesi e mesi con una motivazione ridicola («c'è la privacy...») rimossa solo da un intervento dell'authority che aveva spiegato come fosse assurdo invocare la segretezza in una materia come quella.La lista degli assunti, arruolati nelle ex municipalizzate per chiamata diretta e senza concorso, era infatti zeppa di amici politici, candidati trombati da risarcire con uno stipendio pubblico, segretari e funzionari di partito da sistemare. E poi mogli (quella di Campagna), figli (come Giuseppe e Tania Tito, rampolli di quello che allora era il presidente dell'Authority sulle aziende municipali per poi diventare addirittura il «difensore civico» comunale nonostante la legge escludesse chi era stato come lui candidato alle elezioni!) e sorelle, cognati, nuore, generi, cugini... Una schifezza. Che infangò soprattutto i partiti della Casa delle Libertà, da Alleanza Nazionale all'Udc, ma che lasciò qualche schizzo di fango anche sulla sinistra per il sorprendente inserimento, tra i raccomandati che avevano trovato una sistemazione, di Tiberio, il figlio di Francesco Cantafia, già segretario della Camera del lavoro e poi deputato regionale della Quercia. E che costrinse la magistratura, seppellita sotto una catasta di lettere e di esposti, ad aprire un'inchiesta. Insomma: che qualcuno approfittasse in modo indecente della libertà concessa alle nuove SpA municipali di potersi muovere sul fronte delle assunzioni senza quel minimo di rigidità (concorsi, documenti, graduatorie...) imposto dalla legge agli enti pubblici, era già chiaro da un pezzo. Né i siciliani si facevano illusioni su una svolta liberale, pulita, meritocratica.Tutto già visto. Troppe volte. Basti ricordare le recenti, incredibili, assunzioni al 118 di autisti delle ambulanze del tutto ignari delle strade e di portantini così inesperti, sciatti e incapaci da rovesciare i malati dalle barelle o peggio ancora decisi a presentare subito dopo l'assunzione certificati medici attestanti che come portantini non potevano portare nulla perché affetti da questa o quella invalidità. Una storia come quella accaduta all'Amat e raccontata ieri sulle pagine locali da «Repubblica», però, non si era mai vista neppure in Sicilia, dove una settantina di Lsu sono stati assunti un anno fa per «contare i tombini e le caditoie, cioè le feritoie nei marciapiedi che permettono il deflusso delle acque piovane» e dove Totò Cuffaro si fa vanto nella biografia ufficiale curata da Francesco Foresta di avere stabilizzato (cioè assunto definitivamente) 55 mila precari.A metà febbraio, con una lettera ufficiale ai vertici di Palazzo delle Aquile, cioè del Comune, il presidente della società dei trasporti Sergio Rodi aveva segnalato l'urgenza di tappare i buchi lasciati negli organici dal pensionamento di oltre un centinaio di autisti. Buchi che impedivano all'azienda di svolgere la sua funzione. Va da sé che in qualunque altro posto al mondo avrebbero fatto un bando: «A.A.A. Azienda comunale trasporti cerca 110 autisti, indispensabile la patente D». In qualunque posto, ma non a Palermo alla vigilia delle elezioni comunali che vedranno lo scontro tra Diego Cammarata e il suo predecessore Leoluca Orlando. E così la giunta comunale ha deliberato l'assunzione di 110 precari dei quali non uno, neanche per sbaglio, ha la patente D (la più difficile da ottenere) richiesta per guidare i pullman pubblici. Di più: ha scritto nero su bianco che «nel periodo di addestramento e dunque nella fase antecedente il conseguimento della patente di guida richiesta, i lavoratori selezionati saranno utilizzati come lsu presso l'Amat». E se qualcuno non ce la facesse a passare l'esame o non avesse alcuna voglia di mettersi al volante? Amen, ha risposto Alberto Campagna: «Perché dovremmo assumere nuovo personale quando abbiamo ancora gli lsu da stabilizzare? Abbiamo fatto una promessa a questi lavoratori precari: abbiamo assicurato loro che sarebbero stati assunti. Dobbiamo rispettare la parola data». E meno male che non c'erano da assumere ingegneri chimici, urbanisti o chirurghi: l'attesa che si laureassero sarebbe stata più lunga...Gian Antonio Stella, 04 maggio 2007 link articolo
Gli stipendi dei sindaci italiani: Veltroni e Cofferati al top Il primo cittadino della capitale è in vetta nella classifica delle indennità per chi amministra i 24 Comuni più grandi d'Italia. Gli spettano 9.762,94 euro mensili lordi, seguono Cofferati (Bologna) e Emiliano (Bari) Nel "pay watch" dei sindaci Walter Veltroni batte tutti. È al top nella classifica delle indennità per chi amministra i 24 Comuni più grandi d'Italia. Al primo cittadino della Capitale spettano 9.762,94 euro mensili lordi. Governa una città di 2,5 milioni di abitanti, con una superficie di 1.308 chilometri quadri, la più vasta della Penisola. Ma a pochi euro di distanza da Walter Veltroni troviamo Sergio Cofferati (Bologna) e Michele Emiliano (Bari). Il primo cittadino felsineo guida una città di 374mila abitanti, quello del capoluogo pugliese un comune di quasi 327mila. Sopra 9mila euro si collocano anche Sergio Chiamparino (Torino) e Letizia Moratti (Milano). Ma ci sono anche i sindaci siciliani: Palermo e Catania. Con la differenza che il capoluogo regionale conta circa 671mila residenti e il secondo meno della metà. Se, per paradosso, si dovesse utilizzare una remunerazione per abitante, Alessandro Cosimi (sindaco di Livorno) sarebbe il più pagato: 53 centesimi l'anno per abitante contro, ad esempio, i 4 centesimi di Veltroni che salirebbero a 30 per Cofferati. La seconda fascia Napoli, la terza città più popolosa d'Italia, ha un sindaco che guadagna 7mila euro al mese. Più ricchi di Rosa Russo Iervolino sono i primi cittadini di Firenze e Genova. Normativa elastica Queste differenze sono la conseguenza della norma che regola le indennità degli amministratori delle città, compresa nel Testo unico degli enti locali del 2000: le retribuzioni devono essere fissate in base alla dimensione demografica, e ai gradi di capoluogo, delle diverse realtà, tenuto conto della fluttuazione stagionale della popolazione, della percentuale «delle entrate proprie rispetto al totale delle entrate, nonché dell'ammontare del bilancio di parte corrente». L'ammontare delle cifre per le indennità è fissato da un regolamento del Viminale che determina le varie fasce, ma consente ai Comuni di «aumentare o diminuire» le indennità o i gettoni di presenza. In caso di incrementi, però, la cifra non deve superare il 30% per i comuni con più di 100mila abitanti. Assessori e consiglieri Non è necessario però indossare la fascia tricolore per "sistemarsi". Anche assessori e consiglieri possono avere retribuzioni di tutto rispetto. La partecipazione è il sale della democrazia. Ma se, ad esempio, nel Comune di Castelmagno, il paese in provincia di Cuneo celebre per il formaggio, su 95 residenti ben 47 corrono per un posto alle amministrative, può significare che quello di consigliere comunale è diventato quasi un mestiere. Gli assessori hanno indennità di funzione determinata in percentuale a quella del sindaco (il 65% per le realtà più popolose). Per i consiglieri, il decreto parla di «gettone di presenza» e in nessun caso l'ammontare percepito in un mese può superare un terzo dell'indennità massima prevista per il sindaco. La norma poi stabilisce che gli enti locali, nella loro autonomia, possono decidere di trasformarlo in indennità. È il caso di Catania: i consiglieri ricevono 3mila euro al mese, ma da questa somma vengono sottratti 100 euro per ogni giorno d'assenza. Tuttavia, le indennità sono dimezzate se si sceglie di continuare a svolgere, una volta in carica, il proprio lavoro. I benefit Se nelle grandi città uno dei problemi principali è quello di trovare parcheggio, il discorso non vale per molti eletti. A Cagliari, per esempio, sono dotati di pass per la sosta, mentre a Perugia è previsto un rimborso spese per la stessa finalità. A Bari, invece, si versa un forfait di 30 euro al mese per parcheggiare nelle aree a pagamento. Ma non è l'unico vantaggio: sindaco, vice assessori e presidente del consiglio usufruiscono di due abbonamenti per le partite interne della squadra di calcio e ai biglietti per gli spettacoli di prosa al teatro Piccinni. Quasi tutti i Comuni, infine, garantiscono ai consiglieri un cellulare di servizio. Quelli più facoltosi possono permettersi di dotare i propri eletti di un pc, da riconsegnare a fine mandato. Tratto dal QN online
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