Introduzione
La scala standard è la Scala Cronostratigrafica.
Gli intervalli di tempo sono calibrati con metodi radiometrici mentre si usano stratotipi per i periodi (anche per avere un riscontro reale e tangibile del tempo). Si è deciso poi di mettere gli stratotipi nei limiti in modo da delinearli ed usarne uno per due.
Del Sistema occorre sapere:
1. LIMITI, se ci sono o meno e quindi quali sono di conseguenza le aree proposte;
2. SUDDIVISIONE INTERNA, quindi se ci sono sottounità o piani;
3. CARATTERI BIOLOGICI, sono fondamentali;
4. BIOSTRATIGRAFIE, fondamentali anch’esse e occorre capire che cosa si utilizza;
5. Cenni sulla PALEOBIOGEOGRAFIA, in sintesi come si sono diffuse le specie esaminate nell’area studiata;
6. PALEOGEOGRAFIA, ricostruzione geografica dell’area anche alla luce della tettonica;
7. Tratti CLIMATICI, se era freddo o caldo, glaciazioni o meno, ecc.;
8. Fasi OROGENETICHE, presenza o meno di varie fenomenologie metamorfiche e simili;
9. GEODINAMICA, movimento delle placche e complessità delle interazioni tettoniche nell’area esaminata;
Le variazioni principali tra le varie scale oggigiorno esistenti sono essenzialmente riconducibili ai differenti modi di taratura dei metodi radiometrici. Infatti, sulle misure radiometriche vi possono essere dei problemi ed errori di 5-10 o 15 M.A. più o in meno.
Classificazione Stratigrafica: può essere di vario tipo e quindi le classificazioni sono effettuate in modi differenti.
La Terminologia Stratigrafica: i nomi possono essere usati o per tutte le categorie o per alcune singole. Per esempio il termine PIANO è un elemento delle unità cronostratigrafiche mentre il termine FORMAZIONE è usato nelle litostratigrafiche ma serve anche nelle cronostratigrafiche. La parola SERIE deve essere usata solamente nella cronostratigrafia e mai in altri campi. In geologia la serie è superiore al Piano. Se i termini sono formali devono essere usati con la maiuscola (informali quindi con la minuscola). Formale: la parola deve avere sempre la lettera maiuscola sia che sia un termine nuovo che uno già formalizzato ed usato nel tempo; inoltre la maiuscola deve essere usata anche con il nome generico (esempio: Sistema Devoniano). Può capitare che grandi formazioni, poiché sono molto note, non necessitano di nomi accessori di identificazione (come nomi di regioni) e per specificarle si usa spesso solo la sigla (o una lettera) riferita alla litologia della formazione presente. (ad esempio si può dire Formazione Marnoso-Arenacea o Formazione marnoso-arenacea, in minuscolo, in quanto ho già il termine formazione maiuscolo). Questa norma (da usarsi con assoluto rigore) è indicativa dell’interlocutore che si ha di fronte e della sua relativa “sciatteria”.
Se ci sono nomi nuovi formalizzati, li devo usare in modo formale (ad esempio Marne di San Luca) e quindi li devo mettere la maiuscola.
FORMAZIONE: essa viene distinta anche in funzione della differente litologia. La formazione deve essere cartografabile, ecco perché si possono prendere delle formazioni con spessori assai ridotti.
Ad esempio: siltiti eusiniche incise da canali arenacei, (zona europea) si tratta di elementi costituenti la base del Siluriano ed entrambi gli elementi di cui sopra potrebbero essere 2 formazioni.
Nomenclatura Stratigrafica: è un qualcosa di molto specifico per questi accidenti studiati. La terminologia litostratigrafia ha validità (spesso) solo a livello regionale mentre quella cronostratigrafica è valida a livello mondiale.
Le unità della scala cronologica sono tutte formali.
Geocronologia o unità Geocronologiche: è una suddivisione relativa con particolare riferimento a unità cronostratigrafiche.
Concetto Storico: ORTOCRONOLOGIA (di serie A) sono continue
PARACRONOLOGIA (di serie B) sono discontinue
Cronologia: si tratta della scienza del tempo. Non c’è il suffisso “bio” perché si pensava che l’unico metodo per dire quale tempo fosse (periodo/epoca/età), era legato ai fossili: era ovvio quindi, che fosse inutile mettere il suffisso in quanto essi erano l’unico elemento che caratterizzasse i tempi e di conseguenza il termine cronologia poteva essere riferito solo ad essi.
La distinzione ORTO e PARA è dovuta al fatto che le distribuzioni dei fossili andavano a salti in alcuni casi, mentre erano continue in altre situazioni.
Geocronometria: divide in base ad unità di tempo (anno, mese, secondo) e rappresenta un approccio quantitativo e numerico. Rappresenta soprattutto una convenzione astronomica.
Criteri fondamentali di distinzione di Unità Stratigrafiche:
- Litologia e proprietà connesse: da essa derivano le unità litostratigrafiche e le unità sismostratigrafiche (quest’ultime sono date dall’addensamento, dalle riflessioni, dalle strutture, ecc.) essa è oggettiva ma poco significativa;
- Limiti: essi distinguono le unità per limiti evidenti e ben marcati, (infatti, per esempio, le due unità potrebbero essere omogenee tra di loro da un punto di vista litologico); i limiti dati nella sismica sono dovuti ai limiti specifici derivati dalle indagini a riflessione che ne rivaluta l’importanza;
- Fossili: possono essere legati più o meno alla facies. La distribuzione è direttamente proporzionale al trasporto o al luogo (ambiente) di vita. Essi ci danno indicazioni temporali e geografiche là dove oggigiorno non è possibile avere niente di tutto ciò: Principio dell’identità fossilifera che dice che in ogni momento storico vi è solo una facies. Sono quindi indicatori del tempo. (essi determinano le unità biostratigrafiche). Nomi di fossili: gli organismi vengono denominati in latino con un nome generico ed uno specifico; quello generico deve essere scritto in maiuscolo (ed in corsivo o se non si vuole usare il corsivo lo si sottolinea).
- Ambiente: il criterio è l’analisi delle strutture e delle caratteristiche (dell’ambiente odierno) e che quindi si possa determinare quello del passato (attenzione che non è la litologia il criterio). Da esso possono derivare le unità ecostratigrafiche e le unità di facies;
- Tempo: può essere (a) numerico (e quindi una misura) derivato [1] dalla radiometria e/o [2] dal tasso di sedimentazione* o (b) relativo e a sua volta può essere [1] tendenziale (che si sposta lungo una freccia come ad esempio l’evoluzione biologica) [2] ciclico dato da:
a. Inversioni geomagnetiche1
b. Fluttuazioni climatiche2
c. Fluttuazioni isotopiche3
d. Fluttuazioni del livello marino4
e. Fluttuazioni geochimiche
Le unità STRATIGRAFICHE sono delimitate, in sintesi, dalle discordanze stratigrafiche: queste erano già state istituite nel 1973 e praticamente sono di fatto identiche a quelle precedenti. Il termine, quindi, già preesisteva e quindi esistevano dei precedenti.